Road to EuroBasket: Serbia e Grecia in scioltezza, Germania, Ucraina e Lettonia in recupero, la Russia torna in crisi

Road to EuroBasket: Serbia e Grecia in scioltezza, Germania, Ucraina e Lettonia in recupero, la Russia torna in crisi

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FINLANDIA – UCRAINA 70-75 (15-13, 35-25, 51-50)

FINALNDIA: Klovisto, Huff 10,  Lee 6 , Kotti 4, Koponen 15, Nuutinen 5, Kaunisto 3, Lindbo ne, Caven ne, Ahonen, Wilson 17, Madsen, Murphy 10.

UCRAINA: Poustozounov 14, Fesenko 13, Randle 13, Mishula 9, Lypovyy 2, Lukashov ne, Kornienko 8, Zaytsev 7, Krutous, Sizov 2,  Tymofeyenko 7

Altra vittoria in recupero per l’Ucraina, si parte con un Koponen da 3 assist, ma si paga l’ 1/6 da 3 di squadra; dall’altra parte Fesenko detta legge sotto con 6 punti e 4 falli subiti. Nella seconda frazion Huff, Murphy (7+ 5 rimbalzi), Lee (6 con 3/5 dal campo) e 4 punti di Koponen spingono il 28-16, amministrato fino a fine quarto grazie a Wilson (8 punti con 3 assist, 4 rimbalzi e 4/6 al tiro). Nella ripresa, con Randle che scalda la mano, Fesenko più coinvolto (10 con 4/8 ai liberi) e Korniyenko decisamente in ritmo matura il 13-5 del -2 (40-38), la reazione di Nuutinen con 5 personali permette ai finnici di tornare a +7 (45-38), quindi di consolidare il trend con Koponen (13 punti con 6 assist) e Kotti, ma ancora Fesenko (13 ma 5/14 ai liberi), Zaytsev e Randle (11) ribattono per il per il -1 (51-50). Ultimo quarto, Huff è pronto, Mishula non è da meno, e firma la tripla del vantaggio, che raggiunge anche il +3 con un’altro siluro di Poustozounov (58-61), ritrovato poi ancora con Mishula (3/5 da 3, 68-71). Wilson si prende le sue responsabilità (17 con 6/13 dal campo, 7 rimbalzi e 5 assist), c’è però dall’altra parte la possibilità del +5 a un minuto dalla fine svanita con l’ennesimo 0/2 di Fesenko (11 falli subiti ma 5/16 dalla lunetta), ma grazie a Randle e Poustozounov sono i liberi a chiudere il discorso.

ISRAELE – SERBIA 71-79 (20-25, 36-47, 53-63)

ISRAELE: Nissim 4, Yivzori 9, Dawson 9, Mekel 8, Eliyahu 14, Limonad 7, Kadir 2, Ohayon 6, Chubrevich, Green 3, Fischer 1, Rothbart, Blayzer 2, Menco, Timor 6.

SERBIA: Teodosic 6, Simonovic 6, Bjelica 9, Markovic 9, Kalinic 6, Milosavljevic 6, Raduljica 16, Erceg 11, Stimac, Nedovic 1, Dangubic, Kuzmic 9, Milutinov NE.

Un ‘po’ meno fotocopia rispetto a ieri, ma la sostanza non cambia: al primo strappo la Serbia scava il solco, e lo difende fino a fine corsa.  In avvio brillano Elihayu 12 con 6/6 da 2 e Yivzori a 2/3 dal campo, ma  Raduljica fa di meglio con 11+4 rimbalzi, in scia Erceg a quota 7, sono Kuzimic (9 punti con 4/6 da 2) e  Mloslajevic (6 con  2/4 da 2) il valore aggiunto per il +11 (36-47), frutto anche del 12/21 da 2 e dei 9 rimbalzi offensivi (totale 23 a 12). In avvio di ripresa buon impatto di Dawson, oltre che di D’Or Fischer e Gal Mekel (entrambi al rientro, quest’ultimo con 8 e 3/6 da 2),  ma prima Bjelica e Markovic (entrambi a quota 6) rintuzzano rispedendo Israele a -12 (45-57), poi è ancora +10 grazie a Radulijca (16 con 6/7 in lunetta e 9 rimbalzi), Erceg e Simonovic per il finale di 3° quarto (53-63): la partita di fatto finisce qui.

GERMANIA – TURCHIA 68-66 (10-29, 33-47, 50-53)

GERMANIA: A. Vargas 4, N. Giffey 2, A. King 5, H. Schaffartzik 19 (+7 assist, 4/9 da 3), K. Tadda, T. Pleiss 14 (7/7 da 2), R. Benzing 13 (3/5 dal campo, 6/6 tl), D. Nowitzki (0/4 dal campo), P. Zipser 6 (+5 rimb), A. Gavel 2 , J. Voigtmann 2 (+5 rimb).

TURCHIA: Balbay 2, Güler 4, Hersek, Ilyasova 14 (+10 rimb, 4/7 da 2), Erden 17 (+6 rimb, 6/9 al tiro e 5/6 ai liberi), Mahmuto?lu 17 (6/15 dal campo), Sava?, Batuk, Muhammed/Dixon 11 (4/14 al tiro, 2/8 da 3), Göksal ,Aldemir, Hoksal , Sipahi, Özmizrak , Korkmaz 3.

29′ nei primi 10′, 37 nei successivi 30′ (di cui 19 nel secondo tempo), il tracollo della Turchia nasce soprattutto da un crollo verticale nel tiro da 3: 5/7 nei primi 10′, con Erden, Dixon e Ilyasova in grande spolvero, la Germania si tiene a galla solo con Pleiss, ma non riesce ad evitare il -21 sul 22-43. Da quel momento in poi però sale in cattedra Schaffartzik, impegnato in un emozionante testa a testa con Mahmuto?lu e Dixon, e si chiude il primo tempo a -14. Rimonta contenuta? Macchè. Si forza e le percentuali si calano, mentre i teutonici lavorano di squadra: Zipser (6 punti) e Benzing (10 con 6/6 dai liberi), fino al 48-53, c’è Pleiss per il 52-53, e se  Ilyasova ed Erden cercano di offrire un ultimo argine sul 52-59, Giffrey e Vargas confezionano il -3 (60-63), quindi Schaffartzik per il -1, Benzing per il pareggio, infine Pleiss con la schiacciata che di fatto vale una grande vittoria, tutta in rimonta.

POLONIA – LETTONIA 80-81 (24-16, 41-33, 56-56)

POLONIA: Gortat 14 (+8 rimb, 4/8 da 2 e 6/7 ai liberi), Slaughter 8 (+3 rimb e 4 ass), Ponitka 10, Waczy?ski 7, Berisha 3, Kulig , Gruszecki 4, Czy?, Cel 7, Koszarek 8, Zamojski 5, Karnowski 3.

LETTONIA:  M. Mejeris 6 (3/3 dal campo), R. Freimanis 12,  J. Blums, D. Bertans 10, J. Timma 14 (+6 rimb e 3 ass, 4/4 dal campo), K. Janicenoks 13 (+5 rimb e 2 ass, 3/6 da 3)       ,J. Strelnieks 5 (+4 rimb e 6 ass), K. Berzins 3 (1/8 dal campo), K. Vecvagars 2, A. Selakovs , Z. Peiners , M. Meiers 16 (+5 rimb, 6/10 dal campo).

Sfida prima controllata poi persa letteralmente di mano da Gortat e co., è proprio la stella polacca a fare la differenza da subito (13 con 6/7 da 2), affiancato da Waczyski (6 con 3 assist) per il 21-11. Berzins  7(+ 4 rimbalzi) è in vena nel finale per tornare a -8, gli danno una mano Freimainis e Janicenoks, nonostante pochissimo gioco interno (3/13 da 3), pochissimi tiri liberi, e nonostante ci sia Czyz dall’altra parte nel dare punti essenziali alla causa. Berzins tiene duro (21 con 7/8 da 2), ma solo con le triple di Blums (3/7 dall’arco) e Strelnieks la Lettonia si rifà sotto (47-46), fino al pareggio con Janicenoks (5 assist per lui, 49-49), difeso fino a fine quarto: Gortat è troppo solo, solo Pontika e Waczynski seguono il leader. Ultimo quarto, ancora Waczynski in vista (18 punti), rispondono  Meiers, Vecvagars e Janicenoks, e se con Kulig, Slaughter e Gortat la Polonia confeziona il nuovo +5 (78-73),  Berzins dà tutto arrivando a quota 26 , e c’è Janicenoks dalla lunetta per il -1. Nel finale Waczysnki cilecca con 1/2, di tutta risposta Bertans piazza il 2+1 a 2” dalla fine, congelando il risultato sull’80-81.

REP. CECA – BOSNIA/ERZEGOVINA 98-93 (24-26, 44-44, 70-62)

REP.CECA: P. Benda 6, O. Balvin 2, P. Pumprla 7, V. Hruban 7, T. Satoransky 22, J. Welsch 15, J. Sirina ne, L. Barton ne, D. Jelinek, P. Auda 11 , P. Houska 10, B. Schilb 8, J. Vesely 10.

BOSNIA/ERZEGOVINA: M. Pasalic, N. Buza 6, A. Stipanovic 24, M. Sutalo 14, M. Josilo, N. Gordic 11, E. Kikanovic 11, D. Albijanic, D. Persic 3, M. Milosevic 10, A. Renfoe 3, A. Vrabac, M. Todic 11.

Partita tirata nel primo quarto, tra i cechi c’è un Jiri  Welsch  in tiro (9 punti con 4/5 dal campo), Satoransky tocca quota 5, e Vesely ne firma 4 per un 9/13 da 2 di squadra; la Bosnia tiene duro con Stipanovic (6+5, 4/7 dal campo), ma poi con Sutalo a quota 9, e Todic confeziona il 14-4 del primo allungo bosniaco (30-40): spicca il 6/9 dall’arco, dall’altra pesa il 3/11 oltre ai soli 6 rimbalzi contro 13, ma c’è la reazione con Hruban e Auda (7 con 3/4 ai liberi) per tornare a -2, e il pareggio viene agguantato da Welsch (5/7 dal campo) con l’11° punto, a chiudere il primo tempo (44-44). La Cechia è in inerzia, arriva il +6 con Auda (11 con 4/7 dal campo) e la tripla di Satoransky (53-47), difeso ancora sul +6 con l’ala del Barcellona protagonista (17 con 4/6 da 3), Kikanovic (6 con 3/3 dal campo) tiene a galla con Stipanovic ma non basta, almeno nell’economia del terzo parziale. Infatti la  tripla di Hruban vale il +11, massimo vantaggio ritoccato a +12 e poi a +13, ma sono ancora Kikanovic e Stipanovic (8/11 da 2 con 7 rimbalzi e 3 assist) a predicare il basket sponda bosniaca, e al primo cenno di gioco più corale (Renfroe, Todic, Milosevic, Gordic e di nuovo Stipanovic) arriva prima il -4 a 1’20” (90-86), poi il -3 a 45”, in uscita dal time-out (si sale al 53% dal campo)..  Schilb si prende la squadra sulle spalle (canestro e due liberi), ancora botta e risposta tra Vesely e Todic, ma il -3 resta, e si torna a +5 con Satoransky, che sigla i punti della staffa.

GRECIA  – RUSSIA (17-18, 39-35, 53-50)

GRECIA: Y. Bourousis 16, N. Zisis 11, V. Spanoulis 11, N. Calathes, S. Perperoglou 1, Sloukas 8, K. Koufos 14, V. Giankovits, G. Printezis 16, K. Papanikolaou, E. Mantzaris.

RUSSIA: A. Zubkov 10, E. Baburin, R. Pateev 4, V. Fridzon, E. Vyaltsev 1, S. Antonov 27, S. Monya 2, D. Khvostov 4, A. Ponkrashov 5, A. Vorontsevich 6, P. Antipov, D. Kulagin, M. Kulagin, A. Desiatnikov 2, N. Kurbanov 4.

Assente Antetokounmpo, la Grecia dimostra di essere squadra sul serio, con tutte le sue rotazioni, al cospetto di una Russia che ripiomba nelle sue incertezze, nelle sue insicurezze, fatta eccezione per un Antonov da antologia nel primo tempo.  Si parte forte in casa elllenica con Printezis, Koufos e Spanoulis (7-0), a cui risponde Antonov (4/4 dal campo), e poi capitan Monya per il +5 Russia al 7′ (7-12), vantaggio ribadito da Ponkrashov (5 punti) in risposta a Boroussis (6 con 2/3 da 2): è loro il duello che caratterizza il finale di frazione, con la Russia più precisa dall’arco (3/7), la Grecia pià forte dentro (7/14 da 2), in comune tanti errori ai liberi (GRE 5/9 e RUS 3/6).  Con il duello il pivot greco ex Milano tocca presto la doppia cifra a quota 12, e grazie al canestro di Koufos in penetrazione (per lui 9+5 rimb) è 25-20 Grecia al 14′; la Russia invece si aggrappa a un Antonov formato “on fire” per restare in scia, il suo tabellino al giro di boa recita 22 con 3/3 da 2 e 5/5 da 3 in appena 11′ di utilizzo (29-27 al 17′, 36-30 al 19′). E non si ferma: suoi i punti che coronano un buon impatto dei suoi nella ripresa (45-46 al 26′, 50-52 al 28′), firmando il punto n.27, nel frattempo però si fanno largo anche Zubkov (9 punti, 3/4 da 2) e Kurbanov, messi bene in ritmo da Ponkrashova (5 assist), mentre dall’altra parte spiccano Spanoulis (3/5), Sloukas  ma soprattutto Printezis (16 con 5/9 da 2) e Zisis (5 nel quarto con 1/1 da 2 e 1/1 da 3, prima tripla a segno dopo 10 errori).  Non a caso sono loro i protagonisti dell’allungo nei primi 2′ di ultimo quarto (63-54), allungo che si consolida fino al +10 propiziato ancora da Zisis, che sale a 11 con 4/5 dal campo (68-58 al 35′). Si tocca anche il +14 con Spanoulis e Boroussis, il parziale recita 22-6 (73-59 con 3’45” da giocare) e viene chiuso da Khvostov (6 assist con Ponkrashov), grazie all’ 1/2 sul fallo di un Koufos ormai in odore di doppia doppia (14+11), ma i titoli di coda sono pronti a scorrere.

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