Esclusiva Basketinside.com: Mauro Liburdi e Mario Boni, baskettari al servizio del basket

Esclusiva Basketinside.com: Mauro Liburdi e Mario Boni, baskettari al servizio del basket

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Dopo aver girato in lungo e in largo l’Italia e dopo le importanti esperienze negli Usa, Mauro Liburdi, a 30 anni, ha deciso di tornare nella sua Cassino. Potrebbe sembrare una scelta come tante, fatta spesso da diversi giocatori di tutti gli sport. Ma quella dell’ala, ex Jesi e Fortitudo, è una decisione piuttosto inusuale. Infatti Liburdi da qualche mese oltre a giocare è anche proprietario  del club laziale. Assieme a Dino Pagano e a Sergio Longo, gestisce la società che per il secondo anno consecutivo si è guadagnata l’accesso ai play off e spera dopo quattordici anni di tornare in serie B. Mauro Liburdi si è subito ambientato in questa nuova realtà e oltre a dare il suo prezioso contributo in campo, intende rivoluzionare il concetto di basket e di sport in città portando una ventata di professionismo, facendo vivere l’evento a 360 gradi. Abbiamo rivolto a Mauro alcune domande su questa nuova avventura e poi abbiamo raccolto la testimonianza di Mario Boni, leggenda del basket italiano e attuale vice presidente Giba, che  conosce  il  giocatore cassinate  dai tempi  in cui erano compagni di squadra a Jesi.

Come è maturata in te l’idea di tornare a Cassino?

In me c’è stato sempre un grande attaccamento alla mia città e alla “mia” gente, e l’idea si è concretizzata sicuramente dopo le non poche delusioni prese giocando in giro per l’Italia, ultima di queste l’anno scorso con la Fortitudo di Sacrati, società storica e lasciata poi al fallimento. Un  intero anno di sacrifici e di duro lavoro, vivendo fuori, affrontando tante spese e non aver visto un “soldo” fa male, non tanto per il danno economico, ma per quello morale. Siamo sportivi, ma prima siamo delle persone con dei diritti, i truffatori e la gente che non ha mai avuto dei valori vanno punite e allontanate dallo sport. Ma ringrazio Dio che le cose siano andate in questa maniera, è stato un ulteriore motivo di crescita per me, ma ora le cose voglio farle a modo mio, nel modo che ritengo sia corretto di fare sport, corretto per i giocatori, corretto per gli sponsor, corretto per il pubblico. E’ solo così che il nostro sport potrà crescere e far avvicinare ad esso, e crescere sani, tanti ragazzi che spesso hanno buoni principi e tanta voglia, ma che purtroppo molte volte non sanno dove e in cosa impegnarsi seriamente.

Tanta B2 negli anni 90, poi per Cassino il buio nel basket e successivamente una parziale rinascita. Cosa manca alla città per provare a spiccare il volo nello sport?

Si, effettivamente qui a Cassino ci sono stati parecchi anni di buio per il basket che tante soddisfazioni regalò a questa città. Ma ora stiamo affrontando un progetto serio e con delle basi solide, ritengo che questa sia la nostra forza. Abbiamo una città con un potenziale enorme alle spalle e  andrà sfruttato al meglio per il bene della comunità, e non, come spesso accade, per il bene dei singoli. Facciamo uno sport di squadra, l’ altruismo è alla base della nostra filosofia. Vogliamo lasciare qualcosa di valore, un marchio indelebile, e, anche se questo richiede degli investimenti, saremo pronti ad affrontarli. 

La squadra alla seconda stagione  in DNC sta facendo bene e ha raggiunto i playoff. Si può puntare già da quest’anno al salto di categoria?

 Il salto di categoria è difficile ma non impossibile, e naturalmente noi ci stiamo impegnando al massimo per questo. Abbiamo iniziato con un pò di “intoppi”, la mia distorsione al ginocchio, la chimica di squadra stravolta che si sta pian piano riformando e tutti i problemi correlati nell’essere proprietario e giocatore. All’ inizio non è stato facile, quando sei solo giocatore non capisci tutte le cose che ci sono dietro nel portare avanti una società seriamente, ma pian piano stiamo riscontrando risultati importanti, non solo sul campo, che ci danno la carica per lavorare ancora più duramente.

Come ti trovi con lo staff tecnico e con gli altri ragazzi?

Ottimamente con lo staff tecnico, ho grande stima di coach Porfidia, ha un mix di qualità umane e doti tecniche invidiabili. I ragazzi sono semplicemente splendidi, da giocatore capisco che non è facile accettare e affrontare, quando ormai la stagione sta volgendo al termine, stravolgimenti così importanti. E loro lo hanno fatto alla grande, sembra che ognuno di noi stia andando nella stessa direzione, per il bene della squadra, questo è impagabile per me.

Quali modifiche apporterete a partire dalle prossime settimane per le partite casalinghe? E i progetti futuri?

Tante, tantissime novità ed iniziative che il pubblico ha ed avrà il piacere di apprezzare. Siamo focalizzati nel creare nel nostro palazzetto un ambiente unico, pulito, che accoglie ogni persona che ami lo sport, ami Dio, ami la vita, e chiunque abbia voglia di credere in qualcosa, perchè in fondo lo sport aiuta a questo, credere e lottare nei propri sogni, tutti dovremmo averne e lottare per inseguirli. I progetti futuri sono ambiziosi, ma per ora siamo solo focalizzati a finire questo campionato nel miglior modo possibile. 

roseto.comMario Boni, vice Presidente Giba, il sindacato dei giocatori, ha conosciuto Mauro Liburdi nel 2003 a Jesi. Intanto gli chiediamo come sono stati i primi mesi di lavoro nel suo nuovo impegno da dirigente.

C’è tanto da fare, ma siamo soddisfatti del nostro lavoro. Vediamo che i ragazzi, i giocatori hanno grande fiducia in noi e tutto ciò ci dà una grande spinta per continuare a far bene. Abbiamo vinto le elezioni con risultati bulgari, questo a testimonianza che c’era voglia di cambiare. Dal prossimo anno, dalla Legadue in giù tutti saranno dilettanti. Questo va a tutela dei giocatori, è un modo per difendere una categoria che da professionisti  aveva una tassazione altissima.

Mauro Liburdi, che conosci bene, ha scelto di tornare nella sua Cassino dove riveste il ruolo di Presidente- giocatore. Cosa ne pensi?

Mauro è una persona eccezionale, ragazzo pieno di valori e dalla grande tenacia. L’ho conosciuto a Jesi nel 2003, atleta eccellente, giocatore d’area. Ha avuto la possibilità di fare diverse esperienze, è stato frenato da un episodio che lo ha tenuto lontano per un pò dai campi ma che lo ha fatto crescere umanamente. Ora ha fatto questa scelta, che mi trova d’accordo. E’ un lusso per la Dnc e sicuramente potrà far fare il salto di qualità alla squadra. La sua esperienza sarà importante anche per il discorso che ha intrapreso a livello societario. Sarà fondamentale non avere fretta. Il salto di categoria può arrivare subito, ma qualora non ci fosse non bisogna far drammi. D’altronde è importante strutturare il tutto e crescere un pò alla volta. 

 

 
 
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