Sergio Rodriguez saluta Madrid con una toccante lettera

Sergio Rodriguez saluta Madrid con una toccante lettera

Il playmaker spagnolo ritorna in NBA dove andrà ai Philadelphia 76ers.

Commenta per primo!

Sergio Rodriguez ha deciso di lasciare, un po a sorpresa, il Real Madrid. Il playmaker spagnolo dopo 6 anni con il Real Madrid in Spagna e in Europa ha deciso di lasciare i Blancos per approndare il NBA ai Philadelphia 76ers. Il “Chacho” ha così deciso di scrivere una lettera ai suoi tifosi.

 

 

Qui di seguito riportiamo la traduzione:

” Dopo aver firmato con i Sixers e dopo aver passato una settimana piena di sentimenti e decisioni, non potevo andarmene senza dire con alcune parole cosa ha significato per me la tappa di Madrid.

Sono arrivato sei anni fa, nel 2010, dopo quattro stagioni in NBA. Fu un cambio difficile ma perfettamente ponderato, infatti arrivai molto carico e felice di far parte del mio club favorito. Sono cresciuto imitando i giocatori NBA e vincendo anche Eurolega e Liga con il Real Madrid. Nei momenti in cui i sogni sembravano essere gli unici obiettivi – io ne avevo molti in quegli anni, ma anche quando stavo crescendo ero capace di immaginarmi di giocare insieme a Michael Jordan o di dare assist in post basso ad Arvydas Sabonis vestendo la maglietta del Real Madrid.

Dopo aver cambiato tre squadre in NBA e aver quindi finito la stagione con i Knicks, ricevetti la chiamata del Real. Mi interessava solamente vincere titoli e competere in maniera differente rispetto a quello che avevo sperimentato fino a quel momento. Non dubitai nemmeno un secondo nel fare questa scelta.

Ho sempre obbedito al cuore. È vero che ogni volta che compio gli anni la testa prende sempre più forza in queste decisioni, ma il mio cuore ha sempre un feeling che è difficile da contraddire.

Il mio arrivo a Madrid non fu subito come sognavo, ma fu l’inizio perfetto per rendermi conto di dove mi trovavo e di quello che costava per raggiungere tutto ciò che avevo immaginato. Ho preparato la mia mente e il mio corpo per essere sempre migliore e ho provato a farlo sempre aiutando la mia squadra ad essere migliore.

Mai mi sarei immaginato di essere seduto in un aereo in procinto di atterrare a Philadelphia, per tornare in NBA con un grande lavoro fatto e dopo aver vinto: una Eurolega, tre Liga ACB, quattro Coppa del Re, tre Supercoppe e una Coppa Intercontinentale, oltre a quattro Final Four…in sei anni! E, soprattutto, giocare in un modo come ancora non lo avevo fatto.

Per tutto questo quando siamo arrivati a fine stagione e abbiamo vinto l’ultima partita, il mio cuore e la mia testa si chiedevano se riprendere quello che avevo lasciato anni prima e provare una nuova avventura. Dovevo aspettare le circostanze e quello che poteva migliorarmi sia personalmente che professionalmente. Forse alcuni anni fa avevo bisogno di altre necessità (secondo il cuore) ma oggi ho bisogno di qualcosa in più (secondo la testa) per fare il salto.

E questa possibilità si è presentata non prima della notte di lunedì 4 luglio. Durante il media day della Nazionale il venerdì prima dissi che l’estensione sembrava sicura, ma davvero lo dissi perché in quel momento non avevo nessun’offerta sufficientemente buona per decidere di lasciare il Real Madrid. Per andarmene da qui dovevo avere qualcosa di buono perché quello che lasciavo a Madrid era una situazione invidiabile.

Spero che capiate la mia decisione e che abbiate un buon ricordo di tutto ciò che ho fatto per il Real Madrid.

Grazie mille a tutti i miei compagni, lo staff tecnico, le persone dietro al club e i tifosi. Sinceramente fino ad oggi sono stati i migliori anni della mia vita, considero Madrid la mia casa e sarà sempre nel mio cuore.”

Chacho

 

di Matteo Andreani e Ario Rossi

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy