Esclusiva Basketinside.com: a tu per tu con Alessandro Paesano, una stella pronta per la Legadue

Esclusiva Basketinside.com: a tu per tu con Alessandro Paesano, una stella pronta per la Legadue

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Da qualche giorno la stampa ciociara, specie di sponda amaranto, e targata Ferentino, non fa che parlare di lui. E noi non nascondiamo una puntina di vanto, quasi di orgoglio, nell’aver tenuto d’occhio per tempo – quasi da un anno e mezzo a questa parte – il talento di Alessandro Paesano. Un incontro fortuito, casuale, quello con il ragazzo capitolino, nato nell’aprile 2012 sullo storico parquet del vivaio più famoso d’Italia, quello di Via Flaminia, quello della Stella Azzurra. Da allora di strada se n’è fatta: almeno quanta ne ha fatta Alessandro, che ormai seguiamo passo passo nella sua crescita. Nel suo avvicinarsi a quel sogno chiamato Serie A, un sogno che una fucina prestigiosa come quella stellina ha già assicurato a tanti suoi prodotti in passato. Non ci siamo ancora in realtà, ma con ogni probabilità questo fresco ventenne dal tagliafuori impeccabile potrebbe presto ritrovarsi tra le mani un contratto importante, con una società tra le più solide della Legadue, e che darebbe finalmente un ‘occasione. Un’occasione che il 2,03 di toste radici friulane non vuole mancare. Alle spalle, per lui, una stagione con i contro fiocchi in Divisione Nazionale B, in cui gli stellini hanno centrato la salvezza, anche grazie al suo rimbalzista di fiducia: quasi metà delle gare in doppia cifra (8,4 di media), il 56% da 2, il ragazzo terribile di Tolmezzo, con oltre 7 carambole a gara, si è confermato tra i migliori dieci rimbalzisti del Girone C – che tra ripescaggi e promozioni, ha visto salire ben tre squadre (Nord Barese, Roseto e Trapani) – poco lontano dai primi 20 a livello nazionale: un élite, diciamolo, dove sono tante le vecchie volpi, gente come da Ianes a Nobile, da Maiocco a Giadini da Dalfini, Soave, Bagnoli, Colli a De Min e Rotondo. Numeri su cui Pino Sacripanti non poteva essere e non è stato indifferente, tanto da farlo arrivare ad un passo dai 12 di quella Under 20 che oggi è al centro della cronaca e delle attenzioni di mezza Italia cestistica. Un’esperienza che per Alessandro è tanto un cruccio quanto uno stimolo, Uno stimolo per fare bene, e per arrivare pronto ad una stagione in cui gli Under 22 avranno i loro spazi, le loro occasioni. Ma a cosa si punta? Quali le aspettative? Alessandro, innanzitutto un bilancio sulla tua ultima stagione alla Stella Azzurra. Salvezza raggiunta, ottime cifre, la stima di un ambiente che probabilmente lascerai. Tracciaci un tuo bilancio. “Non siamo partiti benissimo: la squadra era giovane e molti erano alla prima esperienza in DNB, forse era prevedibile. Poi però la musica è cambiata, e con gli innesti di Pappalardo, Barucca e più tardi Fallucca siamo andati molto meglio: abbiamo avuto più costanza e ci siamo compattati come gruppo. Per quanto mi riguarda invece, essendo anche alla prima esperienza da titolare, ho avuto più responsabilità, e ho cercato di affrontare la novità senza troppe parole, dimostrandolo sul campo, prendendo rimbalzi e giocando con energia. Non mi ritengo però soddisfatto: ho avuto troppi alti e bassi e non sono stato sempre al 100%”. Hai disputato la tua ultima stagione in DNB. Quanto pensi possa cambiare con la nuova Riforma che ha accorpato Legadue e DNA? Il livello della categoria in cui hai militato negli ultimi anni salirà oppure no, secondo te? “Ovviamente, con la nuova riforma e con l’inserimento di stranieri nell’ex campionato di DNA, il livello della DNB salirà e non poco: già tanti sono i giocatori di peso che non hanno voluto ridursi il minutaggio, penso a ragazzi come Bellina, Conte, Raminelli, Micevic, Ferrarese, Maggio o Gatto: con loro il campionato sarà certamente più competitivo ed emozionante”. Essere stellino Alessandro è un qualcosa che ti marchia a vita. Il tuo match più bello con questa maglia, un compagno che non dimenticherai, un aneddoto, una curiosità di questa lunga esperienza? “La Stella Azzurra è e resta la mia famiglia,la mia casa, parlando non solo da giocatore di basket che grazie a loro ha conosciuto le vere basi di questo sport, ma anche da ragazzo che è cresciuto dentro grazie a loro. Non posso dimenticare nulla e nessuno, ma in particolare il mio ricordo più caro e affettuoso va a Mario Delle Cave: un grande compagno di squadra, un amico con cui abbiamo affrontato tante difficoltà, dentro e fuori dal campo. Con lui ho vissuto la partita che al momento resta la più bella della mia vita: giocavamo contro l’Under 17 della Virtus Roma per qualificarci alle Finali Nazionali, e “Marietto” fece 35 punti, io 19. Così vincemmo al PalaTiziano, resta il traguardo più importante che fino ad oggi ho raggiunto, insieme con lui. Naturalmente non posso non ringraziare coach Germano D’Arcangeli, Danilo Pace , Cristi e tutti coloro mi hanno accompagnato in questi cinque anni meravigliosi: ripeto anni di crescita, come giocatore e come uomo”. In ogni occasione abbiamo spesso parlato dei tuoi pregi e dei tuoi difetti, cestisticamente parlando: sotto canestro sei nel tuo, ma ci hai spesso parlato di miglioramenti al tiro e come condizione atletica. A che punto sei? “Sto lavorando molto per una tecnica affidabile, sia fronte a canestro sia sul tiro piazzato, confesso però di aver riscontrato dei progressi importanti, anche grazie alla nazionale, negli ultimi mesi. Ovviamente non mi accontento: devo fare ancora molto e ho ancora moltissimo da fare per essere un giocatore completo”. Veniamo all’esperienza in nazionale: un sogno che hai coltivato fino all’ultimo… ma anche tanta tanta tanta sfortuna: dicci la tua… “Ho sempre amato la maglia azzurra, ho sempre voluto giocare in nazionale… e finalmente quest’ anno sono riuscito a fare alcuni raduni, fino all’ultimo, quello decisivo per l’ingresso nei 12 per l’Europeo: fare un mese a stretto contatto con coach Sacripanti è stata un’esperienza bellissima, che mi ha cambiato molto e mi è servita per paragonarmi ai migliori talenti d’Italia: i ragazzi della squadra simpaticissimi, lo staff e gli allenatori impeccabili, seri, professionali ma anche amichevoli e simpatici… sono fiero di essermi allenato con loro e di essere arrivato ad un passo dalla convocazione. Su questo punto tra l’altro non ho rimpianti: ho dato tutto, e sono orgoglioso del successo dei miei compagni”. Si parla molto di questa Under 20 piena di protagonisti, considerando i risultati raggiunti: sono secondo te il segnale di un movimento in ripresa? “Assolutamente sì! Secondo me la vittoria dell’Europeo conferma che bisogna credere nei giovani,e dargli più fiducia: noi lo abbiamo voluto e abbiamo dimostrato di essere i migliori! Credo sia un’ottima cosa puntare su di loro – anzi su di noi – per uno shock che cambi veramente le cose, e in maniera decisiva”. Passiamo adesso al futuro: si parla di un contratto triennale a Ferentino, una realtà che punta a consolidarsi, e che potrebbe averti nel suo pacchetto Under 22 assieme al tuo compagno Duranti. Cosa ne pensi della squadra che stanno allestendo? Come immagini un’ eventuale esperienza con gente di grande esperienza come Guarino, Bucci, Casini? Quale potrebbe essere il tuo ruolo in questa avventura? “Sono veramente onorato, anzi entusiasta se c’è l’interesse di una società come Ferentino: per me sarebbe un sogno da vivere, con una società ottima, una squadra competitiva e vicino Roma. E’ l’alternativa ha tutto ciò che desidero per lo sviluppo della mia carriera. L’opportunità di giocare con grandi giocatori come i tre nominati in precedenza mi entusiasmerebbe molto, e non vedrei l’ora di imparare qualcosa, essere corretto da loro per poter crescere. Nulla è ufficiale, ma credo sarebbe la scelta migliore, e non mancherebbe la voglia di cominciare, il prima possibile”. Non resta che augurargli…per sempre e ancora una volta…in bocca al lupo!

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