La lezione di Repesa: crescere per diventare grandi in Europa

La lezione di Repesa: crescere per diventare grandi in Europa

L’allenatore croato al termine dell’ultima gara di campionato ha lanciato un’accusa alla propria squadra, con l’intento di cambiare marcia per competere in Europa.

“Tanti giocatori non vogliono piegare le gambe e pensano ai loro numeri personali, così non andiamo avanti. Non voglio mettere il mio nome e cognome, il mio orgoglio: tutte le mie squadre sono famose per aver difeso, questa non lo fa. Si gioca in difesa senza voglia. Se parliamo di indolenza con i contratti che prendono, è una vergogna. Sono straprivilegiati, in una società dove si sta bene, vengono pagati regolarmente. Se qualcuno di loro trova una squadra, può andare già domani. Non so se qualcuno però vuole prenderli. Siamo andati sul mercato dopo Maccabi, spagnoli, greci e Cska e nessuno li ha presi”.

La partita giocata e vinta da Milano ieri, sul campo di Torino, non è piaciuta all’allenatore della squadra Jasmin Repesa, che al termine ha dichiarato di “salvare solo il risultato. Perché dopo la prestazione difensiva con il Bamberg, se i miei giocatori avessero avuto un minimo di orgoglio, oggi avrebbero tenuto Torino a 70 punti. E invece non è stato così”.

Parole dure e forti quelle del croato, che non ha gradito quasi nulla di quanto visto ieri in campo, il suo sfogo deve essere un messaggio forte e chiaro alla squadra per invertire una rotta che non può portare a risultati soprattutto in campo europeo. Nella scorsa stagione, pur con risultati inferiori alle attese in Europa, la squadra ha lanciato segnali di compattezza e voglia di difendere, consapevole di un talento e una profondità inferiori a quelle della stagione appena cominciata. Con un roster di assoluto livello allestito nel corso dell’estate, Milano si candida ad essere una delle outsider ai piani alti dell’EuroLega, nel gruppo di squadre immediatamente alle spalle delle favorite.

In campionato l’Olimpia si sta dimostrando la regina, per la capacità di cambiare assetto a gara in corso e per un tasso maggiore di classe, atletismo, forza fisica rispetto alle avversarie, ma è in Europa che la squadra deve fare il vero salto di qualità, per non smentire i buoni propositi della vigilia. E’ vero, in campo europeo nessuna gara è scontata, ma il campanello d’allarme che Repesa ha voluto lanciare è relativo alla difesa.

99, 81, 81, 90 e 102 sono i punti segnati dall’attacco meneghino nelle prime cinque uscite stagionali in EuroLega: numeri e cifre di tutto rispetto, a dimostrazione che a livello offensivo l’EA7 ha poco da invidiare alle grandi del Vecchio Continente. I punti subiti, però, sono troppi: 97, 80, 91, 101 e 106. Cifre sconsiderate se si vuole fare strada, perché è con la difesa che si vincono le grandi competizioni. Avere subito solo una volta meno di 90 punti in stagione è un dato preoccupante, un trend che non può continuare a lungo perché i passi falsi in una competizione così spietata si pagano molto cari.

La stagione è appena cominciata e tempo per recuperare ce n’è ancora, ma è la fase difensiva che può garantire il salto di qualità definitivo alla squadra, permettendo il passaggio da outsider di lusso a squadra competitiva per il successo finale. Tutte le grandi (CSKA, Fenerbahce, Real, Barcellona in primis) giocano spesso una pallacanestro molto gradevole in attacco, cosa che fa anche Milano, ma mettono in campo un’energia difensiva notevole per tutto l’arco della gara.

Per l’Olimpia giovedì c’è un banco di prova molto interessante: l’Anadolu Efes di Velimir Perasovic, che dopo un inizio stentato, sta iniziando ad ingranare. Il croato sta lavorando molto con i turchi e i risultati si vedono: la crescita della squadra è passata attraverso un miglioramento notevole del modo di difendere, da sempre uno dei marchi di fabbrica di Perasovic in tutte le squadre che ha allenato. Repesa vorrebbe fare altrettanto, perché una squadra che non difende va poco lontano: un successo convincente davanti al pubblico di casa potrebbe rappresentare davvero la svolta nella stagione.

Una reazione convinta è d’obbligo, altrimenti aspettiamoci un nuovo sfogo del coach croato e, chissà, anche qualche giocatore in discussione.

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