Dimitri Sousa, dal Brasile al college americano, passando per l’Italia

Dimitri Sousa, dal Brasile al college americano, passando per l’Italia

Il giovane talento brasiliano, con formazione italiana, si racconta a Basketinside al termine della sua esperienza collegiale negli Stati Uniti ed alle porte della sua prima stagione da professionista.

di La Redazione

Dimitri Sousa è nato a San Paolo, in Brasile, il 15/11/1994. Nonostante la giovane età ha già un notevole bagaglio di esperienza vissuta a livello cestistico, avendo giocato in Brasile, Italia e Stati Uniti. Il percorso di Sousa è quello di un vero giovane globetrotter della pallacanestro che a soli 23 anni adesso si approccia al mondo del professionismo, con alle spalle già una partecipazione al Nike International Junior Tournament dell’Eurolega con Siena, l’Adidas Nations Camp e la chiamata dalla nazionale giovanile brasiliana. Dimitri però, nelle cui vene scorre sangue Brasiliano da parte di padre e Greco da parte di madre, deve molto della sua crescita umana e cestistica anche all’Italia. Infatti, è stato in Italia dal 2008 al 2013, completando l’intero percorso giovanile nel nostro paese, tanto da acquisire la formazione italiana, districandosi tra Basket Teramo e Monte Paschi Siena. Dopo aver lasciato l’Italia è partito alla volta degli Stati Uniti, per iniziare un nuovo percorso, quello del basket collegiale, distinguendosi al college di Uva-Wise nella NCAA II. Dimitri adesso è un giocatore formato, che non ha mai dimenticato gli anni trascorsi in Italia, così come l’ottimo italiano che ancora parla.

Dimitri, come giocatore che ha già disputato campionati in tre diversi paesi (Brasile, Italia e Stati Uniti), raccontaci delle tue impressioni per ognuna delle tue esperienze, quelle che per te sono le differenze tra leghe, continenti e come è stato per te adattarsi a tre situazioni diverse tra di loro.

 Sono stato molto fortunato ad avere l’opportunità di giocare in tre continenti diversi tra di loro, ogni esperienza mi ha arricchito e reso migliore. Così come nel calcio, il basket brasiliano è  conosciuto per la fantasia ed una propensione alla fase offensiva. Il basket italiano, invece,  è molto più rifinito e tecnico. In America hanno semplicemente i migliori atleti del mondo, quindi non importa tanto contro chi si gioca, perché sarà sempre una partita fisicamente dura.  Il Brasile  è il mio paese d’origine ed  è lì che ho iniziato a giocare, seguendo le orme di mio padre e di mio fratello. Mi sono affermato come uno dei talenti più giovani ed interessanti della scuola brasiliana per la mia annata (1994, ndr), tanto da partecipare a diversi raduni con la nazionale giovanile, così come all’Adidas Nations Camp, e ricevendo così subito interesse dall’Europa, soprattutto dalla Grecia e dall’Italia. A 14 anni ho deciso di iniziare un nuovo percorso nel vecchio continente, in Italia, arrivando al Teramo Basket, l’organizzazione che più di tutte aveva deciso di investire su di me. Ho svolto l’intero settore giovanile in Italia prima di ottenere una borsa di studio in America per continuare i miei studi ed il mio percorso di crescita come giocatore di basket.

Spostando l’attenzione sull’Italia, sei arrivato a Teramo nel 2008 dal Brasile, restando nel nostro paese fino al 2013. Come è stato il percorso di adattamento in Italia, sia dentro che fuori dal campo? A Teramo sei cresciuto come giocatore, passando poi alla MontePaschi Siena, dove aggregato alla prima squadra hai potuto esultare per il titolo del 2013, così come disputare il Nike International Junior Euroleague Tournament nel 2011.

Lasciare la mia casa e la mia famiglia in Brasile a soli 14 anni è stata sicuramente una decisione sofferta, ma Teramo rappresentava perfettamente quello di cui avevo bisogno per inseguire i miei obiettivi e la mia passione. I tre anni lì sono stati semplicemente meravigliosi. Andare a Siena poi è stata la mia più grande sfida, visto che mi approcciavo ad uno dei migliori programmi giovanili in Europa, con un livello di competizione molto elevato. Respirare un ambiente vincente e potermi confrontare ogni giorno in allenamento con giocatori quali Daniel Hackett, Matt Janning e David Moss mi ha insegnato tanto. Disputare il Nike International Junior Euroleague Tournament con Siena nel 2011 è stata un’esperienza grandiosa, arrivammo secondi in un torneo che presentava alcuni tra i migliori talenti in Europa. Non dimenticherò mai la vittoria contro Zagabria che schierava nel roster Mario Hezonja e Dario Saric. L’Italia mi ha dato tanto, è grazie alla mia esperienza giovanile nel vostro paese che ho appreso e perfezionato l’uso dei fondamentali e l’attenzione ai dettagli nel gioco.

La tua carriera collegiale si è conclusa dopo aver disputato tre stagioni ad Uva-Wise, college di seconda divisione NCAA che milita nella MEC Conference. Sfortunatamente, questa annata si è conclusa prima del previsto a causa di un infortunio alla mano. Saranno sicuramente tante le emozioni e la crescita che ti ha dato il basket collegiale americano.

Dopo aver deciso di lasciare l’Italia nel 2013 per inseguire il mio sogno negli Stati Uniti ho valutato quella che potesse essere per me la destinazione migliore ed ho trovato il posto ideale in UVa-Wise (University of Virginia’s College at Wise, ndr). Le parole non possono descrivere quanto sia stato fortunato ad avere avuto la possibilità di fare questa esperienza e portare a termine un percorso. Ho avuto momenti positivi, tra i quali sicuramente quello di essermi cimentato in una Conference che è tra le migliori della NCAA II, riuscendo a raggiungere le Final Four per due stagioni consecutive e guidando la mia squadra nelle stagioni da Sophomore e Junior; ma anche momenti difficili, non ultimo la rottura del dito questa stagione da Senior che mi ha spinto in maniera precauzionale a decidere di non rientrare in campo, dandomi comunque la possibilità di lavorare ancora di più sul mio gioco.

Chi è Dimitri Sousa adesso? Che tipo di giocatore dobbiamo aspettarci per la prossima stagione, che sarà la tua prima da professionista?

Vado via dagli Stati Uniti come un uomo maturo, ho avuto modo di crescere tanto come giocatore e come persona, formandomi da solo in un paese nuovo  e dovendo iniziare tutto dall’inizio ancora una volta. Sono una persona che non lascia nulla al caso e vive con lo scopo di migliorarsi giorno dopo giorno. In campo sono un giocatore versatile che può dare il suo contributo in diversi aspetti del gioco. Una guardia fisica che può segnare in modi diversi e difendere su più posizioni. Mi avvicino alla mia prima esperienza da professionista con un bagaglio importante alle spalle e la mia solita grande passione. Sarò sicuramente pronto per qualsiasi sia la mia nuova destinazione.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy