David Blatt, l’amante delle sfide difficili alla prova del Darussafaka

David Blatt, l’amante delle sfide difficili alla prova del Darussafaka

Dopo l’esperienza conclusa ai Cleveland Cavs nel corso di questa stagione, Blatt ha fatto ritorno in Europa alla guida di un progetto complesso.

Non è un uomo banale David Blatt, affascinato dalle sfide, specie se difficili, e pronto sempre a rimettersi in gioco alla ricerca di qualcosa di nuovo e diverso rispetto al passato. La sua firma con il Darussafaka Dogus rispecchia pienamente il suo modo di fare: una squadra di livello, pronta ad investimenti importanti ma senza avere recitato mai un ruolo da protagonista in campo europeo. La partecipazione di quest’anno all’Eurolega, la prima nella storia del Darussafaka rappresenta un punto di partenza da cui partire, ma è solo grazie ad una wild card se i turchi potranno riaffacciarsi alla competizione nella prossima annata, con ambizioni molto importanti.

Una carriera da giocatore spesa interamente con maglie di squadre israeliane è il preludio all’inizio di una nuova avventura: quella di allenatore. Gli anni da giocatore a Princeton all’Università (dal 1977 al 1981) lo mettono in luce come buon atleta, ma saranno utili soprattuto dal momento in cui si siederà in panchina: il suo schema più utilizzato in attacco è il ‘Princeton offense’, che mira a coinvolgere tutti i giocatori in campo con una serie di passaggi e movimenti continui. La sua prima grande esperienza è da allenatore del Maccabi Tel Aviv: dopo anni in squadre meno importanti, Blatt ha l’occasione di potere allenare la squadra più rappresentativa del paese.

Dal 2001 al 2003 (dopo due anni da vice di Gershon) riesce a trionfare per due volte sia in Campionato sia in Coppa di Israele, fallendo però l’assalto all’Eurolega. Con il ritorno in panchina di Gershon nella stagione 2003/04, Blatt rimane come vice del Maccabi e riesce a conquistare l’Eurolega, battendo in finale la Fortitudo Bologna. I tempi sono maturi: Blatt si sente pronto ad affrontare nuove sfide autonomamente e decide di uscire da Israele, firmando con la Dinamo San Pietroburgo in Russia, una squadra di medio-alto livello ma inferiore alle corazzate presenti in campionato. La stagione si chiude con un trionfo, perché la squadra vince la FIBA Europe League: a fine anno, l’allenatore classe 1959 lascia la Dinamo per approdare in Italia, a Treviso, in una squadra che può vantare un mix di giovani di belle speranze (Bargnani su tutti) e giocatori più esperti, anche se ai nastri di partenza non viene considerata come una delle favorite per i successi.

I suoi due anni a Treviso vengono ricordati come tra i più belli della storia recente del club veneto, con Blatt capace di vincere gli scetticismi in partenza e creare delle squadre molto solide e competitive. Nella prima stagione, dopo avere perso la Supercoppa Italiana contro la Fortitudo Campione d’Italia ed essersi arreso in semifinale di Coppa Italia, la squadra si presenta ai playoff in maniera autoritaria. Dopo avere eliminato Roma in semifinale, la Benetton affronta la Fortitudo in finale: Blatt prepara al meglio le gare ed ottiene un netto successo per 3-1 nella serie, facendo esplodere la gioia dei veneti per lo Scudetto conquistato.

L’annata 2006/07 vede l’addio di molti pezzi pregiati (lasciano Siskauskas, Nicholas, Bargnani e il GM Gherardini), sostituiti da giocatori in rampa di lancio. La stagione si rivela essere molto tormentata anche per lo scoppio del ‘caso Lorbek’ relativo al diciannovesimo tesseramento stagionale, con conseguente penalizzazione in classifica. Nonostante questo, Blatt riesce a portare in Ghirada la Coppa Italia, prima di lasciare al termine della stagione, consapevole del nuovo ridimensionamento che sarebbe stato messo in atto.

Dal 2006, l’allenatore americano guida anche la Nazionale russa, che lascerà dopo le Olimpiadi di Londra del 2012: si tratta di un’altra sfida interessante in quanto la squadra non è ritenuta tra le migliori del continente, pur essendo competitiva. Alla prima occasione disponibile, gli Europei del 2007, Blatt compie un vero e proprio miracolo: la Russia conquista l’edizione grazie ad un quasi buzzer beater di JR Holden in finale contro la Spagna. Altre due medaglie verranno conquistate con l’allenatore alla guida della squadra: un bronzo agli Europei del 2011 e un altro alle Olimpiadi del 2012.

Dopo una serie di esperienze piuttosto deludenti alla guida di Efes Pilsen, Dinamo Mosca e Aris Salonicco, Blatt fa ritorno al Maccabi Tel Aviv, chiudendo così un ciclo che lo ha visto per molti anni in giro per l’Europa: dal 2010 al 2014 sulla panchina della squadra, conquista 3 Campionati, 4 Coppe israeliane e 1 Lega Adriatica. Nella stagione 2013/14, con un roster costruito con investimenti minori rispetto agli anni passati, il Maccabi si presenta ai nastri di partenza dell’Eurolega come una possibile outsider. Dopo un percorso piuttosto convincente, la sfida ai quarti di finale contro l’Olimpia Milano è la svolta della stagione: in gara 1, sotto anche in doppia cifra per lunghi tratti della gara, la squadra è in grado di recuperare negli ultimi due minuti e vincere ai supplementari. Si tratta di uno shock psicologico impossibile da superare per Milano in breve tempo: la serie termina 3-1 per gli israeliani, che a sorpresa si qualificano per le Final Four, in programma proprio al Forum di Assago. Nella semifinale contro il CSKA Mosca guidato da Ettore Messina sembra di avere un deja-vu: il Maccabi va sotto a lungo, senza mai essere realmente a contatto, prima dello show di Tyrese Rice negli ultimi minuti della partita, che regala la finale (video Eurolega).

L’ultimo atto vede la squadra di Blatt contrapposta al Real Madrid, che ha rullato il Barcellona nel ‘Clasico’ valevole come altra semifinale. Il pronostico sembra pendere dalla parte dei blancos, che infatti impongono il proprio ritmo fin da subito, senza però riuscire a distanziare in maniera netta il Maccabi. Nei minuti finali Blatt compie un altro capolavoro, grazie ad una serie di difese miste che mandano in tilt l’attacco avversaerio, forzando il supplementare. E’ ancora una volta Tyrese Rice, vero protagonista della tre giorni milanese ed MVP delle Final Four, a prendere per mano la squadra, conducendola ad un successo insperato ad inizio stagione e clamoroso nelle proporzioni: Blatt entra ufficialmente nel novero ristretto dei grandissimi, capace di portare una squadra media ad un trionfo incredibile (video Eurolega).

Blatt si sente pronto al grande salto: la NBA lo chiama e lui decide di accettare la proposta dei Cleveland Cavaliers, con la possibilità di allenare Lebron James. Il rapporto tra i due non decolla praticamente mai e, dopo una prima stagione di convivenza quasi forzata e culminata con la sconfitta per 4-2 alle Finals contro Golden State, il 22 gennaio 2016, a metà di questa stagione Lebron fa valere il suo peso. David Blatt è costretto a lasciare l’incarico, esonerato dalla società e rimpiazzato da Tyronn Lue.

Dopo questi mesi in cui è stato fermo, dunque, si prospetta una nuova opportunità e una nuova sfida per l’uomo delle sfide difficili: portare il Darussafaka tra le grandi d’Europa. Con David Blatt in panchina, tutto è possibile.

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