EUROLEGA, TOP 16: il Khimki Mosca passeggia sull’Olympiakos e tiene vive le speranze di qualificazione

EUROLEGA, TOP 16: il Khimki Mosca passeggia sull’Olympiakos e tiene vive le speranze di qualificazione

I russi giocano una partita ai limiti della perfezione ed asfaltano i greci. Per Spanoulis e compagni non resta che sperare in una doppia sconfitta di Real Madrid e Bamberg, altrimenti il sipario su questa Eurolega calerà definitivamente.

Sfida dall’importanza capitale quella che va in scena al “Krylatskoye Sports Palace” di Mosca, dove i padroni di casa del Khimki Mosca ospitano i greci dell’Olympiacos. Un confronto dal peso specifico non indifferente visto che entrambe le squadre, a due turni dalla fine della Top 16, hanno lo stesso identico record: 6 vittorie e 6 sconfitte, in un gruppo F che, dietro il già qualificato CSKA ed il “tranquillo” Laboral Kutxa, vede una vera e propria tonnara, con cinque squadre pronte a giocarsi il passaggio del turno. Entrambe le squadre sono reduci da dei successi: i russi hanno superato lo Zalgiris Kaunas in trasferta, mentre i greci hanno avuto la meglio sul Real Madrid. A spuntarla è il Khimki che asfalta letteralmente gli avversari, continua a sperare nella qualificazione e da vita ad un grande spettacolo di fronte al proprio pubblico; l’Olympiacos, invece, è adesso costretto a sperare in un doppio passo falso di Real Madrid e Bamberg, altrimenti l’Eurolega 2016 sarà già giunta al termine.

Quintetti base

Khimki Mosca: Rice, Shved, Dragic, Augustine, Monia

Olympiacos: Hunter, Spanoulis, Printezis, Mantzaris, Papanikolaou

Cronaca. L’inizio di partita è su buoni ritmi, con gli attacchi che girano in maniera efficace, soprattutto in casa Khimki, visto che i russi partono con un parziale di 7-2 targato Augustine, Shved (tripla) e Rice; gli ospiti si fanno vedere grazie a due inchiodate di Hunter. L’equilibrio regna sovrano, le due squadre alternano buone esecuzioni offensive ad attacchi sterili, amministrati con facilità dalle difese. L’inerzia sembra essere in mano ai ragazzi di Ivanovic che, anche se non nettamente, tengono la testa avanti per metà primo quarto; i padroni di casa provano ad allungare più volte, grazie alla produzione di Monia, Dragic e Koponen ma, in qualche modo, i greci non perdono la bussola e riescono a restare in scia. La partita è carica d’intensità: alla consistenza a rimbalzo del Khimki risponde la classe dei singoli dell’Olympiakos; il primo periodo si chiude ad alto punteggio, con i padroni di casa avanti 25-22 grazie ad una tripla allo scadere di Koponen.

Il secondo quarto di apre con una tripla di Hackett che pareggia la partita a quota 25. I greci, però, soffrono maledettamente la presenza a rimbalzo del Khimki che ha a disposizione una quantità inverosimile di secondi possessi, un fattore che permette ai russi di continuare a fare corsa di testa, trascinati da un solidissimo Boone. L’Olympiakos, a sua volta, reagisce girando qualche vite difensivamente ed attaccando in transizione, senza far calare il ritmo. I padroni di casa, dal canto loro, sentono l’importanza del momento, sentono la carica del pubblico e si affidano al loro uomo di maggior talento, quel Alexey Shved che, con due triple consecutive, vanifica ogni aggiustamento provato dalla difesa greca, consegnando ai suoi un mini-allungo sul 35-31. La mano dell’ex Timberwolves è rovente, così come quella dei compagni, le bombe fioccano ed i russi sembrano poter aver la meglio sugli avversari, arrivando a gestire anche un +14. La crisi offensiva dei greci continua, la presenza difensiva del Khimki opprime tutti i giocatori in maglia biancorossa e, all’intervallo, l’Olympiakos insegue, dovendo fare i conti con un pesante -12, con i russi avanti 48-36.

Il terzo periodo si apre sulla falsa riga del precedente: il movimento di palla del Khimki è letale per la squadra di coach Sfairopoulos che, complici delle amnesie difensive ai limiti del clamoroso ed una produzione offensiva pressoché nulla, scivola sul -18. I russi, dal canto loro, gestiscono, approfittano degli errori altrui e, trascinati da un ottimo Augustine, coadiuvato dalla regia di Rice, divertono il proprio pubblico. L’Olympiakos ci prova con la forza dei nervi e della disperazione ma la produzione offensiva è davvero risibile rispetto all’ “esplosione” degli avversari che, con una prestazione straordinaria al tiro da tre punti, arrivano a toccare il +22, indirizzando chiaramente la partita. Spanoulis e compagni fanno una fatica immensa nel contenere ogni avanzata degli avversari e, in attacco, le cose non vanno meglio, con la difesa dei russi che sporca ogni possesso e recupera una gran quantità di palloni. Il terzo quarto si chiude con uno straordinario buzzer-beater di Koponen che fissa il punteggio sul 76-50 in favore dei russi.

Il quarto periodo può essere utile ai greci per cercare di rendere il parziale meno pesante ma, dall’altra parte, Koponen è scatenato e con l’ennesima tripla della sua partita fa toccare ai suoi addirittura il +30. L’Olympiacos non ci crede più e per il Khimki è pura accademia: segnano praticamente tutti con una facilità disarmante, il punteggio si fa sempre più emblematico ed il pomeriggio diventa, pian piano, sempre più da incorniciare. Alla sirena finale il tabellone recita 98-66 in favore dei russi che ottengono un successo strameritato; per i greci la corsa playoff potrebbe già essere giunta al capolinea.

Khimki Mosca-Olympiacos 98-66 (25-22, 48-36, 76-50)

Khimki Mosca: Rice 4, Shved 19, Dragic 8, Augustine 18 (10 rimbalzi), Boone 9, Koponen 21, Vyaltsev 2, Ilnitskiy 2, Monia 7, Honeycutt 8, Sheleketo n.e.

Olympiacos: Johnson-Odom, Hunter 14, Papapetrou 8, Spanoulis 8, Strawberry, Printezis 8, Agravanis, Mantzaris 8, Warrick 8, Hackett 5, Papanikolaou 7, Athinaiou n.e.

 

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy