Rookies Overseas #5: Cade, dal Rodeo al titolo in Montenegro, il talento di Bost e White

Rookies Overseas #5: Cade, dal Rodeo al titolo in Montenegro, il talento di Bost e White

Rookies Overseas #5: Cade, dal Rodeo al titolo in Montenegro, il talento di Bost e White

 

Quinta puntata del nostro focus sui migliori americani esordienti nel vecchio continente. Questa settimana ci occupiamo della Lega Adriatica.

 

 

Terrico White – (Radnicki) – G

Il miglior rookie americano tra quelli visti nell’edizione 2012/13 della Lega Adriatica è Terrico White, uscito da Ole Miss lo scorso anno. White figurava nel primo quintetto dello Stato del Tennessee alla high school, ed è stato eletto Mr. Basketball da senior alla Craigmont High School di Memphis. Ventitre anni, guardia di 1,96 per 98 Kg. White ha abilità atletiche straordinarie e grande velocità, che lo hanno portato ad essere il quarterback titolare della squadre del liceo oltre che membro della squadra di atletica e, se non bastasse, lanciatore partente della squadra di baseball (si dice che avesse già una fastball da 90 miglia orarie, roba da MLB). A partire dal primo anno a Mississippi si concentra solo sul basket, e viene nominato freshman dell’anno della SEC dopo aver chiuso la stagione a 13.7 punti e oltre 3 rimbalzi e 2 assist a incontro. Alla fine del secondo anno, chiuso a oltre 15 punti di media e oltre 4 rimbalzi, si dichiara al Draft 2010, dove verrà scelto al secondo giro dai Detroit Pistons (36° scelta assoluta), ma si rompe il piede destro alla prima gara di preseason e dovrà saltare l’anno da rookie, mentre su web tanti fans rimangono allibiti di fronte ai video di alcune sue schiacciate eseguite proprio durante la combine . Dopo il lungo infortunio gioca diciotto partite in D-League prima di firmare con il Radnicki Kragujevac, squadra serba. Eccellente ball handler con entrambe le mani, è una combo guard dinamica che usa spesso e volentieri il floater come soluzione per andare a canestro, buon rimbalzista per la sua stazza e buonissimo giocatore di transizione. Durante l’avvicinamento al Draft si parlava di lui come di una ragazzo dal carattere assolutamente non facile, anche se fino ad oggi in carriera ha dimostrato il contrario; sul campo talvolta si perde in minuti di one man show che possono piacere o, soprattutto, non piacere a compagni e coach. Deve migliorare le sue percentuali al tiro dalla distanza per giocare guardia ed ha poco playmaking per portare palla tutta la partita, anche se ha una delle più basse percentuale di palle perse per possessi. Nella Adriatic League ha giocato trenta minuti di media in a 14.4 punti, col 53% dal campo, 5 rimbalzi, 1.5 assist e 1.5 rubate, ma tirando il 33% da tre, con un massimo di 36 punti in 40 minuti contro il Cibona. E’ il quinto marcatore della Lega (il primo è il compagno Aleksandr Capin, MVP e primo anche negli assist, ex Varese e Reggio Calabria). White e’ stato utilizzato per sole sei partite nella Lega Serbia, dove è stato il go to guy della squadra con 36 minuti di media e quasi 20 punti col 64% dal campo e oltre 4 rimbalzi. Il Radnicki è penultimo con record 8-18, con lui in campo è 3-3. Nella Lega Adriatica la squadra è stata eliminata in semifinale playoff dalla Stella Rossa.

sport.mnogo.mk

Davis Cade – (MZ Skopje) – G/F


Compagno di Blake Griffin a Oklahoma, Davis Cade è al secondo anno in Europa ma al primo vero anno per livello di competitività, visto che la scorsa stagione il suo Club disputava soltanto il modesto campionato macedone, vinto nel 2011, al quale ha aggiunto quest’anno la Adriatic League, dove si gioca una pallacanestro sicuramente di livello piu’ alto. Con l’approdo overseas Cade ha realizzato il suo sogno, ovvero quello di fare della pallacanestro la sua vita; giocare professionista non era infatti cosa del tutto scontata per questo ragazzo bianco senza straordinari mezzi atletici e tecnici, che ricorda in ogni intervista come esprimesse il suo sogno in ogni tema scolastico che si trovava a scrivere, per quanto la sua passione per la pallacanestro fosse davvero grande. A Oklahoma è stato All-Big 12 nell’ultimo anno, girato a 14.2 punti e 5 rimbalzi a gara, essendo stato nelle ultime sette partite stagionali il miglior marcatore della squadra con 20.7 punti e il 53% dal campo. Nei suoi quattro anni al college ha segnato in totale 181 canestri da tre punti, diventando il quinto nella storia dell’ateneo in questa categoria. Ragazzo di 1.96 proveniente dal sud del Texas, dove da piccolo praticava anche Rodeo, per lui il salto in Macedonia, ufficializzato nel giorno del suo compleanno, non è stato cosa da poco. Dopo diversi momenti di shock culturale e l’inizio di campionato da sesto uomo, ha vinto con il suo MZ Skopje il titolo macedone che mancava da venti anni in una finale durata sette gare contro il KK Feni. Il suo primo anno è stato altalenante, circa venti minuti di media a 8.5 punti col 56% e 38% da tre, 3 rimbalzi, 1.3 assist. Quest’anno nella stessa lega macedone ha giocato solo 8 gare (8.6 punti, 46% da tre, 4 rimbalzi). Dopo una offseason che lo ha visto riflettere molto sull’opportunità di tornare o meno in Macedonia, si è convinto pensando alla Adriatic League, dove d’accordo con il Club avrebbe avuto piu’ spazio rispetto al campionato. In un utilizzo medio di 27.5 minuti ha segnato 10.6 punti col 60% dal campo, 3.7 rimbalzi, 1.7 assist, andando due volte oltre i venti punti. Il suo tiro e la passione che mette in campo sono il suo marchio di fabbrica, il motivo per cui gioca professionista. I margini di miglioramento ci sono, ma ha bisogno di una squadra che lo assecondi e di un play che lo metta in ritmo.

 

Dee Bost – (Buducnost) PG

bleacherreport.comC’era attesa per l’esordio da professionista di Dee Bost, playmaker ventitreenne di 1.82, che per molti addetti ai lavori avrebbe potuto trovare un posto nello scorso Draft NBA. Invece non è stato così, e ha optato per l’Europa e per il Buducnost dove, insieme all’ex Udine e Veroli Gerald Lee, ha potuto disputare campionato montenegrino, Eurocup e Adriatic League. Cresciuto alla Concord High School nel North Carolina, dove ha vinto il titolo statale sia nel basket che nel football, è poi passato per quattro anni dalla Mississipi State University, finendo la carriera collegiale con 13.4 punti, 5.2 assist e 3.7 rimbalzi, andando in doppia cifra per punti segnati in tutti e quattro gli anni. Da senior ha guidato la SEC negli assist, figurando secondo per palle rubate, quinto per punti segnati e per percentuale da tre. I suoi 633 assist equivalgono al record dell’ateneo, mentre è ottavo nella storia della SEC, conference per la quale è stato eletto nel primo quintetto della stagione 2011/2012. A molti ricordava il Rajon Rondo di Kentucky, anche per struttura fisica, oltre che per le doti di passatore, di leader, e per le buoni mani difensive. Bost è assolutamente un competitivo, non ha un primo passo mortifero ma ha buona conoscenza del gioco e ama giocare il pick and roll, anche se potrebbe essere piu’ selettivo nella scelta dei tiri. A Pogdorica ha firmato un contratto di due anni con possibilità di uscita anticipata in caso di chiamata NBA. E’ stato utilizzato soprattutto in Adriatic League (25 partite), dove in 22.6 minuti ha segnato 8,3 punti col 49% dal campo, con 1.5 assist. In Eurocup (14 gare) ha giocato intorno ai 20 minuti di media, con 7.8 punti e 2,6 rimbalzi. Statistiche migliori nelle dieci gare disputate nel campionato Montenegrino, chiuso a 9,2 punti col 37% da tre, 4 rimbalzi, 2.3 assist. Curioso che abbia fatto la sua miglior prestazione stagionale proprio all’esordio appena sbarcato dagli States; infatti nella gara del 29 settembre contro il Cedevita in Adriatic League ha messo a segno 25 punti in 22 minuti con 9/13 dal campo e 5 triple. Non ha piu’ toccato questi numeri, anche se si è messo piu’ al servizio della squadra. La NBA resta il suo obiettivo, piu’ che sogno, ma deve alzare l’asticella delle sue prestazioni, e in questo senso il suo secondo anno overseas potrebbe dirci molto sul futuro della sua carriera.

 

Jerime Anderson – (Krka Novo Mesto) – PG

foxsport.ocmArrivato nel 2008 alla University of California Los Angeles, meglio conosciuta come UCLA, con l’etichetta del mezzo fenomeno, Anderson inizialmente ha trovato la strada sbarrata nel ruolo, avendo davanti due come Darren Collison e Jrue Holiday, trovando quindi poco spazio. Playmaker puro di 1,87, non esplosivo atleticamente, può però segnare dalla media distanza (deve migliorare il suo tiro dall’arco) sia da palleggio che da ricezione, anche se la sua mentalità lo porta a pensare prima ad un assist che ad un tiro. Difensivamente è cresciuto molto nella difesa sulla palla, ma soffre i play esplosivi. L’anno da senior è stato il suo migliore, partendo in quintetto e giocando 33 minuti a gara a quasi 9 punti e oltre 4 assist, piu’ 3 rimbalzi e quasi 2 rubate, con costante crescita anche delle sue percentuali. Carattere non sempre semplice, si è cacciato nei guai al suo terzo anno di college quando fu beccato a rubare un computer all’interno della scuola e in orario sospetto, fu arrestato e successivamente squalificato per qualche partita. Ha iniziato la sua prima stagione oltreoceano in Belgio al Verviers-Pepinster, dove ha giocato 19 partite mostrando progressi come realizzatore e come pensatore di pallacanestro. In Belgio ha segnato 13 punti, 5,4 assist e 3,6 rimbalzi, prima di passare lo scorso gennaio in Slovenia dopo la chiamata del Krka Novo Mesto (dove ha giocato quest’anno il veterano Matjaz Smodis), pronto a difendere il titolo nazionale e a vincere il quinto consecutivo, ma dove ha trovato meno spazio viaggiando a 7 punti, 2,6 assist e 2 rimbalzi di media. L’adattabilità alla pallacanestro europea è tutt’ora un work in progress, ma guai ad affrettare i giudizi e a non avere pazienza di fronte al talento.

 

Dustin Ware – Georgia (Cibona) PG

hoopsuniverse.net/Ventitre anni, playmaker tascabile di 1,80, Ware ha avuto un piccolo assaggio di pallacanestro europea avendo giocato appena quattro partite nel Cibona Zagabria in Adriatic League, oltre a qualche minuto in Eurocup. Si tratta di un play comunque molto interessante e che siamo curiosi di rivedere in una stagione completa il prossimo anno, se troverà un buon accordo. Proviene dall’ Università della Georgia, dove è stato negli ultimi tre anni playmaker titolare e per maggior parte della stagione da freshman, è stato uno dei migliori giocatori della nazione per assist/turnover ratio (3.4 assist ogni palla persa). Le doti realizzative non sono la sua miglior caratteristica, anche se nell’anno da senior ha visto precipitare anche le sue percentuali al tiro dalla distanza, ma è soprattutto un passatore disciplinato e difensore discreto sui play mobili, con ovvi fastidi per quelli piu’ fisici. In Adriatic League, come detto, ha fatto poche presenze andando una volta in doppia cifra (10 punti in 16 minuti contro il Krka), prima di abbandonare la nave insieme al compagno Smush Parker la nave lo scorso gennaio. Ci aspettiamo un altro tentativo, piu’ convinto, nella prossima stagione.

 

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