ESCLUSIVA BasketInside, a tu per tu con Kyle Hines. “Pronto per la mia terza Eurolega. Italia? Che ricordi…”

ESCLUSIVA BasketInside, a tu per tu con Kyle Hines. “Pronto per la mia terza Eurolega. Italia? Che ricordi…”

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A una decina di giorni dalle Final Four di Eurolega di Madrid, abbiamo incontrato per voi uno che conosce bene queste giornate ed ancor di più il sapore della vittoria che ne scaturisce al termine: stiamo parlando di Kyle Hines, lungo del CSKA Mosca, che nella sua carriera ha già vinto due volte questa competizione, con la maglia dell’Olympiacos. Ed ora è pronto a prendersi il suo terzo successo personale, partendo dalla semifinale che il “suo” CSKA giocherà proprio contro il “suo” ex Olympiacos. Dagli esordi a Veroli fino all’NBA, passando per Spanoulis, Teodosic e Kirilenko: ecco le parole di Hines, in ESCLUSIVA per noi di BasketInside.
1. Il CSKA sta giocando alla grande ed avete un squadra ultra-competitiva: pensi sia possibile centrare sia VTB League che Eurolega?

Il nostro principale obiettivo di tutta la stagione è quello di migliorarci ogni singolo giorno, che sia un allenamento o una partita, ed anche a prescindere dall’avversario o dalla competizione. Cerchiamo di avere sempre la stessa mentalità, una mentalità vincente: una volta che siamo in grado di averla, allora possiamo essere davvero pronti per vincere entrambe le competizioni.

2. Stai giocando con Teodosic che probabilmente è al top della sua carriera, mentre in passato hai avuto modo di giocare con Spanoulis: chi ti ha colpito maggiormente e chi è o è stato più “funzionale” per te?

Sicuramente sono stato molto fortunato ad aver avuto l’occasione di giocare con due stelle così: Milos sta vivendo una stagione fantastica ed ha un talento naturale incredibile; Spanoulis invece gioca con grande intelligenza e grande determinazione. In realtà non saprei chi scegliere, hanno caratteristiche diverse, ma entrambi col loro modo di giocare ed il loro talento ha reso tutto “un po’ più facile” per me.

3. Hai vinto 2 volte l’Eurolega con l’Olympiacos quando le favorite erano CSKA e Real Madrid: quest’anno che è proprio il CSKA la favorita sentite una pressione maggiore o una spinta a fare ancora meglio?

Penso sia solamente una motivazione in più per fare bene. Quest’anno siamo stati considerati i favoriti praticamente in ognuna delle partite che abbiamo giocato: questo spingeva i nostri avversari oltre il 100%, dando tutto il massimo ed anche di più, ma allo stesso tempo aiutava anche noi stessi a rimanere concentrati sempre sulle partite, con il giusto approccio e la giusta mentalità.

4. Molti dicono chel’arrivo Kirilenko sia troppo “ingombrante” per una squadra rodata già perfettamente come la vostra. È davvero un rischio aggiungere un giocatore così in corsa?

Beh, quando aggiungi alla tua squadra un giocatore come Kirilenko, non può esserci alcun rischio “negativo”, secondo me. Può aiutare tutta la squadra in 1000 modi diversi sia in attacco che in difesa e per di più ha già un’ottima alchimia con alcuni giocatori della rosa, avendoci già giocato assieme. Direi che è stato un enorme vantaggio e basta averlo ri-accolto al CSKA.

5. Olympiacos, Fenerbahce e Real Madrid: quale temi di più, in vista delle Final Four?

Rispetto ogni squadra contro cui giochiamo, di VTB League o di Eurolega che sia, soprattutto proprio in Eurolega. Come hai detto giustamente tu prima, non sempre la squadra favorita per la vittoria finale poi vince per davvero: è per questo che rispetto e temo ogni avversario.

6. Olympiacos prima e CSKA ora: dopo due grandissime squadre così, quale può essere la tua prossima meta? Magari anche l’NBA…

No, l’NBA non credo proprio, poi sono già stato fortunato abbastanza da giocare in questi top team in Europa, quindi… Non so per davvero dove potrei essere l’anno prossimo, per ora quindi punto solo a dare il massimo in questa stagione, giocando il livello più alto possibile, poi per la nuova annata si vedrà. Sono comunque tranquillo e solamente concentrato sul cercare di vincere nuovamente l’Eurolega.

7. I tuoi inizi però sono stati anche in Italia, a Veroli: che ricordi hai di quel periodo? Ci può essere l’occasione di rivederti nel nostro Paese?

L’Italia è sicuramente uno dei miei posti preferiti in cui giocare, oltre che vivere. La vita e lo stile che ci sono in Italia sono sicuramente fantastici ed ho passato dei gran bei momenti lì, sia per le esperienze che ho vissuto e maturato, sia per le persone che ho incontrato. I tifosi italiani sono stupendi perché hanno allo stesso tempo una grande conoscenza ed una grande passione per la pallacanestro. Come ho detto prima, non so cosa mi riserverà il futuro, chissà…

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