Viaggio nella carriera di una leggenda: pensaci ancora Dimitris!

Viaggio nella carriera di una leggenda: pensaci ancora Dimitris!

Commenta per primo!

Quando vedi i granelli della clessidra della tua adolescenza cestistica scorrere inesorabilmente verso la fine, è normale fare di tutto per rinviare il più in là possibile l’esalazione del fatidico “ultimo respiro”; dunque, come il suo attuale coach Sale Djordjevic (non uno dei tanti, per intenderci), anche noi “spicchiofili” nati sul calar dei novanta faremo di tutto affinché Dimitrios, per tutti Dimitris, Diamantidis di qui a giugno rivaluti la decisione di appendere le scarpe al chiodo. A dargli i natali fu Kastoria, piccolo comune della periferia della Macedonia Occidentale, estremo nord-ovest della Grecia. E’ nella palestra locale, ora intitolata a suo nome, che, appena quattordicenne, il “Diamante” mette in mostra i suoi carati con la casacca della squadra cittadina, il Kastoria BC. Nel 1999, il suo talento puro accalappia l’attenzione dell’Iraklis: compiuti i diciannove anni è tempo di partire per il primo viaggio di formazione in direzione Salonicco. Il cambio di clima non causa particolari problemi e, al secondo anno, Dimitris presenzia già stabilmente in quintetto.

www.gazzetta.gr
Cinque anni più tardi, Zelimir Obradovic lo chiama alle sue dipendenze in quel di Atene, sponda patrizia, ovviamente. E’ l’incontro che rivolta come un calzino la vita, oltre che la carriera, del giocatore: dentro i confini nazionali, il rapporto simbiotico frutta 9 titoli e altrettante Coppe di Grecia. Basta poco perché Diamantidis venga eretto icona del Gate 13, la frangia più rumorosa (se si può) della bolgia che popola le gradinate di Oaka. Anche a livello europeo non ce la caviamo male. Il palmares conta infatti tre Euroleghe (2007, 2009 e 2011) conquistate con i “Verdi” durante il monarcato Obradovic, precedute dallo storico Oro vinto alle dipendenze di Giannakis agli Europei di Serbia e Montenegro del 2005, in cui Diamantidis fa razzia anche del trofeo di assistman più prolifico.
www.euroleague.net
Maggiore sfortuna si palesa, invece, oltre le Colonne d’Ercole. Nel 2002 anche l’NBA si accorge di lui, ma al momento di compiere il notorio “salto oltre Oceano”, il Fato non lo bacia e si resta sotto l’Acropoli. Poco male, penseranno i tifosi del “Pana”. Altra delusione cocente arriva nel 2006, ai campionati mondiali giocati in Giappone: dopo aver annientato lo strapotere statunitense in semifinale, l’Hellas deve infatti arrendersi in finale contro la Spagna. La sbavatura pesa, ma è pur sempre una sbavatura in mezzo ad uno spartito quasi perfetto.
www.gazzetta.gr
Superfluo aggiungere commenti tecnici riguardo al giocatore in sè, più giusto che sia la bacheca personale a parlare: una volta MVP dell’Eurolega, per due edizioni MVP delle Final Four, quattro volte inserito nel quintetto ideale della massima manifestazione continentale, una in quello del Campionato europeo e dell’ Euroleague 2001–10 All-Decade Team. Atleta greco dell’anno di grazia 2007, senza contare i 6 titoli MVP dell’A1 Ethniki e quello della Coppa di Grecia del 2009, probabilmente “ragnatelati” in cantina. Carisma debordante, intelligenza cestistica disarmante (primo giocatore a toccare quota mille assist in Eurolega) e difensore sopraffino (6 volte Euroleage Best Defender). Con il suo addio, dopo quello di Papaloukas e Jasikevicius, e i probabilmente prossimi di Spanoulis e Navarro, va in pensione una generazione di playmaker oramai protetta dal WWF. Le cifre le vedete in sovraimpressione. Ma visto che i numeri spesso non dicono tutto, meglio chiudere con una citazione appositamente coniata dal maestro Zelimir. Perché si, “ci sono i buoni giocatori, ci sono i campioni e poi c’è Dimitris Diamantidis”.  

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy