A tu per tu con Ilaria Zanoni: “Sogno di regalare lo scudetto ai tifosi dell’Udominate”

Le parole di Ilaria Zanoni.

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Sarà che i traslochi portano pensieri, sarà che i viaggi ci aiutano a conoscere, sarà che dopo ogni tappa si esce più vivi, sapienti, o la nostalgia prende il sopravvento, ma si va avanti, sempre. Quando hai avuto la possibilità di apprezzare un talento sul campo, prima nella serie A con varie maglie e poi con quella della nazionale, tendi difficilmente a dimenticarlo, anche se la latitudine e la longitudine della sua pallacanestro si spostano a distanze difficilmente raggiungibili dalle telecamere e dai microfoni. Fortuna che la rete, i social e qualche altro piccolo ingegnoso trucchetto coniato dai nerd-genius ci permette di mantenere i contatti, di scambiare opinioni e perchè no, di condividere l’ebbrezza di una aurora boreale. Ilaria Zanoni è ormai una giocatrice del campionato svedese da qualche tempo, gioca ad Umea ed ha imparato a convivere con nuovi orizzonti, cestistici e non solo. L’ironia di sempre e la sua schiettezza nelle risposte non sono certo scemate con climi più rigidi, ma quello che, oltre allo sconfinato talento, è rimasto immutato, è quella capacità di leggere le situazioni che, in campo come nella vita – a voler prendere a prestito la citazione di Nereo Rocco – aiuta a dare la giusta direzione alle cose. Le sue risposte, che proprio nel mezzo del suo trasloco sono arrivate puntuali, vanno a descrivere un mondo nuovo, a paragonarlo con quello “vecchio” e fotografano anche oltre. Forse c’è di più di quel che conosciamo, forse l’ignoto è il nostro pane quotidiano, ma il basket di Ilaria Zanoni, fatto di talento ma anche di fondamentali, di genio e anche sregolatezza, resta qualcosa che serve a questo movimento, che forse rischia di perdersi, tra passato e futuro, ed un futuro dai contorni incerti, come l’aurora boreale. E così come in un trasloco si chiudono scatoloni, si sceglie cosa conservare e cosa buttare via, ecco le “scatole” di Ilaria Zanoni, semplici domande che vanno a incastonarsi l’una con l’altra indissolubilmente, tra basket, geografia, lifestyle e soprattutto tanta emozione.

– Come ti sei abituata alla Svezia, ai suoi climi, alla nuova vita e pallacanestro? E qual è la cosa italiana di cui non puoi fare a meno?

– Mi sono abituata abbastanza in fretta. Quando vado all’estero mi piace conoscere la cultura del paese e vivere “a modo loro”. Facendo sport non è facilissimo cambiare l’alimentazione, orari e abitudini, ma ho trovato i miei equilibri. Sono tornata a Umeå un mese prima dell’inizio della preparazione con la squadra per incominciare ad allenarmi un po’ e fare ancora un po’ di vacanza anche qui. L’estate svedese mi piace un sacco. Mi godo ancora un po’ il sole, finché le giornate sono cosi lunghe, prima dell’inverno. Oltre al basket sto facendo un corso di svedese apposta per gli stranieri offerto dallo stato ma sto anche cercando di entrare in quello universitario che è un po’ più intensivo. Per tutto il resto, se ho qualsiasi tipo di problema, ho incontrato un sacco di persone disponibilissime ad aiutarmi.

– Sia in relazione al “living” che alla pallacanestro, cosa porteresti dalla Svezia in Italia e viceversa?

– Bella domanda.. In Italia sto bene, ma qui, dopo quasi un anno e mezzo, posso dire che sto meglio. Ovviamente torno sempre molto volentieri e passo delle bellissime vacanze ogni volta, ma a livello di vita, futuro e servizi la Svezia offre molto di più. Sicuramente porterei la mia famiglia e i miei amici! Magari con degli scatoloni di gocciole ed estathè! In Italia, restando nell’ambito sportivo, porterei 5/6 palazzetti che ci sono nel femminile che farebbero invidia a molte società in italia, anche maschili.

– Guardando alle nazionali, c’è stata un’estate ricca di successi delle giovanili, con Zandalasini mvp, spazi sui giornali et similia… Quanto fa bene tutto questo al movimento?

– Innanzitutto complimenti a tutti i ragazzi e ragazze dei successi azzurri, Zanda e Flaccadori per citarne 2 su tutti. Fa sicuramente bene. E non è nemmeno la prima estate che arrivano successi.. fa bene sapere che dietro le nazionali senior c’è qualcosa di buono, molto buono, sia nella femminile che nel maschile. Al contrario di come è stato per la nazionale di oggi, che lavora insieme dal ciclo di Ricchini, questi sono gruppi che lavorano già insieme da anni e sicuramente ha aiutato nell’affiatamento e di conseguenza nel gioco. Talento ce n’è.. spero che riescano tutti e tutte a ritagliarsi spazi importanti nelle rispettive squadre e che la federazione riesca a valorizzare il movimento e darne una buona visibilità, perché i presupposti per il futuro ci sono tutti.

– Ed ora scendiamo sul personale: quanto pesa per te ed in generale la scomparsa di Parma dalla massima serie?

– Al contrario questo fa molto male. Si aggiunge a società storiche come la Comense, Faenza e Napoli e altre un po’ meno storiche come Taranto, ma che hanno comunque alzato il livello dei campionati in passato, tanto per citarne alcune. A Parma ho passato 3 anni molto belli e ho potuto vedere la passione che ogni singola persona della società, a partire da Bertolazzi, metteva, nonostante le difficoltà che c’erano negli ultimi anni. Come ho già detto quando una società chiude spiace sempre, ma per Parma mi spiace un po’ di più. Sicuramente i successi delle nazionali giovanili e la giusta “propaganda” porterebbero, sull’onda dell’entusiasmo, di riflesso un aiuto anche a livello di campionati nazionali.

– In conclusione, “si faccia una domanda e si dia una risposta” (come avrebbe detto Marzullo) o più semplicemente, cosa è che Ilaria Zanoni ha voglia di dire….

– Voglio portare lo scudetto, o guldet come dicono qui, a umeå. Dopo la prima stagione qui avevo dichiarato al giornale locale che era un unfinished business, e lo è tutt’ora, dopo l’ultima (un po’ sfortunata) finale. E’ il mio unico obiettivo, sarebbe un sogno. La squadra è buona, dobbiamo inserire le nuove giocatrici e recuperare qualche giocatrice da infortuni, ma sono sicura che non avremo problemi nel farlo. Sarà anche interessante vedere come andrà l’Eurocup. Non credo recupereremo tutte le infortunate in tempo ma vedremo. Sono fiduciosa e credo ci sarà da divertirsi..

Un saluto, Iaia!

 

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