EuroLega, Preview F4 – Tra record e Vitoria-Gasteiz

EuroLega, Preview F4 – Tra record e Vitoria-Gasteiz

Inizia la nostra rubrica di avvicinamento alle F4 di EuroLega, che si terranno proprio nella città basca dal 17 al 19 maggio prossimi.

di Marco Arcari

Il tempo è quasi scaduto. Le Final Four di EuroLeague, per la 18ª volta nella storia della competizione (dalla stagione 2001-02) sono ormai alle porte e stavolta avranno come scenario di gioco la città di Vitoria-Gasteiz, intrisa di storia e di significato, specie per quel regionalismo spagnolo di cui i vari pueblos (gli abitanti della città o, per estensione, della regione) sono sempre stati esempio lampante. La sede scelta dal board della ECA aiuterà sicuramente i tifosi presenti a comprendere il micro-cosmo dei Paesi Baschi. Tra Euskara, la lingua isolata pre-indoeuropea, dal 1919 regolamentata ufficialmente dalla Real Accademia della Lingua Basca, il cui lessico è prevalentemente sconosciuto come origini, vantando però anche molti prestiti linguistici derivanti da latino e guascone, e varie feste patronali (ahinoi non coincidenti con le date dell’atto conclusivo cestistico), l’occasione è di quelle ghiotte per scoprire una cultura, e una città, ai più decisamente sconosciute. Per una cronologia storica degli avvenimenti, dei musei, dei luoghi di interesse et similia, una facile ricerca su Wikipedia potrebbe fare al caso vostro e non appesantirebbe questa breve presentazione. A livello sportivo i Paesi Baschi sono stati tuttavia fondamentali nell’ideazione di alcuni giochi (la pelota basca, un derivato della pallacorda italiana e francese, ma con regole più complesse) e nell’affermazione di altri: il calcio, soprattutto, pare trovare proprio nei Paesi Baschi il terreno fertile per piantarvi i propri semi e permetterne un’espansione generalizzata in tutta la Spagna, seppure in un’epoca diversa rispetto agli anni dei grandi scambi commerciali-culturali con le navi inglesi che approdavano nel Golfo di Guascogna (o di Biscaglia), fino alle coste della Galizia.

Chiunque si avventuri per la prima volta in questa zona della Spagna e, ancor più, a Vitoria-Gasteiz, tenga però presenti alcuni accorgimenti. Le parole chiave del soggiorno potranno essere Euskal Herria, ossia la definizione usata per per definire sia il luogo fisico, sia l’insieme dei Baschi in quanto popolo. La lingua è poi un tratto fondamentale, ben più della qualifica di “abitante dei Paesi Baschi”: mancando infatti un’unità geografico-territoriale, il Basco in quanto tale si riconosce in se stesso per la capacità di parlare l’euskara. Tenete poi a mente l’aspetto storico-simbolico, grazie soprattutto alla ikurriña, ossia la bandiera ufficiale della Comunità Autonoma Basca fin dal 1979, sebbene oggi presenti proporzioni diverse nel disegno e nei colori (bianco, verde e rosso) rispetto a quella creata nel 1894 dai fratelli Arana (uno dei quali fu anche il fondatore del Partito Nazionalista Basco). Inizialmente l’ikurriña identificava solamente una provincia (Bizkaia-Vizcaya), ma nel tempo è divenuta simbolo, con una storia molto interessante, di tutta la Euzkadi, ossia della nazione basca nel suo insieme. Cultura, identità, nazionalismo e storia sono aspetti fondamentali per comprendere i Paesi Baschi, ben più di quanto lo possano essere arte e cucina tipica o, magari, l’ottima rete tranviaria che troverete a Vitoria-Gasteiz. Un’occhiata veloce a Wikipedia vi aiuterà pertanto a comprendere meglio ciò che andrete visitando, magari nella giornata di sabato (quella in cui non sono previste gare).

Passando al lato “meramente”sportivo, queste Final Four rappresentano la 18ª edizione dell’atto conclusivo della EuroLeague (prima conosciuta come “Euroleague”). Tornerà utile pertanto dare qualche numero sui record all-time delle F4 e sulle 4 squadre che giungeranno a breve a Vitoria-Gasteiz: Anadolu Efes Istanbul, CSKA Mosca, Fenerbahce BEKO Istanbul e Real Madrid.

  • 16: le partecipazioni del CSKA Mosca (i moscoviti hanno saltato soltanto Bologna 2002 e Barcellona 2011) e sono all’ottava presenza consecutiva.
  • 3: le finali consecutive raggiunte dal Fenerbahce (2016, 2017, 2018) e dal Real Madrid (2013, 2014, 2015). Meglio ha fatto solo, manco a dirlo, il CSKA con 4 (tra 2006 e 2009).
  • 7: le squadre vincitrici nelle precedenti 17 edizioni (4 titoli per il Panathinaikos, 2 a testa per CSKA e Maccabi, 2 per Barcellona, Olympiacos e Real, 1 per il Fenerbahce).
  • 5: le partecipazioni di quella che è la squadra padrona di casa, conosciuta un tempo come Saski-Baskonia o Tau Ceramica e oggi come Kirolbet Baskonia (dal 2005 al 2008 e a Berlino nel 2016).
  • 37: la valutazione più alta di un giocatore in un singolo match di F4, ottenuta da Trajan Langdon nella finale 3°-4° posto tra CSKA Mosca e Partizan Belgrado del 2010.
  • 32: il maggior numero di punti realizzati da un singolo atleta in una partita di F4. Protagonista sempre “l’assassino dell’Alaska” nella stessa gara del punto precedente.
  • 15: il maggior numero di rimbalzi conquistati da un giocatore sempre su singola gara: vi riuscirono David Andersen (3°-4° posto tra il suo CSKA e il Panathinaikos nel 2005) e Maceo Boston (nella finale tra il suo Maccabi e il CSKA del 2006).
  • 12: il maggior numero di assist smazzati: vi riuscì Tyrell McIntyre nella finale 3°-4° posto tra Montepaschi Siena e Tau Ceramica del 2008, finita dopo 1 OT (nei tempi regolamentari il record è di 9, condiviso da vari giocatori tra i quali Diamantidis, Llull e Rodriguez).
  • 11: il maggior numero di canestri (non-liberi) realizzati da un singolo giocatore in una partita di Final Four: vi sono riusciti Mike Batiste, Nando De Colo, Andrew Goudelock e Nicolò Melli (quest’ultimo il migliore per % di realizzazione, con un 11/16 sontuoso).
  • 6: le stoppate rifilate da Maceo Boston al Tau Ceramica nella semifinale del 2006; finora nessuno è riuscito a fare meglio in un singolo match di F4.
  • 43.3: la percentuale da 3 punti di Juan Carlos Navarro in tutte le partite di F4 disputate; LaBomba è peraltro il miglior realizzatore di triple (30 in 13 partite). Pensate sia il migliore? Vi sbagliereste di grosso. Sono ben 5 i giocatori capaci di tenere almeno un 50% di media da 3 punti nelle F4: Jaycee Caroll (50%), David Blu (53.9%), Anthony Parker (55.6%), Vitaly Fridzon (56.3%) e Kostas Papanikolaou (56.5%).
  • 17.6: la media punti più alta fatta registrare da un giocatore in tutte le partite di F4 disputate; trattasi di Nando De Colo (141 punti in 8 gare), il quale avrà modo di mantenerla o addirittura migliorarla già dal prossimo venerdì. Il giocatore che sarà a Vitoria-Gasteiz e che più si avvicina al francese è Sergio Llull (12.5 ppg).
  • 4.4: la media assist di Sergio Rodriguez nelle F4. Davanti all’attuale playmaker del CSKA c’è solo il Diamante (4.6); entrambi hanno peraltro giocato 10 gare finora, ma Rodriguez, al netto di infortuni dell’ultima ora, staccherà il greco e potrebbe anche soffiargli la leadership statistica (in questa stagione ha viaggiato a 4.7 assist a gara).

Le curiosità statistiche potrebbero proseguire all’infinito, ma da domani usciranno anche le preview delle singole squadre e i nostri redattori europei avranno sicuramente modo e capacità per metterne in luce altre. Queste sono semplicemente alcune, rappresentanti numeri che ben esemplificano il livello di competitività che ha sempre contraddistinto la miglior competizione cestistica continentale per club. Con netto distacco su tutte le altre, senza perciò stesso voler mancare di rispetto a nessuno.

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