Rookies Overseas #7: Lega Baltica – Gates, genio e follia. Chase, da Detroit alla Lituania

Rookies Overseas #7: Lega Baltica – Gates, genio e follia. Chase, da Detroit alla Lituania

ROOKIE OVERSEAS VI – BALTIC LEAGUE
 
Settima puntata del nostro focus sui migliori americani esordienti nel vecchio continente. Questa settimana ci occupiamo della Lega Baltica.
 
Donald Sims (Ventspils) – G
 
Grande stagione per il Ventspils, squadra lettone che ha vinto la Baltic League e che sta disputando la finale del campionato nazionale (1-1 contro il VEF Riga). Tra i principali protagonisti della formazione allenata da coach Stelmahers figura Donald Sims, venticinquenne combo guard di 1.85 per 78 kg., miglior marcatore del Ventspils in due delle tre competizioni che i lettoni hanno fronteggiato in questa stagione. Nella Baltic League ha viaggiato a 12,8 punti oltre ai 2,8 rimbalzi e 2,7 assist, in Eurochallenge 12,6 punti, 2 rimbalzi e 3,6 assist, mentre nel campionato lettone segna circa 10 punti a gara. E’ un giocatore che ama prendersi le responsabilità, buon realizzatore anche se necessita di migliorare il suo tiro dall’arco, che è peggiorato di anno in anno nei suoi anni al college e che ha ripreso ad essere decente soltanto in questo finale di stagione. Prima di diventare professionista ha giocato alla Appalachian State University nel North Carolina, dove al termine dei quattro anni ha battuto diversi record scolastici, come quello di miglior marcatore (2185 punti),numero di canestri da tre punti (358), percentuale ai tiri liberi (.89.2), numero di tiri liberi segnati (545), andando negli ultimi due anni sopra i 20 punti di media a partita. Dopo il college è stato scelto al quarto giro del Draft della D-League dai Reno Bighorns, dove ha giocato otto partite prima di trasferirsi in Venezuela e guidare con la maglia dei Gaiteros de Zulia la classifica dei migliori marcatori della Lega con oltre 24 punti a partita. Alla fine della stagione arriva la prima chiamata dall’Europa, e l’arrivo al Ventspils, dove ha come compagno di squadra Folarin Campbell, ex Rieti e Sant’Antimo e vicino a Siena lo scorso marzo.  
 
Simon Chase – (Siauliai) – G
 
bleacherreport.comDa ragazzino Simon Chase sognava di fare il rapper, cresciuto per le strade di Detroit dove hanno avuto successo i vari J Dilla, Royce da 5‘ 9’’ o Eminem, ma quando ha capito che si sarebbe costruito un mestiere piu’ facilmente con la palla a spicchi che con il microfono ha iniziato a cavalcare seriamente questa opzione. Nel mezzo però, c’è un figlio avuto a 19 anni che non gli permette di accettare offerte da scuole prestigiose come Wisconsis, Michigan, Xavier o Clemson e di scegliere la vicina Central Michigan, che lascia dopo un solo anno a seguito di contrasti col coach Ernie Ziegler, per spostarsi alla Detroit Mercy’s dove dovrà stare fermo il primo anno a causa del trasferimento. Nei tre anni ai Titans viaggia ad una media di circa 14 punti a gara, 4,5 rimbalzi e 2,3 assist e nell’anno da senior vince la Horizon League. The Chicken (questo il suo nickname tradizionale) dopo il college gioca una partita di Summer League con i Bulls, prima di firmare con l’Aris di Salonicco senza però giocarci mai, visto che i problemi finanziari del Club greco lo inducono a trasferirsi in Lituania e ad iniziare il campionato con il Siauliai. Ancora ventiquattrenne, alto 2.01 per 98 kg., Chase è un giocatore atletico che ama difendere, in attacco gioca soprattutto da guardia ed è capace di costruirsi da solo il tiro, anche se deve migliorare quello dall’arco. Viene da un primo anno da professionista abbastanza positivo, essendo stato eletto nel quintetto ideale del campionato lituano dopo la partecipazione all’All-Star Game, ed ha avuto medie simili tra Baltic League e lega lituana: 10 punti a partita in circa 20 minuti di utilizzo, con 3 rimbalzi di media e 1,3 rubate. L’ ultima curiosità su di lui riguarda un suo grado di parentela, è infatti cugino di Randy Brown, ex compagno di Michael Jordan durante gli anni del secondo three-peat dei Chicago Bulls.
 
 
Yancy Gates (Pieno Zvaigzdes) – PFdownthedrive.com

 

Agli appassionati di college basketball il nome di Yancy Gates non suonerà certo come una novità, tutt’altro. L’ex Cincinnati Bearcats oltre ad essersi messo in mostra negli ultimi anni come buonissimo giocatore, è stato protagonista di quella che per la stagione 2011/12 è stata “The Brawl”, ovvero la famosa rissa del Crossround Shootout, avvenuta durante il derby tra Cincinnati e Xavier, che ha visto 8 giocatori prendere falli tecnici o sospensioni, con Gates che reo di aver colpito con un pugno Kenny Frease è stato squalificato per sei gare dalla propria Università. Ragazzo dal carattere piuttosto complicato, questo è certo, ma per fortuna esiste anche l’altra faccia della medaglia. Gates, ancora ventitreenne, è infatti un ottimo giocatore di post basso, con fisico e potenza perfetti per una power forward (2,07 per 131 kg.); esplosivo vicino a canestro, dove può essere a tratti dominante, muove bene i piedi dentro l’area cercando spesso il gancio mancino per concludere a canestro, usando il corpo e il contatto con l’avversario, ma può utilizzare anche un discreto jumper dalla media. L’abilità nel muovere i piedi gli permette anche di difendere su giocatori piu’ perimetrali e piu’ veloci che talvolta si trova a dover marcare in varie situazioni di gioco. Molto attivo a rimbalzo d’attacco, ma come detto, dotato anche di caratterino non sempre ben gestibile. Nell’anno da senior inoltre sono mancati quei miglioramenti necessari che gli avrebbero permesso di entrare al Draft, e anche il suo atteggiamento nell’ultimo anno ha lasciato molto a desiderare; se a questo ci aggiungiamo la famosa rissa, e qualche altra situazione che lo ha visto poco propenso al sacrificio, ecco che gli scouts si sono guardati bene dal rischiare di sceglierlo (peraltro si è laureato in criminal justice). Uscito da Cincinnati come uno dei sei giocatori nella storia dell’ateneo a collezionare almeno 1400 punti e 900 rimbalzi, ha poi rifiutato un workout senza garanzie con i Celtics per accettare il contratto, piuttosto oneroso, offertogli dal Pieno Zvaigzdes, dove si è segnalato con 11,5 punti a gara tra Baltic League e campionato lituano, con 5,4 rimbalzi, 1 stoppata e il 60% al tiro dal campo in 21 minuti medi di utilizzo. Ha fatto registrare quattro doppie doppie in stagione (una in particolare da 18 punti e 15 rimbalzi contro il Siauliai), e due volte 25 punti, anche se il suo minutaggio è molto calato nel finale di stagione. 
 
 
Lewis Jackson (Siauliai) – PG
 
bleacherreport.comUno dei compagni di squadra del sovracitato Simon Chase al Siauliai in questa stagione è stato Lewis Jackson, playmaker ventiquattrenne di 1,75 per 75 kg., trasferitosi in Lituania dopo essere stato undrafted allo scorso Draft di giugno 2012. Nativo dell’Illinois, LewJack è risultato terzo nel 2008 tra i Mr.Basketball, ovvero i migliori prospetti liceali dello Stato, ed ha poi frequentato la Purdue University dove già da freshman è partito in quintetto in 30 delle 36 gare stagionali, guidando i Boilermakers negli assist e venendo eletto nel primo quintetto di matricole della Big Ten. Da senior a Purdue ha tenuto una media di 10.4 punti, 4,2 assist e 3,2 rimbalzi ed ha raggiunto per due anni consecutivi le Sweet Sixteen con la squadra di coach Matt Painter. La grande velocità e l’ottimo ball handling sono le caratteristiche che prima di tutte balzano all’occhio quando lo si osserva; è anche un buon difensore sull’uomo e con la palla in mano è un play puro e non un grande realizzatore. Nonostante la statura riesce a schiacciare, soprattutto quando fugge in campo aperto dopo aver recuperato palloni. Giocatore dall’atteggiamento in campo molto aggressivo, un pitbull pronto a mordere in ogni istante. In passato ha avuto problemi fuori dal campo durante la offseason tra il suo anno da freshman a Purdue e il suo secondo, quando è stato beccato dalla polizia con in auto una bottiglia di vodka vuota e una canna, costringendo coach Painter a sospenderlo per qualche partita. Dopo questo episodio il giocatore non è piu’ incappato in guai simili, ed anzi è molto apprezzato da compagni e allenatori. Le sue medie al primo anno in Europa non sono del tutto elettrizzanti (8punti di media nel campionato lituano, 5 nella Baltic League), in quanto come detto non è prima di tutto un realizzatore, ma il suo assist/turnover ratio è sempre molto alto, come il suo livello di concentrazione e il suo apporto anche a rimbalzo. Il tiro da fuori è il suo punto debole, e probabilmente il motivo per cui non riuscirà a fare grandi salti di qualità in carriera, ma come play dalla panchina può far comodo a molte squadre.
 
Ryan Olander (Juventus) – C
 
ctpost.comLunghi bianchi in Lituania non necessiterebbero di essere importati, ma Ryan Olander, centrone di 2,13 uscito dalla Fairfield University del Connecticut, ha dato un buon aiuto alle due squadre del campionato nazionale in cui è sbarcato in questa stagione. Infatti, dopo una carriera collegiale conclusasi con una stagione da senior da 10.4 punti, 6.8 rimbalzi, e oltre 2 stoppate a gara tirando col 53%, il centro nato a Mansfield è approdato al Naglis Palangos, la peggior squadra della lega lituana che ha chiuso la stagione senza vittorie, anche se si è fatta valere in Baltic League dove è passata al secondo turno. Per fortuna di Olander, che a Palanga ha segnato 16 punti di media in sole quattro partite di Lega Baltica e quasi 15 in campionato con 8 rimbalzi di media, a marzo è arrivato il trasferimento alla piu’ blasonata Juventus, dove si gioca il posto con Karolis Petrukonis, promettente centro lituano di 2,12. Olander è arrivato nel nuovo club a fine stagione, in tempo per i playoff dove la Juventus è stata eliminata dal Lietuvos Rytas ai quarti di finale. Si tratta di un giocatore dai buoni movimenti in post basso, complice anche la sua statura, e di un buon passatore soprattutto per i tagli dei compagni e ribaltamenti di lato. Ad una buona conoscenza del gioco aggiunge un discreto jumper dalla media con la mano destra. Buon rimbalzista, potrebbe essere un miglior stoppatore viste le capacità e le caratteristiche fisiche. E’ fratello maggiore (due anni piu’ grande) di Tyler Olander, ala che il prossimo anno disputerà la sua stagione da senior a UConn.
 
 
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