Eurolega, Gir A: Il Fenerbahçe espugna il Pionir, Barça ok sul Cska, dominio Nanterre

Eurolega, Gir A: Il Fenerbahçe espugna il Pionir, Barça ok sul Cska, dominio Nanterre

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fcbarcelona.com
Il Barcelona non si ferma: al Palau Blaugrana sono stati, questa volta, i russi del CSKA Mosca a cedere davanti alla supremazia spagnola. Il risultato finale, 79-70, non dà bene l’idea di un incontro dove dapprima i padroni di casa venivano sommersi dai canestri di Vladimir Micov chiudendo così il primo tempo in ritardo di 5 lunghezze e poi, grazie ad un fantastico break di 27-14 nel terzo quarto dominavano fino alla sirena del 40’. Di indubbio valore al fine del successo è stata la prestazione di Juan Carlos Navarro: indiscutibilmente MVP del match, il 33enne spagnolo ha fratto impazzire la difesa moscovita grazie a 20 punti conditi da percentuali stratosferico (75% da 2 e 60% da tre) più 3 assist, per un totale di 25 di valutazione. La prima frazione procedeva sull’onda dell’equilibrio: alla tripla che apriva il match del già citato Micov rispondeva immediatamente il polacco Macjei Lampe autore, questa sera, di una discreta prestazione. Nei minuti seguenti, le due formazioni giocavano punto a punto; solo dopo 6’ il CSKA riusciva a staccare gli avversari grazie alla schiacciata di Kaun (16-9). Alla sirena del 10’ il punteggio era comunque in semi parità, 20-18 per gli ospiti. Nel secondo quarto il CSKA allargava il divario senza riuscire comunque a produrre l’allungo decisivo: era un buon Ante Tomic a tenere incollato nel punteggio il Barcellona. I liberi di Hines sancivano il 40-35 dell’intervallo, permettendo agli ospiti di avere un cospicuo vantaggio in vista del secondo tempo. Vantaggio che però era, nella terza frazione, prontamente annullato da Navarro e soci: il Barca era inarrestabile e il CSKA non poteva niente. I padroni di casa raggiungevano dopo 7’ il massimo vantaggio, 62-48, grazie ad un canestro di Lampe. Al mini intervallo del 30’ gli spagnoli potevano vantare un vantaggio di 8 lunghezze, 62-54. Il quarto decisivo era solo ordinaria amministrazione per il Barca, difatti la squadra di Messina doveva solo gestire il vantaggio accumulato nel periodo precedente. Il CSKA, da parte sua, non era in grado di riaprire la partita e nonostante parecchie volte si sia avvicinata pericolosamente agli avversari non riusciva a completare la rimonta. La partita si concludeva così con una meritata vittoria spagnola, con il risultato di 79-70. (Niccolò Coscia) FC BARCELONA 79-70 CSKA MOSCA (18-20, 35-40, 62-54) Barcelona: FC Barcelona: Pullen 0, Dorsey 2, Sada 0, Huertas 16, Abrines 8, Navarro 20, Tomorovic 0, Papanikolaou 5, Hezonja 0, Lampe 8, Nachbar 7, Tomic 13. Cska Mosca: Teodosic 10, Micov 14, Fridzon 1, Jackson 6, Pargo 11, Weems 3, Voronov 0, Shukhovtcov 0, Kaun 10, Khryapa 2, Hines 10.
brooklynfans.com
Quarto successo su quattro per il Fenerbahçe di Obradovic, che contando anche campionato e coppa ottiene la sua dodicesima vittoria di fila in questo brillantissimo inizio. Il Partizan provava a rimanere in partita e addirittura a fuggire, avendo il suo miglior momento in un secondo periodo in cui arrivava fino a +11, ma il Fenerbahçe rimaneva sempre a contatto e giocava gli ultimi due quarti praticamente senza Kleiza, vincendola grazie ad una difesa superlativa almeno fino a cinque minuti dalla fine e ad un attacco ottimo che segnava quasi 90 punti in un campo caldissimo come il Pionir, guidato dai 26 di Bojan Bogdanovic (6/9 da 3). L’avvio era caratterizzato da difese molto intense, che costringevano gli avversari a palle perse e tiri forzati; la schiacciata di Lauvergne dopo quasi due minuti rompeva il ghiaccio, ed un Milosavljevic già bello caldo teneva avanti il Partizan (6-2 al 4’). Il Fenerbahçe reagiva subito, giocava in maniera più fluida in attacco e nonostante concedesse tanti rimbalzi offensivi e quindi possessi extra ai padroni di casa incassava soltanto 2 punti in quattro minuti e grazie al duo McCalebb-Bogdanovic chiudeva un break di 2-10 (8-12 al 7’). Poi, però, veniva fuori il talento cristallino di Westermann che con cinque punti in poco tempo permetteva al Partizan di risorpassare la squadra di Obradovic (17-13 al 10’). I turchi continuavano ad avere difficoltà anche nel secondo quarto, riuscendo in un primo momento a limitare i danni complici anche i 3 falli a carico di Musli, ma poi attaccavano in maniera confusionaria e facevano ancora fatica a rimbalzo concedendo troppi tiri facili ai ragazzi di Vujosevic che infiammavano gli 8000 del Pionir toccando il +11 dopo un antisportivo fischiato a Preldzic (30-19 al 16’). Senza neanche bisogno di un timeout, il Fenerbahçe reagiva con carattere, e grazie a cinque punti di Nemanja Bjelica e due a testa per Sipahi e McCalebb ristabiliva quasi la parità (30-28) prima di riaddormentarsi e concedere ancora qualcosa al Partizan che per un pelo non andava al riposo con il vantaggio in doppia cifra (38-30 al 20’). La partita era un continuo tira e molla, con il Fenerbahçe a fare l’elastico prima riavvicinandosi con una gran difesa e con gioco ordinato in attacco (40-39 al 23’) e poi facendo harakiri con Kleiza (un fallo a carico all’intervallo) che si faceva fischiare secondo, terzo e quarto fallo e beccandosi il tecnico per proteste che lo escludeva dalla partita. Ancora una volta il Fenerbahçe recuperava da grande squadra trovando vari protagonisti in Zoric, McCalebb, Bjelica e Bogdanovic che sparava la tripla del nuovo vantaggio (51-52 al 26’) con anche le tegole per coach Vujosevic dei tre falli di Lauvergne e Westermann. Un Bogdanovic ‘’on fire’’ firmava addirittura la tripla del +5 esultando davanti ai tifosi serbi (57-60 al 30’). Il Partizan sembrava aver finito la benzina e trovava grandissime difficoltà nel restare a contatto con i turchi, che continuavano a bombardare da oltre l’arco con Bogdanovic e Preldzic e superavano la doppia cifra di vantaggio con il 4-0 di parziale seguito alla gran rubata di Sipahi su Westermann che costringeva il Bogdanovic del Partizan a commettere un netto fallo antisportivo (63-74 al 35’). La partita di fatto finiva lì, perché nonostante i serbi non sprofondassero mai e rimanevano sempre di testa nel match, il Fenerbahçe, vista una difesa non più lucida e brillante, riusciva a non alimentare più di tanto il tentativo di rimonta del Partizan segnando praticamente in ogni azione d’attacco negli ultimi due minuti. PARTIZAN NIS BELGRADE – FENERBAHCE ULKER ISTANBUL 78-88 (17-13; 38-30; 57-60; 78-88) PARTIZAN: Lauvergne 20, Westermann 13, Dallo 2, Milutinov 8, Milosavljevic 6, Bogdanovic 6, Gagic 3, Musli 2, Salic n.e., Andric n.e., Kinsey 18, Bezbradica n.e. Coach: Vujosevic. FENERBAHCE: McCalebb 14, Onan, N.Bjelica 12, Ermis n.e., Mahmutoglu, Kleiza 2, Vidmar 8, Zoric 5, Sipahi 10, Birsen n.e., Bogdanovic 26, Preldzic 11. Coach: Obradovic.  
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La sfida fra piccole del gruppo A mette di fronte una sorprendente Nanterre, reduce da una storica vittoria in quel di Barcellona, e il Budivelnik Kiev, che arriva alla Halle Carpentier Arena con la possibilità di dare seguito alla vittoria contro il Partizan di Belgrado. Ti aspetti equilibrio ed invece la partita è una tempesta a Giugno, in particolare una tempesta di triple (5/6 alla sirena del primo quarto) che martella senza sosta la retina del canestro degli ucraini, totalmente annichiliti dalla devastante partenza dei parigini, che giganteggiano con un parziale di 17-0, trascinati da una foga agonistica collettiva, in cui però i capi cantiere Will Daniels e Johan Passave la fanno da padroni, ed alla prima sirena passeggiano già per 27-8. Nel secondo quarto la sinfonia è sempre transalpina, che continua ad attaccare con spietatezza e difendere di vigore, ipnotizzando una Budivelnik totalmente incapace di curare l’emorragia difensiva o quantomeno forzare il gioco cercando un principio di nelsiano “run and gun”, che almeno avrebbe consentito di non perdere ulteriore terreno. Ma le pile sembrano scariche e la concentrazione appannata, così all’intervallo lo score è di 51-23, mentre la faccia di Darius Lavrinovic si rinchiude in catene montuose di grigiore, e la partita sembra già in ghiaccio per I parigini, che nel terzo periodo allentano la presa equilibrando il gioco senza forzare eccessivamente. Da qui in poi ne viene fuori una partita gradevole, che vide i suoi protagonisti principali in Janis Strelnieks, autore di 10 punti, e nel solito Will Daniels, che rischia di tirare giù la Halle con un 2+1 da cuori forti. Il quarto periodo dura giusto il tempo di materializzare in matematica i preziosissimi due punti del Nanterre, che vince 80-61 e si dimostra squadra rivelazione del girone agganciando in classifica il gruppone formato da nomi piccanti, come il Barcellona e il CSKA Mosca, vicino ai quali il Nanterre non trema. Chapeau. (Gabriele Leslie Giudice) JSF NANTERRE 80-61 BUDIVELNIK KIEV (27-8, 51-23, 68-45) JSF Nanterre: Nzeulie 4, Judith 3, Jaiteh 6 (6 Rb), Corosine, Lighty 5, Meacham 6, Gladyr 5, Foster 12 (6 As), D. Thomas 11, Traorè 4, Daniels 14, Passave 10. Budivelnik Kiev: Ahearn 2, Lavrinovic 7, Drozdov 8, Salenga 2, Gorbenko, Strelnieks 10, Anisimov 3, Lebedintsev 2, Tishchenko, Downs 8 (2 As), Minard 7, Summers 12 (6 Rb) CLASSIFICA: Fenerbahçe 4-0 Barcelona 2-2 Cska Mosca 2-2 Nanterre 2-2 Budivelnik 1-3 Partizan 1-3

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