EUROLEGA, TOP 16: il punto sui gruppi al termine del girone d’andata

EUROLEGA, TOP 16: il punto sui gruppi al termine del girone d’andata

Analisi sulle 16 migliori squadre d’Europa alla fine del girone d’andata: tra conferme e sorprese positive e negative, ecco la situazione dopo le prime 7 partite disputate da ognuna.

La pausa per le Coppe Nazionali, che si disputeranno nella maggior parte dei paesi in questo fine settimana, ci permette di analizzare il rendimento di tutte le squadre impegnate in Eurolega durante il girone d’andata delle TOP 16. Non tutte hanno gli stessi obiettivi, ma scopriamo insieme chi si è confermato, chi sta sorprendendo e chi invece sta deludendo all’interno dei due gruppi.

GRUPPO E 

FENERBAHCE ISTANBUL (7-0)

La squadra di Obradovic ora fa davvero paura: profondità in tutti i reparti ed una crescita esponenziale di rendimento nel corso di queste TOP 16 la rendono la migliore in Europa in questo momento. I leader (Datome e Vesely su tutti) stanno dando un contributo notevole e anche gli altri membri del roster stanno giocando con grande sicurezza. Il girone d’andata, perfetto, alimenta le sensazioni ed i pronostici di inizio torneo, che vedevano i turchi come autorevoli candidati alle F4 di Berlino: la domanda da porsi è chi possa fermarli in questo momento.

LOKOMOTIV KUBAN KRASNODAR (5-2)

Se poteva essere considerata una sorpresa nella prima fase, la squadra russa, capace di vincere il proprio gruppo, ora è sicuramente una delle più belle realtà della manifestazione. Il roster nelle mani di Bartzokas è sicuramente di buon livello, sebbene abbia subito alcune modifiche in corso d’opera (via Fesenko, finito a Cantù, dentro Matt Janning) ma probabilmente nessuno si sarebbe aspettato di trovarla così in alto. La sconfitta in casa del Fener, dopo aver condotto per larghi tratti della gara, era preventivabile, decisamente meno quella patita sul campo della Stella Rossa. Sta di fatto che Delaney e compagni si candidano come una vera e propria mina vagante, in grado di dare filo da torcere a tutte le avversarie nella competizione.

STELLA ROSSA BELGRADO (4-3)

La grande sorpresa di questo girone d’andata è la squadra serba. Dopo essersi qualificata per le TOP 16 all’ultimo respiro ai danni del Bayern Monaco, la formazione guidata in campo da Miller e Zirbes ha fornito prestazioni di alto livello in questa prima parte della seconda fase. Sconfitta solo dalle turche (Saric sulla sirena all’esordio con l’Efes e all’ultimo dal Darussafaka) ha vinto tutte le altre gare offrendo una serie di prestazioni convincenti sul piano del gioco ed a livello complessivo, dimostrando di poter reggere il campo e di non essere solo una Cenerentola in mezzo alle altre. Qualificazione ai quarti comunque difficile, ma sognare ora può essere lecito.

PANATHINAIKOS ATENE (4-3)

I greens di Atene continuano a non convincere fino in fondo, anche se hanno tutte le possibilità di superare il gruppo. Alla squadra di Djordjevic manca continuità di rendimento: numerosi sono stati gli alti e bassi durante tutto il periodo di Eurolega. In queste TOP 16, la partenza è stata disastrosa (1-3, con l’unica vittoria ottenuta al fotofinish su Malaga), ma poi i greci hanno saputo reagire vincendo le ultime 3 gare, non sempre in maniera convincente, ma rimettendosi decisamente in corsa per avanzare nel torneo, occupando la terza posizione in coabitazione con la Stella Rossa.

ANADOLU EFES ISTANBUL (3-4)

Anche la squadra di Ivkovic sta offrendo un rendimento altalenante in questa Eurolega: il record negativo al termine del girone d’andata è indice di una formazione che non ha ancora trovato la necessaria stabilità per essere competitiva ai massimi livelli. Nella seconda fase ha sempre alternato vittorie e sconfitte, senza mai riuscire a creare un filotto positivo che potesse dare fiducia all’ambiente: restano comunque elevate le possibilità di entrare nelle migliori 4 del gruppo. In caso contrario, visto l’enorme talento a disposizione, si potrebbe parlare di vero e proprio fallimento della campagna europea: proprio quello che Saric e compagni vogliono evitare.

UNICAJA MALAGA (2-5)

Gli spagnoli sembrano non essere in grado di superare le TOP 16: la squadra di Plaza è falcidiata dagli infortuni (Markovic out tutta la stagione, Smith fuori almeno due mesi, Hendrix che ha saltato l’ultima con il Fenerbahce), ma anche le prestazioni offerte da chi gioca non sembrano essere all’altezza del livello raggiunto dalla competizione. Se nella prima fase Malaga si era candidata ad essere una vera e propria sorpresa, ora le difficoltà emerse nel corso dell’anno la rendono semplicemente un’outsider con poche possibilità di trovare una qualificazione che avrebbe del miracoloso e che si potrebbe materializzare solo in caso di crolli di Efes o Panathinaikos.

CEDEVITA ZAGABRIA (2-5)

La squadra di Mrsic e Pozzecco, che nella prima fase ha condannato Milano alla retrocessione in Eurocup, è ora in difficoltà nell’affrontare il livello di gioco proposto dalle TOP 16. Le due vittorie ottenute nel finale contro Darussafaka ed Efes hanno permesso di avere una minima speranza di qualificazione, anche se negli altri incontri i passivi rimediati sono stati abbastanza pesanti e quasi impossibili da ribaltare in ottica di un eventuale arrivo a pari a più squadre. La sensazione è che Pullen e compagni si siano già spinti oltre le proprie possibilità e che ora vogliano comunque onorare al meglio l’Eurolega provando ad ottenere qualche vittoria di prestigio nel girone di ritorno.

DARUSSAFAKA DOGUS ISTANBUL (1-6)

I turchi, alla loro prima partecipazione all’Eurolega, sembrano essere la squadra più debole tra le 16 che si sono qualificate alla seconda fase, nonchè l’unica insieme allo Zalgiris ad aver ottenuto un solo successo, peraltro di misura, in queste TOP 16. Il roster del Darussafaka è di buon livello, non sufficiente a competere per il successo finale ma neanche tale da giustificare un rendimento di questo tipo: forse non è stato trovato l’amalgama tra diversi giocatori di talento e dunque i risultati sono inferiori alle attese della vigilia. La qualificazione è molto simile ad un miraggio, ma non è da escludere che la formazione di Mahmuti provi a togliersi delle soddisfazioni ottenendo dei successi di prestigio nel girone di ritorno.

GRUPPO F

CSKA MOSCA (5-2)

La squadra russa guida quello che è stato ribattezzato il “gruppo della morte” per la qualità delle squadre presenti. Il CSKA vanta nuovamente il miglior attacco d’Europa, anche in questo girone d’andata delle TOP 16, a quasi 90 punti di media (inclusi i soli 71 nella sconfitta a Vitoria) e sembra avviata verso la qualificazione alla fase successiva, avendo perso solo con i baschi e contro il Khimki all’esordio. Mai come quest’anno, forse, la squadra di Itoudis può puntare alla vittoria finale, anche se dovrà fare i conti con le insidie che si nascondono da qui a Berlino: è vietato sottovalutare tutte le partite, perché una sconfitta può essere fatale in un gruppo così competitivo. Le prestazioni di Teodosic e De Colo, di assoluto livello fino a questo momento, permettono ai russi di sognare in grande: d’altronde, con un roster così lungo e profondo, nulla è precluso.

LABORAL KUTXA VITORIA (5-2)

Le sconfitte contro Olympiacos e Khimki non possono cancellare quanto di buono stiano facendo i baschi in questa fase di Eurolega. Perasovic sembra aver ritrovato il tocco magico della grande annata di due anni fa a Valencia, la squadra in campo è costruita a sua immagine e somiglianza: un attacco che viaggia a 80 punti di media ed una difesa asfissiante che concede solo 72 punti di media agli avversari (seconda miglior difesa delle TOP 16 dopo il Lokomotiv Kuban). Nel roster, la differenza la sta facendo quello che può essere forse considerato l’MVP del torneo fino a questo momento, quel Ioannis Bourousis rivitalizzato dalla cura Perasovic dopo una serie di stagioni abbastanza deludenti. Il centro greco guida una squadra che gioca a memoria e capace di trovare protagonisti diversi ad ogni gara: il passaggio del turno, se Vitoria continuerà di questo passo, è probabile: a pagare potrebbe essere una delle grandi pretendenti alle Final 4.

KHIMKI MOSCA (4-3)

L’altra outsider di lusso del gruppo si trova al secondo posto alla pari con in campioni d’Europa in carica del Real Madrid. La squadra di Kurtinaitis sta offrendo un rendimento buono ma al tempo stesso altalenante: dopo la vittoria con canestro di Shved a fil di sirena contro il CSKA, sono arrivate tre vittorie abbastanza larghe nel punteggio, inframezzate da tre sconfitte con scarto in doppia cifra. Il roster è profondo e ricco di talento, forse a lungo andare potrebbe pagare la poca abitudine a giocare ad altissimi livelli di alcuni suoi giocatori: se trova una maggiore continuità, la squadra guidata in campo da Shved e Rice potrebbe rappresentare una mina vagante capace di rompere gli equilibri del gruppo. Il passaggio del turno è possibile.

REAL MADRID (4-3)

I campioni in carica, entrati nelle TOP 16 con qualche patema di troppo, stanno offrendo un rendimento indecifrabile anche in questa seconda fase del torneo, alternando vittorie e sconfitte senza mai aprire una striscia positiva di più partite consecutive. La sensazione è che il gruppo di Laso sia consapevole della propria grande forza e si stia limitando a fare il minimo indispensabile per qualificarsi, cercando di arrivare se possibile in sordina all’appuntamento dei quarti di finale. In un gruppo così tosto, però, è vietato sbagliare: ci sono squadre dietro in classifica capaci di approfittare di ogni passo falso, anche se è difficilmente pronosticabile un’eliminazione dei blancos in questa fase della competizione.

FC BARCELONA LASSA (3-4)

Il Barcellona è una delle squadre più profonde e talentuose dell’intero continente ma, dopo il girone d’andata, sarebbe eliminata dall’Eurolega. Il canestro di Doellman con cui i catalani hanno vinto il “Clasico” ha permesso di avere una situazione di classifica dignitosa, seppure con un record negativo: gli uomini di Pascual dovranno però cambiare ritmo nel ritorno se vorranno assicurarsi un posto tra le migliori 8, cercando di evitare, se possibile, l’accoppiamento con il lanciatissimo Fenerbahce nei quarti di finale. Qualificazione possibile, anche se la prossima sfida con l’Olympiacos potrebbe essere decisiva per tagliare fuori una delle due in modo quasi definitivo da questo discorso.

OLYMPIACOS PIREO (3-4)

L’altra big in difficoltà di questo gruppo sono i reds di Atene: la prima sfida del girone di ritorno, sul campo del Barcellona, potrebbe dire molto sulla continuazione del cammino europeo della squadra di Sfairopoulos. L’Olympiacod sta offrendo un rendimento al di sotto delle attese, perché dopo le vittorie contro i catalani e il Laboral sono arrivate tre sconfitte consecutive contro Bamberg, Zalgiris (molto pesante) e Real, che hanno complicato non poco il cammino. Le potenzialità per recuperare e passare il turno ci sono, specie dovesse arrivare un lungo di qualità in questa settimana, ma non sono più ammessi errori: un passo falso potrebbe compromettere irrimediabilmente la rincorsa ai quarti di finale e si tratterebbe di un mezzo fallimento per una squadra partita con buone ambizioni.

BROSE BASKETS BAMBERG (3-4)

La squadra di Trinchieri è pienamente in corsa per un posto tra le migliori 8 d’Europa: il girone d’andata ha dimostrato che può ottenere successi prestigiosi, soprattutto in casa, per alimentare le speranze di un comunque difficile passaggio del turno. Le vittorie di maggiore importanza sono arrivate contro Olympiacos e Barcellona, mentre con lo Zalgiris è arrivato un successo largo e fondamentale: nelle altre quattro gare, tolta la sconfitta di 3 punti all’esordio a Madrid, gli altri ko sono stati larghi e complicano il cammino anche in considerazione degli scontri diretti in caso di arrivo alla pari al termine delle prossime 7 gare. La sensazione è che comunque i tedeschi possano essere un’outsider interessante sul cammino di chi vorrà fare strada nella manifestazione.

ZALGIRIS KAUNAS (1-6)

La squadra lituana è forse la più debole tra le 16 rimaste in Eurolega. Nelle TOP 16 l’unico successo è arrivato contro un Olympiacos irriconoscibile, poi, eccezion fatta per le gare contro Real Madrid e Barcellona, sono arrivate pesanti battute d’arresto. La difesa concede quasi 90 punti di media a fronte di un attacco che ne produce meno di 74 a partita: bastano questi numeri a spiegare come il passaggio del turno rappresenti una possibilità quasi utopica per lo Zalgiris. Nonostante ciò, la squadra cercherà di onorare al meglio il girone di ritorno, magari cercando di togliersi qualche soddisfazione provando ad ottenere dei successi che potrebbero essere decisivi in ottica qualificazione per le squadre coinvolte.

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