EUROLEGA, zoom sulle F4: CSKA ha la settima nel mirino, con Madrid 2008 ancora in testa

EUROLEGA, zoom sulle F4: CSKA ha la settima nel mirino, con Madrid 2008 ancora in testa

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  Stagione 2007-2008; c’è una squadra, che reduce dalla sconfitta 93-91 in finale di Eurolega, ad Atene contro il Panathinaikos, il 6 maggio precedente, vuole a tutti i costi riscattare il blasone del suo nome e mettere in bacheca la sesta Eurolega (ex Coppa dei Campioni) della sua storia. La stagione è praticamente perfetta in ambito europeo, conclusa con la ciliegina sulla torta del 77-91 ai danni del Maccabi a Madrid, partita che sancì il 20-5 di record in quell’annata del CSKA, e la sesta (ed ultima fin ora) Eurolega portata in Russia. A Madrid? Si, a Madrid, proprio come le Final Four della prossima settimana; sarà un caso? Presto per dirlo, ma certamente la squadra moscovita parte da pretendente numero 1 alla vittoria finale. Sicuramente da allora le cose sono cambiate, così come il roster del CSKA. Sette anni fa, era la squadra di Siskauskas MVP dell’Eurolega e Langdon MVP delle Final Four, uno squadrone, portato avanti da uno dei migliori allenatori italiani di tutti i tempi, Ettore Messina. Adesso al servizio di coach Itoudis vi sono, oltre all’ex NBA Kirilenko, giocatori del calibro di De Colo e Teodosic, che ovviamente non necessitano di descrizioni. Insomma i presupposti ci sono tutti, per portare in trionfo chi più di tutti lo merita, d’altronde parliamo di una squadra che nelle ultime 13 edizioni delle Final Four, ha risposto “presente”, per ben 12 volte.  
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  CONDIZIONE Tra CSKA, Olympiacos, Fenerbaçhe e Real Madrid, la squadra più in forma probabilmente è proprio la corazzata russa. Lo dimostra la serie di playoff, non solo in Eurolega, ma anche in VTB League, di cui Teodosic e compagni si stanno rendendo protagonisti. Si che partivano assolutamente da favoriti contro la timida formazione Kazaka dell’Astana, ma da qui a raggiungere le semifinali, con un netto 3-0, evidenziando che le peggior partita offensiva della serie ha fruttato 103 punti e la peggiore difensiva appena 75 al passivo, ce ne vuole, eccome. Tuttavia, il fatto di essere nel pieno dei playoff di campionato, potrebbe togliere qualche energia nella tre giorni di “Devotion”.   GIOCATORE CHIAVE Trovare un giocatore chiave in una squadra del genere, sembrerebbe come cercare la stella più bella all’interno dell’universo. Dovendo però dirne uno, rischiamo, facendo ricadere la scelta su Kyle Hines, che al netto di Teodosic o De Colo e Kirilenko che hanno molta esperienza anche oltreoceano, è salito sul trono d’Europa per ben due volte con la maglia dell’Olympiacos, che il 15, affronterà proprio in semifinale.   COME GIOCHERA’? Coach Itoudis, farebbe certamente bene a sfruttare la fisicità dei suoi uomini, a partire da Kirilenko a Voroncevic al “piccoletto” Hines, senza tralasciare le ottime potenziali percentuali dall’arco di De Colo, Teodosic e lo stesso Voroncevic, che c’era, l’ultima volta che il CSKA ha alzato la coppa nel lontano 2008. A loro soprattutto dovranno affidarsi i russi, specialmente in semifinale, dove incontreranno la meno temibile delle tre, ma sempre corazzata Olympiacos, che dovrebbe usare come assi nella manica la fisicità di Bourousis, Ayon e Reyes e l’astuzia e l’esperienza di giocatori come Spanoulis. Nell’eventuale finale, l’avversario sarebbe più che ostico, in questo caso una tra Fenerbache ed i padroni di casa del Real Madrid, forti della spinta del Palacio de Deportes.   PRONOSTICO: Francamente, la finale per i russi sembra quasi un obbligo, specialmente se gioca con i favori del pronostico contro l’Olympiacos. Più complessa sarà invece la via che porterà il CSKA di Mosca sul tetto d’Europa. Certamente vero, il fatto che il Real non può fallire, dato che il titolo manca da troppo tempo in Spagna, sponda Madrid, ma altrettanto vero è che il mancato trionfo finale, rappresenterebbe anche per gli uomini di coach Itoudis una cocente delusione, basti pensare che nelle ultime 12 Final Four di Eurolega a cui il CSKA ha preso parte, solo 2 volte, il risultato è stato quello sperato. Dunque l’imperativo, nonostante anche le altre squadre, Real su tutte, rappresentino scogli difficili da superare, non può che essere vincere, senza mezzi termini.

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