[ESCLUSIVA] Amedeo Della Valle: “Con lo Zenit sarà una battaglia. Pianigiani? Mi ha aiutato molto”

[ESCLUSIVA] Amedeo Della Valle: “Con lo Zenit sarà una battaglia. Pianigiani? Mi ha aiutato molto”

Il giocatore di Reggio Emilia si è raccontato ai nostri microfoni, in vista della sfida allo Zenit San Pietroburgo.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Brillante protagonista in questa stagione con la maglia della Grissin Bon Reggio Emilia, Amedeo Della Valle è uno dei giocatori più attesi nella sfida con lo Zenit San Pietroburgo, valida per i quarti di finale di EuroCup. Un avversario ostico, la squadra russa, che ha in Karasev e Kuric due dei migliori realizzatori della competizione: una classifica, quella dei marcatori, guidata dal numero 8 della squadra di Menetti. Della Valle ha parlato ai nostri microfoni del percorso in Italia ed Europa della sua squadra e di Nazionale, in cui ha avuto un ruolo determinante nei successi colti dalla squadra di Sacchetti fino a questo momento.

Buongiorno Amedeo, che partite vi aspettate contro lo Zenit? E quanto può incidere il fattore campo a questi livelli?

“Ci aspettiamo sicuramente una battaglia, non so quanto potrà incidere il fattore campo ma noi faremo di tutto per difenderlo perché sappiamo quanto sia difficile andare a vincere in Russia. Loro sono uno dei primi attacchi, se non il primo, dell’EuroCup e sono una squadra a cui piace giocare e tirare nei primi secondi dell’azione. Credo che la chiave sarà limitare il loro attacco, cercare di giocare una partita a un punteggio non troppo alto, perché giocare a 90-100 punti potrebbe favorire loro”.

Rimanendo su temi attuali: si sente un leader della Nazionale? Queste finestre per le qualificazioni possono essere una vetrina per i giocatori?

“Sicuramente sono un’occasione per mettersi in mostra, l’ambiente comunque è caldo e il pubblico ha risposto molto bene fino a questo momento: in particolare a Treviso abbiamo trovato un grande ambiente. Per quanto riguarda la leadership, credo che più che essere un leader sento la fiducia che mi dà l’allenatore, che mi permette di esprimere la mia pallacanestro, il mio modo di giocare”.

Pianigiani, Messina e Sacchetti sono stati i tre allenatori che ha avuto in Nazionale: quali sono le differenze e i punti di contatto tra loro?

“La prima esperienza l’ho avuta con Pianigiani, che mi ha dato una grossa mano. Ero un ragazzo e giocavo al college, lui mi ha fatto sentire importante, dandomi responsabilità e facendomi anche partire in quintetto in determinate occasioni. La sua pallacanestro la conosciamo, credo che adesso a Milano non riesca a esprimere il suo gioco come vorrebbe. Messina è un allenatore molto tattico, preciso, ha sempre avuto quel modo di allenare sia quando ha vinto sia quando non ha vinto, anche con la Nazionale. Sacchetti invece è molto diverso, lascia grande responsabilità ai giocatori, preferisce vedere un errore in più ma dopo una scelta presa con responsabilità”.

Come si preparano le partite di qualificazione ai Mondiali? Questa Nazionale, senza i giocatori NBA e di EuroLega (Milano ha concesso all’Italia Pascolo e Abass, ndr) è un gruppo molto nuovo.

“Non è facile lavorare bene in così poco tempo per preparare le gare. Serve la massima collaborazione da parte di tutti per potere raggiungere gli obiettivi che si prefissano”.

Facendo un salto nel passato, la sua esperienza americana è stata una scelta voluta o un’occasione che è capitata?

“Sicuramente un’esperienza che volevo fare, quando ero in Italia avevo ricevuto alcune offerte da college non di prima fascia, così ho deciso di fare un anno all’high school che mi ha aperto diverse strade: la scelta è poi ricaduta su Ohio State, una squadra forte e di alto livello, in cui mi sono messo alla prova anche perché giocava una pallacanestro molto diversa dalla mia. Ho voluto fare questa scelta difficile per me anche per misurarmi e crescere”.

Amedeo, cosa le ha lasciato l’esperienza in America, oltre alla pallacanestro? Dopo di lei, Mussini e altri sono andati in America: le hanno chiesto consigli?

“Mi ha lasciato un sacco di amicizie, è bello avere la possibilità di mantenere i contatti con altri ragazzi che ho conosciuto in quegli anni. Sicuramente costruire i rapporti è stato molto importante per me. Mussini prima di andare in America mi aveva chiesto informazioni e anche altri ragazzi lo avevano fatto”.

Tornando a Reggio Emilia, in campionato una partenza difficile prima di una risalita che vi ha portato nel gruppo delle squadre che si giocano l’accesso ai playoff. Quanto hanno influito sulla vostra inversione di marcia le scelte della società di puntare su giocatori esperti nel corso della stagione, penso a Wright e White?

“Obiettivamente il mercato di riparazione della società ci ha dato fiducia, sono arrivati giocatori di esperienza che ci hanno dato una mano. Abbiamo avuto una partenza non bella ma ora ci siamo ripresi, non abbiamo ancora raggiunto i playoff e nell’ultima gara di campionato abbiamo perso una partita importante contro Trento. Non so se riusciremo a raggiungere i playoff, però vogliamo fare il massimo da qui alla fine della stagione per centrare questo obiettivo”.

Quanto è stato importante per voi tornare a giocare una competizione europea in questa stagione?

“Tantissimo, soprattutto perché giocando anche durante la settimana nel periodo iniziale avevamo la possibilità di smaltire, in EuroCup, la rabbia e la delusione per la brutta partenza che abbiamo avuto in campionato e potevamo anche dimenticare in fretta le sconfitte subite”.

In un’intervista ha dichiarato che lo scorso anno, senza le coppe, ha potuto lavorare sul suo fisico. Quanto è stato importante quel lavoro?

“La scorsa non è stata un’annata facile per me perché ho avuto un infortunio alla schiena che mi ha costretto a fermarmi, poi nella seconda parte di stagione abbiamo cominciato a perdere alcune partite ed è stato tutto più complesso”.

Parlando con Pittis, lui crede che le due esclusioni dalla Nazionale abbiano fortificato Della Valle. E’ della stessa idea?

“Sicuramente è stata una bella botta essere escluso dalla Nazionale, però mi ha dato nuovi stimoli per crescere e migliorarmi. Quindi credo che quanto detto da Pittis sia condivisibile”.

Amedeo, da giocatore cosa pensa della riforma del 5+5 o 6+6 proposta dalla Federazione?

“Non sto seguendo molto di questa cosa a dire la verità, ma a parte tutto credo che il 6+6 possa essere una cosa buona perché permetterà agli italiani di giocare di più e trovare maggiore spazio in campo”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy