Così diversi, così simili: Milos, LeBron e il sapore della vittoria

Il play del CSKA e l’ala dei Cavs hanno concluso una stagione straordinaria con i successi nelle rispettive competizioni, grazie a prestazioni di livello.

Milos Teodosic e LeBron James, due giocatori molto diversi per caratteristiche e per modo di esprimersi sul parquet, ma con una cosa in comune. Quale? Semplice, avere raggiunto gli obiettivi prefissati all’inizio della stagione: l’Eurolega per il serbo e il titolo NBA per Lebron.

Due dei giocatori più criticati nella storia recente del gioco hanno potuto ottenere delle grandi soddisfazioni al termine di un’annata in cui hanno recitato il ruolo di grandi protagonisti, seppure ben assistiti dai compagni nei momenti decisivi della stagione. Si può parlare di rivincita dei ‘perdenti’, se così li vogliamo definiri: entrambi hanno colto meno successi di quanto il loro immenso talento gli avrebbe permesso, ma nel 2015/16 si soono dimostrati duri a livello mentale e capaci di salire in cattedra nei momenti importanti. Milos e LeBron, così diversi ma così simili: il sapore della vittoria deve essere stato ancora più buono rispetto ad un’occasione normale, perché arrivata in condizioni quasi inaspettate per l’evoluzione delle partite e delle serie decisive. I due grandi ‘perdenti’ di successo del basket mondiale sono riusciti a fare molto bene.

Forti sì, ma…

Da sempre accusati di mancare o sbagliare le scelte nei momenti decisivi, specie per quanto riguarda il serbo, mentre spesso l’americano viene accusato di avere grandi cifre perché non ha grande fiducia nei compagni e vuole dimostrare di essere in grado di vincere da solo. L’Eurolega di quest’anno ha dimostrato come Teodosic sia un giocatore più maturo rispetto al passato, inserito in un roster di alto livello in cui non deve essere la prima stella e quindi viene liberato da molte responsabilità. L’annata sotto la guida di Itoudis lo ha fatto diventare un giocatore migliore rispetto al passato, con un ruolo di grande importanza uscendo dalla panchina.
Dopo avere battuto la Lokomotiv Kuban nella semifinale della competizione, per Milos ed il CSKA è stato nuovamente tempo di rivedere i fantasmi nella finale contro il Fenerbahce, capace di rimontare dal -20 dell’intervallo per poi perdere ai supplementari, sotto i colpi di un Teodosic decisivo con 19 punti e ben assistito dai 22 di De Colo, assoluta stella del roster russo (la finale del trionfo nel video Eurolega).

LeBron James, nonostante una grande continuità di risultati anche personali, è stato spesso accusato di avere giocato sempre ad Est per potere raggiungere i playoff con maggiore facilità, dando così una minore rilevanza ai risultati ottenuti nel corso delle varie annate. La continuità di rendimento del ‘Prescelto’ non ha paragoni della Lega e permette alla sua squadra di esprimersi ad un livello molto interessante, perché lui riveste il ruolo di leader e sprona i compagni a migliorarsi continuamente ed in ogni occasione.
Dopo una cavalcata piuttosto agevole verso la Finale, LeBron ha voluto zittire critici ed haters con tre prestazioni leggendarie nelle partite decisive, regalando un sogno ad una città che da tempo lo aspettava ed ottenendo anche il terzo anello ed il terzo trofeo di MVP delle Finali, a testimonianza del grande impatto che ha sulla NBA non solo a livello di numeri ma anche per quanto riguarda la capacità di emergere nei momenti decisivi.

wixtainment.com Le lacrime di Lebron dopo avere conquistato il titolo giocando a un livello stellare

Questa volta hanno vinto, ma le sconfitte non mancano…

Tanti grandi giocatori hanno dovuto sentire questi discorsi riguardo al fallimento in certi appuntamenti in cui si contempla solo la vittoria. Sicuramente Teodosic e James non sono i primi esempi di questo tipo: c’è un detto che dice “vincere aiuta a vincere”, ma in qualche caso anche sconfitte dolorose e piuttosto inaspettate possono rappresentare un trampolino di lancio notevole anche a livello di motivazioni per spingere un grande giocatore a fare ancora di più in campo per avere successo.

Sette partecipazioni: questo è il numero di Final Four disputate da Milos Teodosic in carriera. Si tratta di un traguardo notevole per un giocatore di 29 anni, da quasi un decennio ai massimi livelli nella pallacanestro del Vecchio Continente. Sempre in lotta per i vertici, ha fallito l’appuntamento con la gloria fino alla settima apparizione sia per colpa sua, mancato nei momenti decisivi delle partite più importanti, sia perché le sue squadre, dotate di grande talento, hanno sempre sbagliato qualcosa.
Spesso bersagliato dalle critiche per i suoi insuccessi, Teodosic sembra quasi patire i commenti degli altri nell’avvicinamento alle Final Four di ogni anno, consapevole dell’importanza dell’evento per la sua carriera. A Berlino, quest’anno, è sembrato più teso e concentrato del solito, grazie a compagni di alto livello che lo hanno supportato. Nei primi 35 minuti della finale contro il Fenerbahce è stato quasi perfetto, prima di calare venendo salvato da Khryapa prima e De Colo poi: la sua prima Eurolega ha sicuramente un sapore particolare e mette a tacere chi lo etichetta come un ‘perdente’.

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Sette sono anche le NBA Finals disputate da LeBron James, con tre successi ottenuti: la sua presenza è una costante a partire dalla stagione 2010/11, nel primo anno con la maglia di Miami. I grandi traguardi personali e di squadra dimostrano la sua capacità di rimanere ad altissimi livelli per oltre un decennio, trovando accanto a sè compagni molto affidabili ma recitando spesso il ruolo di prima stella assoluta. La sua attitudine alla vittoria emerge al termine della sconfitta contro Dallas nelle Finals del 2011, quando si rende conto di avere fallito e viene criticato a lungo e definito un ‘perdente’.
Dall’annata successiva sembra un uomo in missione: è troppo importante vincere un anello per sbloccarsi anche mentalmente e dimostrare al mondo che non è solo una macchina da statistiche ma anche un fattore importante in squadre ricche di talento e campioni. Miami vince due titoli consecutivi, grazie all’apporto di Wade e Bosh che risultano fondamentali nell’assistere Lebron nella sua impresa: le sconfitte contro San Antonio e Golden State, quest’ultima nel suo secondo atto a Cleveland, vengono accettate perché comunque James ha dimostrato quanto vale. Le NBA Finals di questa stagione rimarranno nella storia: per la prima volta una squadra in svantaggio per 3-1 è riuscita a ribaltare la situazione, trascinata dal carisma di un giocatore unico che ha deciso come il titolo dovesse finire nell’Ohio. Le sue prestazioni, coadiuvate da quelle di un Irving molto prezioso, rimarranno ‘for the ages‘, scolpite nella memoria di una città e di una franchigia che hanno toccato il vertice a livello cestistico proprio in queste giornate (video trionfo canale Youtube NBA Highlights).

Haters gonna hate, ma…

Certamente non saranno queste vittorie a livello personale e di squadra a fare cambiare idea ai detrattori, pronti a criticare nuovamente Milos e Lebron al prossimo momento di difficoltà o alla prossima sconfitta che accuseranno. Quello che si può dire è che si tratta di due giocatori che divideranno sempre il pubblico, perché non c’è una possibilità intermedia tra amore e odio per atleti di questo calibro.

Non va dimenticato anche come il talento vada sempre apprezzato, perché le giocarìte dei grandi giocatori possono regalare spesso grandi emozioni e suscitare qualche sentimento particolare negli spettatori, ma indipendentemente da quello che si può pensare, Teodosic e LeBron hanno scritto pagine indelebili della storia di questo sport e sono pronti a non fermarsi ora che si stanno gustando il sapore dolce della vittoria.

L’Eurolega ed il titolo NBA rappresentano la massima aspirazione che un ragazzo possa avere quando inizia ad avvicinarsi alla pallacanestro: questi due giocatori hanno dimostrato che niente è impossibile e che spesso le imprese che possono sembrare più difficili o che si complicano nel divenire sono le più belle.

Lunga vita a Milos e LeBron quindi, con loro in campo si può stare certi che emozioni e spettacolo non mancheranno di certo.

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