Reyes monumentale, Jasikevicius predica nel deserto: il Real Madrid è campione di Spagna!

Reyes monumentale, Jasikevicius predica nel deserto: il Real Madrid è campione di Spagna!

Il Real Madrid è campione di Spagna per la trentunesima volta nella sua storia a sei anni dall’ultima volta. La squadra di Laso ha vinto (meritatamente) la Liga Endesa dopo una regular season da dominatore assoluto e una stupenda serie finale che non poteva che essere decisa alla quinta sfida. Il round decisivo è stato dominato dalle merengues come un po’ tutti si aspettavano, visto che Juan Carlos Navarro ”está roto” come aveva dichiarato Xavi Pascual al termine di gara quattro e oggi abbiamo avuto la conferma che non era pretattica: il Re ha giocato 8’33” con 0/4 dal campo e -4 di valutazione. Soltanto un incredibilmente ispirato Ingles (25 punti) e il fuoriclasse Jasikevicius (23) hanno provato a tenere in vita il Barcellona, ma ogni volta che i catalani si riavvicinavano il Real iniziava a difendere e correre imponendo un ritmo troppo elevato per una squadra troppo stanca. Un monumentale Reyes è stato dichiarato Mvp delle finali e anche oggi il capitano ha fatto un partitone: 14 punti, 5 rimbalzi (di cui 4 offensivi) e 7 falli subiti, ricoprendo un ruolo decisivo nel finale. 

Si iniziava con una mini sorpresa: Juan Carlos Navarro, infortunatosi in gara quattro, partiva in quintetto ma il Re non era al meglio e sbagliava parecchio nei tre minuti e mezzo in cui Xavi Pascual lo teneva in campo inizialmente. Il Madrid partiva a tutta, con una difesa pazzesca e azioni spettacolari in attacco come l’inchiodata di Rudy e la tripla con fallo subito di Jaycee Carroll che costringeva il coach catalano a chiedere timeout nell’entusiasmo generale del Palacio de los deportes (10-0 al 4’). I blaugrana provavano ad entrare in partita con la bomba di Ingles e arrivava anche la prima tegola per Pablo Laso che vedeva la sua stella Rudy Fernandez già gravata di due falli dopo nemmeno cinque minuti di gioco; Tomic era importantissimo nel pitturato e anche Todorovic si faceva valere lottando come un leone (14-9 al 7’). Il Real correva ai ripari con la classica zona 1-2-2 con Darden in punta, e le merengues si nutrivano dai tiri liberi (ben 9 viaggi in lunetta nel primo periodo) schiacciando il piede sull’acceleratore e imponendo un ritmo infernale che propiziava un nuovo break di 6-1 (20-10 all’8’); provava a metterci una pezza Jasikevicius, che predicava pallacanestro nel finale di quarto e con sei punti e un assist al bacio per Mavrokefalidis riaccorciava le distanze (20-18 al 10’). Dopo l’immediato pareggio di Tomic il Real tornava a difendere alla morte e soprattutto a correre e i risultati erano evidenti (26-20 al 12’). La situazione per il Barcellona diventava ancor più complicata con il bonus raggiunto dopo tre minuti di gioco nel secondo periodo e una situazione falli complicata (compresi i due di Tomic, il migliore fino a quel momento), ma non si sa come il Real non riusciva ad affondare il colpo e allora erano cinque punti in fila di Ingles a firmare il sorpasso culè (31-32 al 16’ e timeout Laso). Il coach dei blancos faceva rialzare dalla panchina Rudy e il maiorchino lo toglieva dai guai rimettendo il Madrid in linea di galleggiamento (con qualche scaramuccia anche con Ingles) e poi ci pensavano Draper, Mirotic e Begic a confezionare il parziale di 10-0 che dava ai padroni di casa un ottimo vantaggio all’intervallo e tutta l’inerzia dalla propria parte (41-32). Il rientro dagli spogliatoi era shock per il Barcellona, che perdeva due palloni banali in 37 secondi e vedeva volare oltre il ferro Rudy per un paio di schiacciate che avrebbero ucciso un toro: Pascual vedeva il titolo scappare via e spendeva, ovviamente, il timeout. Il Barcellona sembrava comunque ancora fuori dalla partita anche mentalmente, e subiva una tripla terribile di Rudy che sembrava far scorrere già i titoli di coda con sedici minuti d’anticipo (50-33 al 24’ e parziale di 19-1 per il Real). Era, però, ancora una volta Saras Jasikevicius a suonare la carica ai suoi con una tripla e lo seguiva a ruota un micidiale Ingles alla terza tripla su tre tentativi (52-43 al 27’ e timeout Laso). Tremmell Darden da oltre l’arco dava ossigeno alle merengues ma Joe Ingles era, con le dovute proporzioni, in versione Lebron James di gara 6 delle Finals, caricandosi sulle spalle il Barcellona anche con qualche forzatura (20 punti per l’australiano a fine terzo quarto); i catalani riuscivano comunque a rientrare pienamente in partita nonostante l’attacco non fosse più brillantissimo (55-48 al 30’). Il Real iniziava ancora una volta forte il periodo, con un parziale di 6-0 (scatenato Darden) che provava a spaccare il match visto anche un Barcellona molto in confusione che non riusciva più a trovare alcuna soluzione fluida in attacco (64-51 al 33’). I catalani non morivano mai, e lo dimostrava Sarunas Jasikevicius con la tripla del -10 (68-58 al 35’); un monumentale Felipe Reyes segnava punti pesantissimi e lottava come un leone sotto canestro, catturando i rimbalzi offensivi che sembravano ‘’matare’’ le residue speranze blaugrana (76-64 a 1’30’’ dalla fine), ma incredibilmente si risvegliava il Barcellona che dal nulla trovava un parziale di 0-7 con Oleson e Jasikevicius (76-71 a 25’’ dalla sirena). Era, però, un fuoco di paglia, il vantaggio del Real era abbondante e poteva bastare. ¡Qué empiece la fiesta!

Real Madrid – Regal FC Barcelona 79-71  (20-18; 41-32; 55-48; 79-71)

REAL MADRID: Fernandez  15, Mirotic 6, Begic 4, Llull 4, Carroll 9, Draper 4, Suarez n.e., Reyes 14, Rodriguez 5, Hettsheimeir n.e., Darden 13, Slaughter 5. Coach: Laso.

REGAL FC BARCELONA: Huertas 2, Navarro, Oleson 4, Tomic 9, Lorbek 3, Sada, Jasikevicius 23, Todorovic 2, Wallace, Ingles 25, Mavrokefalidis 3, Rabaseda. Coach: Pascual.

 

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