Si parla di Eurolega del futuro: dopo 15 anni nuova rottura FIBA-ULEB ?

Si parla di Eurolega del futuro: dopo 15 anni nuova rottura FIBA-ULEB ?

Commenta per primo!

Con l’incontro di Meins, che questa settimana ha riunito vertici FIBA e Federbasket europee, sono state gettate le basi per un nuovo sistema delle competizioni europee. Tante belle parole, stando all’ufficialità… ma nel concreto? Il portale Encestando e il Tuttosport di questa mattina approfondiscono i dettagli, l’obiettivo è contrastare l’influenza dell’ULEB, che proprio pochi giorni fa, a Barcellona, confrontandosi con gli 11 principali club tenutari della nota licenza A (CSKA Mosca, Barcellona, Olympiacos, Real Madrid, Maccabi Tel Aviv, Panathinaikos, Efes, Málaga, Fenerbahçe, Baskonia, Žalgiris e Olimpia Milano, tutti con diritto di partecipazione pluriennale), rifletteva su un nuovo formato.

In soldoni: riduzione dalle 24 squadre attuali a 16, ma con un aumento di partite. L’esatto opposto alla coppa che sta ipotizzando la Fiba. Il campionato europeo previsto (manca la formalizzazione) sarà composto da 16 squadre, s’è detto, mantenendo però il principio del diritto sportivo, perché le ultime due retrocederebbero (su questo non c’è ancora accordo) in Eurocup, da cui sarebbero promosse le finaliste dell’anno precedente. Sarà cancellata la top 16 e di fatto pure la prima fase, passando al girone unico di andata e ritorno. Dunque 30 partite, ci cui 15 in casa, con successivi playoff per le prime 8 (solo quarti di finale, al meglio delle 5 o 7 partite) e FinalFour. I tempi si allungherebbero (o se preferite si allungheranno). E dunque bisognerebbe trovare un modo alle Nazionali di gestire gli impegni. Dal 2017 tornano le qualificazioni a Europei e Mondiali. I club negherebbero gli atleti per armonizzarsi (o uscire) dai campionati nazionali. Ma c’è un altro punto, che poi è il motivo per cui la Federazione Intemazionale e l’Eurolega sono arrivati a questo punto. Dal 2016/17, anno della riforma, partono – anzi tornano – anche le qualificazioni -delle Nazionali agli Europei (diventeranno quadriennali) e Mondiali. Ma date disponibili è praticamente impossibile trovarne. E proprio in questa riunione sarebbe stata ribadita la volontà dei club di non concedere i giocatori (come fa la Nba). Il motivo è semplice: preveservarli. E farli giocare nei club. Insomma, la battaglia è appena cominciata, c’è un anno e mezzo per sedersi a un tavolo e trovare un accordo tra organizzazione e federazioni, c’è un anno e mezzo per evitare un disastro che tuttavia non sarebbe inedito.

Infatti nel 2000 nasceva proprio l’ULEB (Unione delle Leghe Europee di Basket) formata da 24 club tra i più ricchi d’Europa, la maggior parte dei quali provenienti da Spagna, Italia e Grecia, che si contrapponeva alla FIBA, che da sempre gestiva il massimo evento continentale, e che sorprendentemente non aveva registrato il marchio Eurolega, consentendo all’ULEB di utilizzarlo senza avere implicazioni giuridiche. La FIBA è quindi costretta a trovare un nuovo nome per la sua competizione. La spaccatura nei club europei di basket inizialmente non sembrava poter essere ricomposta, e i migliori club sono stati suddivisi tra le due leghe: tra le altre squadre, Panathinaikos, Maccabi Tel Aviv, CSKA Mosca ed Efes Pilsen rimasero con la FIBA, mentre Olympiacos, Virtus Bologna, Real Madrid, Barcellona, Baskonia e Benetton Treviso aderirono alla ULEB. Nel maggio del 2001 l’Europa ha avuto così due campioni: la Virtus Bologna del Grande Slam nella ULEB Euroleague e il Maccabi Tel Aviv nella FIBA Suproleague. Dopo questa stagione di transizione i leader delle due organizzazioni, si sono convinti della necessità di elaborare un nuovo singolo torneo. La trattativa ha visto la ULEB in una netta condizione di superiorità e la FIBA non ha avuto altra scelta che accettare le sue condizioni. Di conseguenza, la competizione FIBA è stata assorbita dalla Eurolega ULEB. Fino ad oggi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy