Andrea Trinchieri, il visionario alla conquista dell’Europa

Andrea Trinchieri, il visionario alla conquista dell’Europa

L’allenatore italiano, alla guida di Bamberg, è pronto alla definitiva consacrazione tra i migliori del Continente.

Ci sono storie di vita e di pallacanestro che meritano di essere raccontate: quella di Andrea Trinchieri è sicuramente una di queste. Passione, intelligenza, cultura, amore per il gioco sono alcune caratteristiche che contraddistinguono l’allenatore italiano, pronto alla definitiva consacrazione come uno dei migliori allenatori del Vecchio Continente.

La stagione appena cominciata si prospetta per Bamberg come ricca di traguardi da raggiungere, con un gruppo di giocatori solidi confermati in Germania e alcuni innesti mirati per alzare il tasso di esperienza del roster. Perso Brad Wanamaker, volato al Darussafaka Dogus di David Blatt, che per stessa ammissione di Trinchieri “era un giocatore impossibile da trattenere, che sapevamo già che sarebbe andato via”, i tedeschi hanno deciso di puntare sulla voglia di continuare a essere competitivi ai massimi livelli di Fabien Causeur, che ha lasciato il Baskonia, e Vladimir Veremeenko, nell’ultima stagione in Italia con la maglia di Reggio Emilia. Proprio il francese avrà il compito di non fare rimpiangere Wanamaker, anche se si tratta di “un giocatore con caratteristiche completamente diverse rispetto a Brad, che può garantire esperienza, fisicità e leadership alla squadra” per ammissione del suo nuovo allenatore. In EuroLega il cammino sarà molto duro, ma con un gruppo di giocatori collaudato e un pubblico molto caldo e presente, possono arrivare tante soddisfazioni. E poi c’è lui, Andrea Trinchieri, vero e proprio valore aggiunto della squadra, capace con le sue idee di fare rendere al meglio i suoi giocatori.

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48 anni, milanese, dopo avere mosso i primi passi nelle minors lombarde e avere svolto il ruolo di assistente in prima squadra e in cui lavora con i giovani raggiungendo 5 finali nazionali, Trinchieri si stacca da Milano e comincia il suo viaggio per l’Italia. Prima in B, dove guida Soresina alla promozione in LegaDue, poi, sempre nella seconda serie guida Caserta e Veroli. Le sue qualità non passano inosservate, i suoi miglioramenti convincono Cantù a puntare su di lui come allenatore della prima squadra. E’ un’occasione davvero importante, allenare una società così storica, e Trinchieri non se la lascia scappare: per due anni consecutivi, nel 2009/10 e 2010/11 vince il premio di Allenatore dell’Anno in Serie A. A Cantù ottiene grandi risultati, permettendo alla squadra di qualificarsi per l’Eurolega, giocare la finale Scudetto e vincendo una Supercoppa nel 2012 battendo la Montepaschi Siena che in quegli anni era l’assoluta dominatrice del nostro campionato.

Per lui è giunto il momento di spiccare il volo, lasciare l’Italia e mettersi in gioco in un contesto europeo. Sfortunata la sua esperienza dal CT della Grecia, anche se alcuni giocatori come Spanoulis affermano che è un allenatore di grande qualità, a Kazan la squadra va a fasi alterne e dopo una sola stagione, lascia la Russia per accordarsi con il Brose Bamberg in Germania, una delle squadre più in crescita in Europa, con un progetto solido e vincente.

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L’impatto con la Bundesliga è devastante, Trinchieri continua a migliorare e a proporre un sistema di gioco molto efficace su entrambi i lati del campo, proponendo anche tre playmaker in campo nei momenti decisivi delle gare. E’ un rivoluzionario, le cose troppo semplici non fanno per lui: la vittoria di due campionati consecutivi è solo la logica conseguenza delle sue grandi abilità. La sua capacità migliore è quella di fare crescere i giocatori, portarli a un livello superiore, permettergli di diventare totali e capaci di fare tutto in campo. Con il gioco di Trinchieri non ci sono ruoli fissi, lo stesso Nicolò Melli, nella scorsa stagione, ha fatto grandi cose grazie alla fiducia che il suo allenatore ha riposto in lui.

Nella scorsa stagione in Europa, Trinchieri ha shockato il Continente con il suo gioco, visionario e realistico al tempo stesso, in anticipo rispetto ai tempi, tanto che il suo Bamberg è andato a un passo dall’accedere ai playoff, risultato impensabile all’inizio della stagione anche in considerazione della forza delle avversarie nel gruppo delle TOP 16. Questa deve essere la stagione della definitiva conferma e consacrazione: una bella sfida per l’allenatore italiano, pronto a raccoglierla e a stupire ancora.

Perché Andrea Trinchieri è uno dei migliori allenatori dell’intera Europa, l’EuroLega di quest’anno dovrà solo confermare le sue qualità: un artista della pallacanestro con la voglia di vincere e migliorare che lo rendono ancora più grande.

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