23-12-2015: il nostro ricordo di Chicco Ravaglia

23-12-2015: il nostro ricordo di Chicco Ravaglia

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Enrico Ravaglia nasce il 20 Febbraio del 1976 a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, da mamma Morena e papà Roberto, una autentica leggenda dei campionati minori della zona. Il talento e la faccia tosta a Chicco non mancano, qualità che già dal minibasket si intravedono e che gli permettono di fare la sua figura anche con ragazzi di uno o due anni più grandi, nonostante la differenza di età, in quella fase dello sviluppo, si sente eccome.
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La stella di Chicco, però, nasce e cresce nel settore giovanile di una delle squadre più prestigiose d’Italia, la Virtus Bologna: gioca con la squadra della propria categoria, ma anche con quelle superiori, senza far pesare troppo il suo fisico magrolino, ma facendo piuttosto notare la sua innata capacità di giocare e fare canestro. Chicco è un ragazzo sempre allegro, un classico “casinista”, capace di contagiare non solo i compagni, ma anche tutta la gente che gli sta intorno con il suo sorriso e la sua simpatia. Non a caso non ha mai problemi ad inserirsi in un gruppo, anzi, ne diventa sempre l’anima. Questo succede anche non solo a Bologna ma anche nelle varie selezioni Nazionali giovanili, dove, nelle convocazioni, il nome di Enrico Ravaglia non manca mai. I campionati giovanili stanno un po’ stretti a Chicco però: troppo forte e talentuoso per la maggior parte dei suoi coetanei. Seguendo il consiglio dei suoi cari e degli allenatori delle giovanili sceglie di passare alle categorie senior partendo dalla B1 e, in particolare, da Cento, piccolo comune in provincia di Bologna che vive di pallacanestro. L’impatto con i “grandi”, però, non risulta essere cosi problematico come potrebbe sembrare: nonostante alcuni grossi problemi societari la squadra si rivela come una delle sorprese del campionato, guidata da questo 18enne tutto talento e faccia tosta. Giusto per capirne l’impatto, Ravaglia viene convocato all’All Star Game del campionato, riconoscimento che viene riservato ad un solo giocatore per squadra. La stagione non può che avere ripercussioni positive sulle quotazioni di Chicco: tra le tante squadre che lo cercano la spunta la Pallacanestro Varese di Dodo Rusconi, che riesce a strappare un prestito biennale dalla Virtus Bologna che detiene il cartellino di Chicco e che non è dispiaciuta nel vederlo andare a “maturare” altrove. Alla Cagiva Chicco continua da dove aveva lasciato: assist, triple e quell’entusiasmo che esaltano il pubblico Varesino che viene subito contagiato dalla voglia di giocare e di divertirsi del giovane Ravaglia che, va detto, beneficia dell’infortunio di quello che diventerà poi un suo grandissimo amico, Gianmarco Pozzecco, per trovare spazio in regia nella squadra lombarda. La prima stagione a Varese è decisamente positiva per Chicco: viene quindi, non senza qualche ripensamento “parcheggiato” dalla Virtus anche per la seconda stagione in Lombardia.  Seconda stagione che, però, Ravaglia non completa con i biancorossi: i ripensamenti virtussini si fanno concreti e, a causa delle necessità contingenti delle due squadre, Chicco torna a Bologna in cambio di Ricky Morandotti. Chicco non crede ai suoi occhi: finalmente può coronare il sogno di giocare nella squadra dove è cresciuto e di cui ha sempre desiderato indossare la maglia. Ma non è tutto qui: bastano un paio di partite per diventare l’idolo del popolo bianconero, in un periodo in cui i protagonisti in maglia Virtus sono tutti nella fase calante della propria carriera, o comunque, non riescono a trasmettere al pubblico quei sentimenti e quel piacere nel giocare a pallacanestro. Chicco invece si diverte e fa divertire il pubblico: non è difficile capire il perché diventi subito l’idolo della tifoseria delle Vu Nere. La sfortuna, però, è in agguato, e un brutto infortunio al ginocchio costringe Chicco ai box per un numero interminabile di partite: la Virtus vince campionato ed Eurolega, in finale contro l’AEK Atene, ma purtroppo Enrico non può dare il suo contributo. Che manca anche nella stagione successiva, passata totalmente in infermeria, sempre a causa di questo infortunio. Chicco comunque in questo periodo stringe una forte amicizia con i compagni, in particolare con Danilovci, Nesterovic e Sconochini che gli stanno molti vicini in questo periodo decisamente difficile. All’inizio della stagione 1999 Chicco è Free Agent: la Virtus, una volta terminato il contratto, non se la sente di proporgli il rinnovo, viste le ambizioni e l’impossibilità di aspettare un giocatore che è un’incognita dal punto di vista fisico. Dopo vari provini ecco finalmente che arriva la chiamata di un’altra squadra storica, la Pallacanestro Cantù, che gli propone di aggregarsi per qualche giorno alla squadra. Il periodo di prova, però, soddisfa coach Ciani e il presidente Francesco Corrado, che propongono subito un contratto a Ravaglia. Anche qui Chicco non fa fatica a legare e fare amicizia con le persone: che sia Mino, lo storico custode del Pianella, o i supporter biancoblu, tutti hanno delle belle parole per Enrico. Che, come in altre occasioni, ci mette poco a far sventolare il suo celebre aeroplanino e diventare l’idolo di tifosi canturini. E’ cosi felice Chicco, il 22 Dicembre dopo la partita contro Reggio Emilia: 23 punti, una partita strepitosa in uno scontro-salvezza che permette alla società Canturina di allontanare lo spettro della retrocessione. Rimane quella l’ultima partita nel campionato italiano per Chicco Ravaglia. Mi piace immaginarlo, ora, giocare e divertirsi con Anci, Micio Blasi, Paolone Barlera e tanti ragazzi che, come lui, non hanno avuto la possibilità di rimanere qui, ma che comunque, ne sono certo, stan facendo risplendere la propria stella altrove. Non dimenticherò mai tutte le volte che, al Pianella, si è fermato a parlare e a giocare con me prima degli allenamenti della prima squadra, per tutte le volte che mi chiedeva se scendevo in campo con lui a prendere rimbalzi e passargli la palla mentre lui si allenava.

Ricorderò di quella partita con Reggio Emilia in cui mi ha fatto esaltare come probabilmente mai nessun giocatore in vita mia. Ciao Chicco, io non ti dimentico, noi non ti dimentichiamo!

Sempre con il sorriso sulle labbra, ovviamente.

     

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