[ESCLUSIVA] Ariel Filloy: “Rich è una certezza per noi. Avellino? Una scelta soddisfacente”

[ESCLUSIVA] Ariel Filloy: “Rich è una certezza per noi. Avellino? Una scelta soddisfacente”

Il playmaker della Sidigas Avellino, tra i protagonisti del grande avvio della squadra di Sacripanti, si è raccontato ai nostri microfoni.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Il suo trasferimento estivo da Venezia, squadra con cui ha vinto lo Scudetto, ad Avellino è stato uno dei più interessanti dell’estate: grande protagonista nella partenza stagionale da record della Sidigas, Ariel Filloy è da subito diventato una pedina importante nello scacchiere di Sacripanti. La sua esperienza e la sua leadership nei momenti decisivi sono qualità che lo rendono uno dei fattori di questa prima parte di stagione. Filloy si è raccontato ai nostri microfoni, facendo un punto sulla prima parte di stagione a livello personale e di squadra, sugli obiettivi da raggiungere da qui a fine anno e sul piacere di giocare in Nazionale.

Filloy, partiamo dall’attualità: record di punti e vittorie nel girone di andata, primo posto in classifica. Quali sono gli ingredienti della grande stagione di Avellino?

“La società ha fatto sicuramente una squadra molto competitiva, scegliendo giocatori esperti e di talento e proseguendo sulla linea della continuità di lavoro che negli ultimi anni è stata molto buona. Non ci saremmo aspettati di essere primi nel girone di andata, ma personalmente credevo e speravo che saremmo stati nei primi posti della classifica: siamo contenti della nostra stagione e dei nostri risultati, ma al tempo stesso abbiamo la consapevolezza di dovere continuare su questa strada perché non abbiamo ancora fatto nulla. A tutti piace vincere, ma manca ancora tanto al raggiungimento degli obiettivi: il prossimo mese abbiamo la Coppa Italia, il primo trofeo che possiamo conquistare e vogliamo farci trovare pronti all’appuntamento”.

Molto bene in campionato, mentre in Europa il cammino è stato più complesso, con un paio di partite perse per dettagli. Cosa pensa dell’andamento europeo?

“Credo che in Europa siamo messi bene, siamo ancora pienamente in corsa. In Champions League siamo stati più discontinui rispetto che in Italia, abbiamo abvuto qualche problema fisico come quello di Fesenko o di Bruno (Fitipaldo, ndr)  che hanno ridotto le rotazioni. Siamo comunque in corsa e vogliamo qualificarci per la fase successiva, vincendo le prossime partite”.

A proposito di Fitipaldo, qual è il suo rapporto con lui? In estate in alcune interviste entrambi avevate detto di essere complementari e pronti a dividervi la regia, alternandovi o in contemporanea.

“Con Bruno ho un rapporto molto buono, passiamo tanto tempo insieme: lui è una persona molto tranquilla e sono felice del nostro rapporto. Spesso ci alterniamo nei momenti della partita e i risultati della squadra testimoniano il buon lavoro che tutti stiamo facendo”.

In estate il passaggio da Venezia ad Avellino. Crede che ci siano delle somiglianze tra le due realtà, entrambe in crescita e ai vertici della pallacanestro italiana negli ultimi anni?

“Avellino e Venezia sono due realtà molto sane della pallacanestro italiana che puntano a fare bene in Italia e in Europa, sono anni che le due società costruiscono squadre importanti con l’ambizione di crescere e migliorare sempre. Gli obiettivi di entrambe sono sempre gli stessi e importanti, lo scorso anno a Venezia abbiamo vinto lo Scudetto e spero di riuscirci anche con la maglia di Avellino”.

A livello personale, quali sono le sue sensazioni su questi primi mesi ad Avellino?

“Sono molto contento della mia scelta, mi piace la situazione che si è creata, come stiamo andando: vincendo le cose sono più semplici ma in assoluto mi trovo bene e cerco di non essere euforico per il momento che stiamo attraversando. Come ho detto, manca ancora la parte più importante: ora che si entra nel vivo della stagione vogliamo farci trovare pronti per gli appuntamenti che ci attendono. La Final Eight di Coppa Italia, ma anche il percorso in Europa e in Serie A, essere nelle migliori condizioni possibili da qui a fine stagione”.

Quanto è importante per la squadra avere un giocatore come Jason Rich? Quanto vi facilita il gioco?

“Rich è un grandissimo giocatore e sta disputando una stagione eccellente, in tutte le partite: ci facilita tantissimo il gioco perché oltre ai punti che segna in attacco anche in difesa si fa sentire. E’ uno dei leader della squadra, un riferimento per noi, non si nasconde mai e si prende tante responsabilità nei momenti decisivi delle partite, per noi è una certezza”.

Capitolo Nazionale: cosa ha significato per lei disputare l’Europeo con l’Italia? Le ha dato ancora maggiore consapevolezza dei suoi mezzi?

“In Nazionale si era creato un gruppo di giocatori importante nel corso degli anni, io sinceramente non mi aspettavo di avere la possibilità a 30 anni di disputare una competizione importante come EuroBasket anche se nel corso delle stagioni ho sempre lavorato duro per migliorarmi e crescere. Sono stato contento dell’esperienza e di come siano andate le cose nel corso del torneo”.

Cosa pensa del calendario con le finestre per le Nazionali nel corso della stagione?

“E’ diverso rispetto a prima, non so se sia più o meno buono. Credo che lo spettacolo nel complesso sia un po’ penalizzato dalla mancanza dei giocatori NBA e di EuroLega ma al tempo stesso offre la possibilità ad altri ragazzi di vestire la maglia della Nazionale, è una vetrina importante per i giocatori. La convocazione in Nazionale è un premio, io la penso così: a prescindere dal livello dei giocatori, essere chiamati per rappresentare la propria Nazionale credo sia un grande motivo di orgoglio”.

Nel corso della finestra di novembre ha avuto modo di lavorare con Meo Sacchetti, coach della Nazionale, che ritroverà da avversario nei quarti di Coppa Italia alla guida di Cremona. Quali sono le sue impressioni sul CT?

“E’ una persona molto positiva, abbiamo trascorso poco tempo insieme ma ho capito che è un uomo che dice le cose che pensa. Tecnicamente è stato un  grande giocatore ed è un grande allenatore, non sta a me dirlo. Cremona è una delle squadre che ci ha battuto nel girone di andata, la partita secca è sempre imprevedibile e aperta a qualsiasi risultato, dipende da tante cose: lo stato di forma, il momento, le condizioni. Sicuramente è molto diverso da una serie di playoff in cui le squadre più lunghe possono essere avvantaggiate”.

Ariel, in stagione è stato protagonista di alcuni canestri quasi impossibili, come al Forum contro Milano. E’ questione di allenamento, talento o fortuna? 

“Allenarsi ci si può allenare sempre, tirare più volte al giorno da metà campo permette di migliorarsi di più che tirare qualche volta all’anno. Però quei tiri li fai nel momento della partita, in determinate condizioni, non si possono allenare più di tanto, sono canestri che possono succedere. Contro Milano, mentre stavo correndo ho capito che la palla sarebbe potuta arrivare a me, ero un po’ interno e quindi dovevo fare un passo verso l’esterno. Poi l’ho segnato quindi ne stiamo parlando, ma avrei potuto anche sbagliarlo”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy