Broni, parla Zampieri: “Annata indimenticabile, in A1 per far bene!”

Le parole della capitana dell’Omc Broni Arianna Zampieri

Commenta per primo!

I sogni son desideri” cantava Cenerentola nel 1950, una favola che per la Pallacanestro Femminile Broni 93 è diventata realtà. Nata nel 1993 per mano di un gruppo di amici, dopo la scomparsa della Polisportiva Broni del 1973, la squadra di coach Sacchi è riuscita ad accedere, per la prima volta nella sua storia, al campionato di serie A1. Una promozione tanto sudata quanto meritata con una regular season di A2 più unica che rara: 37 vittorie su 37 partite giocate, con annessa la vittoria (sempre storica) della Coppa Italia di A2 e della Coppa Lombardia…un trionfo vero e proprio. I meriti di questa promozione si trovano sicuramente nella figura delle giocatrici, sempre pronte a dare il 100%, del coach, paziente e ligio, della società e dei suoi tifosi presenti in ogni luogo. Ma c’è qualcun altro. Fra le persone che hanno portato Broni all’apoteosi c’è sicuramente il suo carismatico capitano: Arianna Zampieri.

Una stagione da imbattute e una promozione in A1 meritata quanto desiderata…cosa pensi di questo assoluto successo?

Un’annata indimenticabile e irripetibile. Società, staff e squadra si sono impegnati duramente e, alla fine, l’obiettivo è stato raggiunto. Ovviamente senza mai dimenticare il nostro “sesto uomo”: i Vikings, i nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto in casa e in trasferta, decisamente fondamentali!

Quanti sacrifici per arrivare fin qui, soprattutto dopo il tuo infortunio avvenuto quasi 1 anno fa..

I sacrifici sono stati tantissimi ma alla fine sono stati ripagati in pieno, perché senza sacrifici, lavoro e passione non si ottiene proprio nulla.

Essere il Capitano dà grandi responsabilità, che voto ti dai e che cos’è per te Broni?

Sinceramente non riesco a darmi un voto, ma essere il capitano di una squadra che è riuscita ad arrivare a questo record mi rende assolutamente orgogliosa. Per me Broni significa tanto, sono legatissima alla maglia sin dalla prima stagione. Arrivata qui avevo già capito che sarebbe stato un legame importante per me.

Quanto è importante il gruppo e la sua armonia?

Sono sicuramente importanti, ma lo è ancora di più lavorare insieme per lo stesso obiettivo.

Com’è nata cestisticamente Arianna Zampieri?

In realtà è stato sempre lo sport di famiglia, ho provato altri sport da piccolina ma volevo sempre tornare al pallone a spicchi..

I tuoi obiettivi futuri e il tuo sogno nel cassetto?

Fare un buon campionato con Broni all’esordio nella massima serie è il prossimo obiettivo. Inoltre non sarebbe male finire la specialistica di Scienze Motorie che ho iniziato quest’anno all’Università di Pavia. Il mio sogno è vedere un concerto dei Coldplay, andare in Australia e in Nuova Zelanda..

Il tuo idolo del passato e del presente?

Non ho particolari idoli, se non l’ovvio Michael Jordan. Posso dire che il mio attuale idolo, vedendo la serie della finale scudetto, è Rimantas Kaukenas..semplicemente pazzesco!

Molte persone ritengono il basket femminile “un altro sport” o “uno sport inferiore”, cosa rispondi a chi la pensa così?

Purtroppo molti la pensano così. Le donne mettono lo stesso impegno degli uomini sul campo, fanno gli stessi sacrifici con la stessa passione stando ore ed ore in palestra. La federazione definisce “professionisti” solo i giocatori uomini partecipanti ai campionati nazionali ed esclude le donne. Mi chiedo, perché? E siamo nel 2016..

Caterina Caparello

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy