La rivincita di un campione: Ioannis Bourousis e una stagione leggendaria

La rivincita di un campione: Ioannis Bourousis e una stagione leggendaria

La grande stagione del Laboral Vitoria passa anche attraverso le grandi prestazioni di Ioannis Bourosis, tornato ad esprimersi a livelli di eccellenza dopo una serie di anni bui e difficili a livello personale.

Don’t ever underestimate the heart of a champion”: questa la frase pronunciata da Rudy Tomjanovich, allora allenatore degli Houston Rockets, dopo la vittoria del secondo titolo NBA consecutivo della sua squadra nel 1995. La sua affermazione si presta molto bene a descrivere la rinascita di un grande giocatore a livello europeo, troppo spesso criticato per le sue mancanze nei momenti topici di una partita o di una stagione, ma tornato quest’anno a livelli elevatissimi di rendimento individuale.

Talento sconfinato, grande fisico, tecnica eccelsa e due mani d’oro, ma anche pigrizia, atteggiamento non sempre giusto, scarsa durezza, mancanza nei momenti importanti delle partite: questo è il ritratto che si può fare della carriera e del rendimento di Ioannis Bourousis, fino a quest’anno. In estate è passato sotto traccia il suo trasferimento dal Real Madrid con cui ha vinto tutto, pur recitando un ruolo decisamente marginale, al Laboral Kutxa Vitoria allenato da Velimir Perasovic. L’allenatore croato ha posto il centro greco al centro del proprio progetto fin dall’inizio della stagione, facendolo sentire nuovamente importante e stimolando la sua voglia di rivincita nei confronti di tutti coloro che lo avevano già bollato come finito.

Tirato a lucido già dalle prime partite della stagione, Bourousis, a quasi 33 anni, ha compiuto forse il definitivo salto di qualità nella sua carriera, non solo a livello di numeri, che spesso non dicono tutto di un giocatore, ma a livello di voglia e mentalità: l’incontro con Perasovic lo ha stimolato a livello mentale ed ora il centro greco è duro nel suo modo di giocare. Il suo body language non tradisce, sembra un uomo in missione, pronto a trascinare la squadra verso traguardi impensabili ad inizio stagione: le sue doti tecniche e una visione di gioco non comune per un giocatore di 2.13, sfruttate finalmente a dovere, lo rendono un serio candidato al premio di MVP della stagione in Eurolega. Quinto in assoluto per punti realizzati, con 15 di media a gara, primo per rimbalzi totali (9.4) e secondo per valutazione (22.3), Bourousis sta vivendo una seconda giovinezza, e le sue prestazioni vanno di pari passo con la crescita della squadra.

Nel Gruppo F delle TOP 16, riconosciuto come il “gruppo della morte”, il Laboral è riuscito ad ottenere la qualificazione matematica con un turno d’anticipo, garantendosi il fattore campo nei Playoff e giocandosi il primo posto fino all’ultima giornata con il CSKA Mosca di Teodosic e De Colo, grande rivale del greco per il titolo di MVP. Alla partenza della seconda fase di Eurolega, probabilmente nessuno avrebbe ipotizzato uno scenario del genere ad una gara dalla fine: Perasovic è riuscito a dare compattezza e solidità ad un roster di talento ma inferiore ad altre squadre, valorizzando i giovani in rosa e rivitalizzando i più esperti reduci da annate sottotono. Questo mix di gioventù ed esperienza esprime un gioco particolarmente efficace, con una grande aggressività ed intensità in campo in tutte le gare disputate: il marchio di fabbrica dell’allenatore croato, che fa della difesa il suo punto di forza, ma che ha dimostrato di avere una squadra capace di vincere tante gare anche ad alto punteggio.

Dopo due anni difficili a Milano e altri due ricchi di successi ma poveri di soddisfazioni personali al Real Madrid, per Bourousis era arrivato il tempo di cambiare aria: decisiva è stata la sua voglia di rimettersi in gioco in un contesto di alto livello, senza le pressioni che caratterizzano le squadre in cui ha giocato. Spesso entra dalla panchina, usato come sesto uomo di grande impatto, in grado di fare la differenza contro i secondi quintetti avversari, il greco gioca con una cattiveria agonistica mai vista in precedenza: anche negli anni all’Olympiacos era solito sparire nei momenti decisivi o alternare prestazioni di assoluto livello ad altre decisamente meno convincenti. In questa annata magica per lui e per i baschia, sia che si tratti di Eurolega sia di Liga ACB, Bourousis recita un ruolo da protagonista nei possessi decisivi: la sua doppia dimensione offensiva lo rende un lungo difficilmente marcabile e, se continuerà su questi standard elevatissimi, per il Laboral i sogni e le ambizioni potrebbero trasformarsi in grandi realtà.

La mancata assegnazione in suo favore del premio di MVP della stagione regolare di Eurolega, vinto da un grande Nando De Colo, non ha impedito al centro greco di disputare una semifinale di livello straordinario (22 punti e 10 rimbalzi) contro il Fenerbahce, insufficiente a conquistare l’atto finale della competizione. Il riconoscimento alla grande stagione di Bourousis è arrivato dalla Liga ACB, che lo ha eletto come MVP della stagione. Un riconoscimento prestigioso per un giocatore spesso in uscita dalla panchina e  capace di sovvertire le idee di molti, che lo davano come finito dopo l’ultima stagione al Real Madrid, passata più in panchina e in tribuna che in campo.

In terra basca il greco ha ritrovato una seconda giovinezza agli ordini di Velimir Perasovic, che lo ha reso il centro focale del suo gioco, permettendogli di esprimersi a livelli stellari: i complimenti di una leggenda della pallacanestro europea come Zelimir Obradovic, che nella conferenza di presentazione delle Final Four lo ha definito come un playmaker aggiunto del Laboral, è solo l’ennesima testimonianza della grande annata di Bourousis, che ora punta a guidare la squadra nei playoff spagnoli, entrando come una vera e propria outsider in grado di dare fastidio a tutte le avversarie.

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