Most Vassilis Player, ovvero l’arte di essere sempre decisivo quando conta

Ritratto di Vassilis Spanoulis, campione capace di vincere tutte le sfide, anche quelle che sembravano impossibili.

5, 4, 3, 2, 1…

La storia di Vassilis Spanoulis potrebbe cominciare in questo modo, con un cronometro che scorre inesorabilmente verso lo zero e la palla nelle sue mani. Il risultato sarebbe davvero facile da indovinare: canestro del greco e vittoria della sua squadra. Sembra esserci qualcosa di divino nelle sue movenze e nella sua capacità di risultare sempre decisivo nei momenti che più contano: sia con la maglia della Nazionale sia con quelle delle squadre per cui ha militato, è sempre emersa l’indole di leader intrinseca in Vassilis.

Dopo avere mosso i primi passi nell’AEL Larissa, squadra della sua città, a 19 anni Spanoulis ottiene la sua prima grande occasione: il Maroussi, che milita nella A1 greca, mette gli occhi su di lui. Gli inizi non sono facili, il greco è considerato una speranza del basket, ma parte come riserva, conquistandosi sempre più spazio con il passare delle stagioni, fino a diventare uno dei punti fermi della squadra. Su di lui ci sono gli occhi delle grandi d’Europa e anche della NBA, con gli Houston Rockets possessori dei diritti pronti a portarlo in America: Vassilis per la sua maturazione sceglie di giocare per il Panathinaikos, a fianco di grandi campioni come Diamantidis e allenato da un maestro come Obradovic.

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In Grecia vince il Campionato e la Coppa, mettendosi in mostra come uno degli elementi più carismatici e talentuosi della squadra: l’impatto con l’Eurolega non lo intimorisce e anzi, a fine anno, risulta essere il miglior realizzatore della squadra, viene inserito nel secondo quintetto della manifestazione e premiato come miglior rookie.

In questi anni, con la maglia della Nazionale, si rivela essere uno dei giocatori più interessanti e forma con i vari Diamantidis e Papaloukas una generazione di altissimo livello capace di vincere gli Europei nel 2005 e di arrivare in finale ai Mondiali nel 2006, perdendo contro la Spagna. Nella semifinale contro gli USA, è uno dei grandi protagonisti del clamoroso trionfo della squadra greca, mettendo a referto molti canestri decisivi e dimostrandosi imprendibile per gli esterni americani. I presupposti per una grande carriera nel Vecchio Continente sembrano esserci tutti, ma il richiamo dell’America è troppo grande e Spanoulis decide di compiere il grande salto all’interno della propria carriera.

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L’avventura dall’altra parte dell’oceano non si rivela esattamente come Spanoulis se la aspettava: considerato un semplice comprimario, a Houston mette insieme una serie di numeri modesti, trovando anche uno spazio relativamente limitato all’interno delle rotazioni della squadra. E’ al termine della stagione 2006/07 che nel greco comincia a balenare l’idea che un ritorno in Europa non sarebbe poi così male, visto anche lo scarso interesse che la NBA ha avuto nei suoi confronti. Così, dopo essere stato girato ai San Antonio Spurs, decide di tornare in Europa per ‘motivi familiari’ (lo stato di salute della madre lo faceva preoccupare).

Dove torna Spanoulis? Al Panathinaikos, la sua vecchia squadra, pronta a riaccoglierlo dopo l’esperienza vissuta in Texas. Vassilis ritrova vecchi compagni come Diamantidis, of course, Becirovic e Vujanic. In Grecia si rivela essere il giocatore che la squadra attendeva: esplode definitivamente sotto la guida di Obradovic e si conferma il miglior giocatore della squadra, insieme al ‘Diamante’. In questi anni, diventa quasi un ‘cannibale’: vince 3 Campionati consecutivi, 2 Coppe di Grecia ed un’Eurolega, la prima per lui, venendo inserito nel secondo quintetto della manifestazione ed aggiudicandosi il premio di MVP delle Final Four di Berlino. Al Panathinaikos si diverte e vince spesso, ma sente di non essere la stella assoluta della squadra, offuscato dal talento di Diamantidis, da sempre riconosciuto come uomo più importante di greens di Atene: da qui matura la decisione di sbarcare nell’altra squadra della città, all’Olympiacos Pireo, alla ricerca di un giocatore come il greco capace di entusiasmare i tifosi.

L’impatto con l’altra sponda di Atene è devastante: Spanoulis sembra un uomo in missione, desideroso di dimostrare di essere il più forte in Europa nel suo ruolo. La sua specialità? L’Eurolega. Capace di vincerne due consecutivamente, di cui la prima dopo una clamorosa rimonta in finale contro il CSKA Mosca, con una rimonta incredibile dal -17 nella finale della stagione 2011/12.

Naturalmente, anche in questa edizione il giocatore greco si porta a casa il trofeo di MVP delle Final Four, venendo inserito per la prima volta nella carriera nel miglior quintetto della manifestazione. L’anno successivo la storia si ripete: l’Olympiacos, allenato da Giorgios Bartzokas al posto di Dusan Ivkovic sembra una squadra più debole rispetto al passato ed incapace di competere per i massimi livelli europei. Ma scommettere contro Vassilis Spanoulis spesso e volentieri si è dimostrato un gioco pericoloso: nell’edizione del 2012/13 i greci si confermano sul tetto d’Europa al termine di una finale incredibile contro il Real Madrid in cui Spanoulis gioca un secondo tempo da fantascienza.

Al termine della stagione il greco sarà premiato come MVP della stagione per la prima volta in carriera, come MVP delle Final Four (riconoscimento sempre ottenuto quando ha vinto il trofeo) e inserito nuovamente nel primo quintetto della competizione. In questi anni vince anche un campionato e una Coppa di Grecia.

Dopo la stagione 2013/14 avara di successi personali e di squadra, lo scorso anno Spanoulis e l’Olympiacos ottengono grandi risultati: la vittoria del secondo campionato da quando Vassilis milita nella squadra del Pireo e l’approdo alle Final Four di Eurolega a Madrid. Il greco, nella semifinale contro il CSKA gioca una partita disastrosa per oltre 35 minuti, sbagliando ogni scelta possibile. Ma come diceva Rudy Tomjanovich “mai sottovalutare il cuore di un campione”: negli ultimi 5 minuti prende per mano la squadra con una prestazione epocale e la trascina in finale, dove verrà battuto dal Real Madrid. E’ la prima sconfitta per Spanoulis in una gara di Final Four.

Il resto è storia recente, di quest’anno: gli anni iniziano a pesare anche per un fuoriclasse come Spanoulis ed in Eurolega la squadra viene estromessa alle TOP 16 nel cosiddetto ‘girone della morte’, ma in campionato la grande rivalità è sempre tra Olympiacos e Panathinaikos, le due squadre più forti della Grecia. Diamantidis vorrebbe chiudere con un titolo la carriera, terminata dopo gara 4 di stasera, Vassilis non è dello stesso avviso e si conferma essere uno dei migliori clutch shooter presenti in Europa. In gara 2 ad OAKA accade questo:

Spanoulis batte Diamantidis ad OAKA. L’Olympiacos vince anche gara 3 in casa: gara 4 diventa una battaglia, il ‘Diamante’ del basket greco non vuole abdicare davanti al proprio pubblico. Non bastano i 40 minuti, si va ai supplementari. Dopo 50 minuti intensi, Spanoulis decide di vincere così la partita:

Perché i grandi campioni, specie quelli quasi divini, non ci stanno a perdere mai: Vassilis Spanoulis è uno di loro ed è pronto a vincere ancora.

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