Bogdan’s way – L’inarrestabile ascesa di Bogdanovic

Bogdan’s way – L’inarrestabile ascesa di Bogdanovic

La guardia del Fenerbahce si sta dimostrando come uno dei migliori interpreti del suo ruolo: scopriamo come il suo impatto e il suo ruolo siano decisivi per le ambizioni dei turchi.

Parlare di Bogdan Bogdanovic significa parlare di un giocatore in grande ascesa nel panorama europeo.

La guardia serba del Fenerbahce si sta affermando come un giocatore indispensabile nello scacchiere tattico di Obradovic, un talento enorme che sta compiendo il processo di maturazione che lo porterà ad essere determinante e continuo anche ai massimi livelli. I Sacramento Kings studiano da tempo le sue prestazioni, desiderosi di portarlo in America il primo possibile: sull’argomento Bogdan ha sempre glissato, lasciando intendere che ogni discorso verrà rimandato a fine stagione.

Troppo importante che Bogdanovic rimanga concentrato sul Fenerbahce fino al termine dell’annata, il suo contributo sarà indispensabile per provare a vincere soprattutto quell’EuroLega tanto inseguita dai turchi – con tanti milioni investiti e una credibilità cresciuta solo nel corso degli anni – e mai arrivata fino a questo momento. La Final Four a Istanbul potrebbe rappresentare l’occasione giusta per permettere alla squadra di Obradovic di salire sul trono d’Europa.

Il serbo, cresciuto molto in personalità nel corso degli ultimi anni, sia sotto la gestione Obradovic sia con Djordjevic in Nazionale, sta dimostrando di essere una delle migliori combo-guard presenti nel Vecchio Continente. Non è un playmaker, ma Bogdan ama avere la palla in mano e le sue spiccate abilità di ball handling e di tecnica individuale gli permettono di essere molto pericoloso creandosi la conclusione direttamente dal palleggio.

Nella scorsa Final Four di Berlino, Bogdanovic è emerso come un giocatore chiave per il Fenerbahce: nella semifinale contro il Laboral Kutxa – che i turchi hanno riacciuffato grazie a un finale di tempi regolamentari importante da parte di Datome e Sloukas, gli altri due giocatori chiave della squadra – Bogdan ha preso possesso della partita. Le sue penetrazioni, i lay-up e i suoi tiri da fuori hanno letteralmente piegato la strenua resistenza degli avversari. Sornione per 40 minuti, il serbo è sembrato quasi un felino in attesa di ‘azzannare’ la sua preda e costringerla alla resa: la metafora con i grandi cacciatori della savana rende l’idea di come Bogdan sia una guardia letale per la sua capacità di prendere la squadra per mano. Perché proprio come gli animali cacciatori non falliscono mai il loro obiettivo, così lo stesso Bogdanovic si è dimostrato letale e infallibile.

E anche se nella finale contro il CSKA il suo rendimento è stato inferiore alle attese – e probabilmente una delle cause della sconfitta dei turchi – Bogdanovic non ha fatto mancare il suo apporto nell’overtime, trovando un paio di canestri dal coefficiente di difficoltà molto alto che avevano illuso il Fenerbahce di potere salire finalmente sul tetto d’Europa.

L’argento olimpico ottenuto con la sua Serbia in estate, risultando tra i protagonisti più brillanti nella squadra di Djordjevic, ha fatto compiere a Bogdan un ulteriore step in campo internazionale, che il classe ’92 ha messo in mostra fin dalle prime battute della nuova annata, facendo intuire come Obradovic non possa rinunciare in alcun modo e in alcuna circostanza al suo apporto.

C’è un dato, relativo a questa stagione, che fa capire l’importanza che Bogdan ha sulla sua squadra: nelle 17 gare di regular season in cui è sceso in campo, il record della sua squadra è di 12 vittorie e 5 sconfitte. Nelle restanti 13 – in cui il serbo è stato costretto a dare forfait a causa dei problemi fisici che lo stanno condizionando – il record crolla in maniera vertiginosa: 6 vittorie e 7 sconfitte, che rendono la squadra più debole a la metterebbero a rischio di playoff.

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C’è un elemento che colpisce nella crescita di Bogdan: la sua capacità di giocare sul dolore e di essere spesso decisivo per la sua squadra. Nella gara di stagione contro l’Efes, il serbo ha voluto “giocare il secondo tempo nonostante non si fosse mai allenato nei giorni precedenti a causa dell’infortunio che ancora lo teneva lontano dal campo”: parole e musica di Zeljko Obradovic, allenatore che ha avuto grandi meriti nella crescita del suo numero 13. Risultato in quella gara? Fener sconfitto, ma Bogdanovic autore di 16 punti in 18 minuti. Impressionante.

Ma è con l’inizio dei playoff che Bogdan ha deciso di compiere il definitivo salto di qualità per entrare nella ristrettissima élite dei fuoriclasse assoluti. La serie con il Panathinaikos – che in stagione ha reso OAKA un campo praticamente inviolabile – si presentava come una delle più intriganti in assoluto, con la necessità per il Fenerbahce di provare a vincere almeno una gara in trasferta per girare la serie a proprio favore. I recuperi di Sloukas e Datome hanno permesso a Obradovic di avere tutti i suoi elementi di maggiore qualità e con il killer instinct più spiccato a disposizione.

Dopo due gare combattute – nella prima rimonta da -14 dell’intervallo con una grande prova difensiva – Bogdanovic si è dimostrato una delle stelle più lucenti di EuroLeague Basketball. Due gare da autentico fuoriclasse, con una consapevolezza innata dei propri mezzi. Proprio come i grandissimi, Bogdan ha preso possesso della partita e della serie, trovando il canestro con grande regolarità e diventando un rebus irrisolvibile per la difesa di Pascual. Ma non solo punti, la sua maturazione si è vista nella sua capacità di coinvolgere i compagni e di fare tante piccole cose utili alla squadra per vincere.

I suoi numeri dopo le prime due partite sono strepitosi: 24.5 punti, 6.5 rimbalzi e 5 assist di media, tirando con il 70% da tre punti e senza nemmeno avere tirato un tiro libero. Devastante, questo è l’aggettivo giusto per definirlo: e se il Fenerbahce è la prima squadra nella storia a vincere due gare in trasferta nei playoff ad inizio serie il merito è soprattutto suo.

Perché la Final Four in casa è un’occasione troppo importante per non essere colta. E dopo la beffa dello scorso anno a Berlino, ora Bogdan sembra avere tutte le intenzioni di prendersi la rivincita, personale e di squadra. Perché la sua ascesa a livello europeo è inarrestabile, il leader del Fenerbahce è sempre più lui.

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