A tu per tu con Erica Reggiani

A tu per tu con Erica Reggiani

La giocatrice di Vigarano si racconta ai nostri microfoni.

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Erica Reggiani è uno dei talenti più cristallini che il basket femminile italiano abbia scoperto negli ultimi anni. Un play di grande fantasia, che sa interpretare il ruolo di regista della squadra, sia sviluppando interessantissime geometrie fuori dalla linea dei 6,75, che proponendo delle improvvise penetrazioni verso canestro.
Dopo lo scudetto vinto a Schio, seppur giocando poco, e terminata la sua esperienza a Lucca, dove ha giocato nelle ultime due stagioni, in estate è approdata a Vigarano per cercare la definitiva consacrazione e vivere un campionato da assoluta protagonista.

Sei stata il secondo colpo di mercato della Meccanica Nova, trovando l’accordo con la società ferrarese già all’inizio di giugno: come si è concretizzata per te l’opportunità di andare a giocare a Vigarano?

Avevo bisogno di una società che mi desse fiducia. Terminata la stagione ho avuto diverse proposte, ma il progetto presentatomi da Vigarano, assieme alla fiducia e all’entusiasmo dimostratomi, hanno fatto sì che da subito si instaurasse quella sintonia che mi hanno portato a legarmi a loro.

Hai trascorso le ultime due stagioni a Lucca, vivendo momenti altalenanti: durante il primo anno ti sei ritrovata come playmaker titolare, mentre lo scorso anno hai dovuto contenderti il posto con Francesca Dotto. In questa stagione, a Vigarano, torni a essere la prima scelta in cabina di regia: quali stimoli può darti una posizione così importante all’interno della squadra?

Sono sicuramente molto stimolata da quest’opportunità che sto vivendo: sento tanta responsabilità, ma questo non mi spaventa. Anzi, voglio con tutto me stessa assumermi tutte le responsabilità che dovrò vivere da qui a fine campionato. La società, così come tutto l’ambiente di Vigarano, puntano a fare una buona stagione e io voglio dare tutto il mio contributo perché si possano centrare gli obiettivi che ci siamo prefissi e che ci prefiggeremo.

Il destino sportivo, a volte bizzarro, ti riporterà subito a Lucca per giocare la partita dell’Opening Day proprio contro le padrone di casa: pensi che per te sarà una partita speciale o la vivrai come un qualsiasi altro incontro?

Tornare a giocare sul parquet del Palatagliate, questa volta da avversaria, farà sicuramente un certo effetto. Chiaramente non potrà essere, per me, una partita come altre: credo che affrontare Lucca subito all’Opening Day sarà un grandissimo stimolo a fare bene. Ovvio che l’emozione ci sarà, ma non sarà certo un problema, anzi. Sarà piuttosto un’ulteriore spinta a dare tutta me stessa per la squadra.

Nelle scorse stagioni sei stata allenata da coach di alto profilo nel settore femminile, come Diamanti e Mendez, mentre quest’anno sei diretta in panchina da coach Massimo Solaroli che ha una grandissima esperienza nel settore maschile: hai riscontrato cambiamenti nell’approccio sia tecnico che tattico della preparazione?

Credo che ogni allenatore abbia una sua idea di basket. Sono forse ancora troppo all’inizio dell’esperienza con coach Solaroli per poter dire qualcosa a riguardo: sicuramente avremo tempo per conoscerci e poi giudicare un allenatore di così alto livello non è assolutamente semplice. Personalmente credo che un cambiamento ci sia stato in termini di preparazione e di intensità: si è alzato da subito il ritmo e questo non può che essere un vantaggio per la preparazione della stagione.

Oggi è il tuo compleanno: quale desiderio cestistico esprimerai spegnendo le candeline?

Il desiderio lo faccio rimanere un segreto. Altrimenti, come vuole la superstizione, alla fine non si avvera.

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