Il ricordo di una leggenda: Daniel Hackett racconta Alphonso Ford

Il ricordo di una leggenda: Daniel Hackett racconta Alphonso Ford

Il playmaker dell’Olympiacos si confessa: “Mi viene da piangere ancora oggi, Alphonso rimarrà sempre nel mio cuore”

eurohoops.net

Flashback. Correva l’anno 2001, quando i greci dell’Olympiacos, reduci da un digiuno di trofei che durava ormai da tre anni, decisero di piazzare il colpaccio per tornare al top della pallacanestro greca, accogliendo nel Pireo l’MVP in carica della stessa lega nazionale. L’atleta in questione risponde al nome di Alphonso Ford, giocatore che diventerà semplicemente una leggenda. Il prodotto di Mississippi Valley State riesce nell’intento di riportare la tanto attesa vittoria all’interno dei confini nazionali, conquistando la Coppa di Grecia, ma i biancorossi non vanno oltre le Top 16 in Eurolega, ma ciò non significa che Ford non abbia lasciato il segno, infatti sarà il miglior realizzatore della manifestazione con 24 punti di media. Nelle due stagioni seguenti, il nativo di Greenwood illuminerà i parquet italiani – oltre a quelli più celebri d’Europa – vestendo le maglie di Siena e Pesaro, fino a quell’anno 2004 in cui la notizia della sua scomparsa prematura scosse l’intero mondo della pallacanestro europea.

Torniamo nel presente. Il destino vuole che un giocatore, che abbia già vestito il ruolo di protagonista con la Mens Sana e la Vuelle, faccia parte di un’altro club – l’Olympiacos – che abbia avuto il privilegio di accogliere la compianta leggenda americana. Si tratta di Daniel Hackett, che, in un’intervista al sito ufficiale del team greco, ha espresso il suo dolore e la sua emozione nel ricordare un’atleta del calibro di Alphonso Ford.

“Quando lessi su internet che Alphonso aveva firmato con la Scavolini, sono rimasto veramente sconvolto. La squadra della mia città d’origine stava ingaggiando uno dei giocatori nella storia del basket europeo. Ero talmente emozionato che stavo pensando di tornare a Pesaro per vederlo di persona (Hackett stava studiando negli States durante l’arrivo di Ford, n.d.r.)

La voce del nazionale azzurro si blocca quando comincia a parlare delle ultime partite di Ford: “Si stavano giocando i Playoff del 2004. Alphonso aveva saltato alcune partite in stagione regolare ed una in postseason. Era seduto in panchina ed a malapena riusciva a tenere gli occhi aperti, ma nessuno sapeva cosa gli stava succedendo, poiché aveva deciso di rivelare solo ed unicamente al medico sociale lo stato delle sue condizioni di salute. Finché una mattina mi alzai e venni a conoscenza della sua morte. Ho pianto come se avessi perso uno dei miei cari, così tanto da non riuscire a respirare.”

Ed infine: “Ciò che vorrei fare è giocare in un’amichevole contro la Vuelle Pesaro in Italia. Sono sicuro che, a partire dalla palla a due, la sfera raggiungerà il cielo, cosicché Alphonso la possa toccare. Alphonso Ford rimarrà sempre nel mio cuore.”

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