[ESCLUSIVA] Daniel Hackett: “Trinchieri decisivo nella scelta di Bamberg. Tornare in Italia? Vedremo”

[ESCLUSIVA] Daniel Hackett: “Trinchieri decisivo nella scelta di Bamberg. Tornare in Italia? Vedremo”

Il playmaker di Bamberg ha parlato di diversi temi, partendo dal nuovo capitolo della sua carriera, passando poi per l’esperienza in Grecia e non chiudendo le porte a un ritorno in Italia in futuro.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Due anni all’Olympiacos, ora la nuova esperienza in Germania, a Bamberg: dopo un EuroBasket che lo ha visto protagonista, Daniel Hackett ha cominciato la sua avventura con la nuova squadra. Una scelta dettata anche dalla presenza di un allenatore come Andrea Trinchieri e dalla volontà del playmaker di competere al massimo livello europeo con una squadra che ha dimostrato nel corso degli anni di essere una realtà molto solida del Vecchio Continente. Tra un primo bilancia della Germania, il passato in Grecia e l’Italia, Hackett si è raccontato ai nostri microfoni.

Buongiorno Daniel, dopo due anni in Grecia hai scelto Bamberg per il prosieguo della carriera. Come ti stai trovando, ed è possibile fare un primo bilancio?

Mi trovo molto bene qui in Germania, la società è molto bene organizzata ed è di alto livello, la città è un posto in cui si vive bene. Sono molto felice della scelta che ho fatto, è ancora presto per tracciare un primo bilancio della mia esperienza perché abbiamo iniziato da un mese”.

Hai avuto modo di parlare con Melli di Bamberg? E’ davvero un posto ideale dove fare pallacanestro?

Sì, ne abbiamo parlato più volte in Nazionale, mi ha spiegato e ho visto che è una città dove il basket è il primo sport, il miglioramento che è stato fatto nel corso degli anni da parte dei giocatori che sono passati di qui sono sotto gli occhi di tutti. E’ una città non grande ma che vive di pallacanestro, abbiamo circa 7000 abbonati: il tifo è caldo ma corretto, c’è una cultura diversa rispetto ad altri posti, il pubblico è più calmo e sportivo. C’è grande rispetto nei confronti degli avversari, è anche difficile sentire fischi o altro nei confronti dei giocatori”.

Quanto è stato importante un  allenatore come Andrea Trinchieri nella tua scelta di giocare a Bamberg?

Ho avuto la fortuna di essere contattato da lui subito dopo che la notizia del mio non rinnovo con l’Olympiacos dopo i due anni trascorsi in Grecia è diventata ufficiale. Bamberg ormai non è più un progetto ma è una grande realtà del basket europeo, in Germania ha vinto diversi trofei nel corso degli ultimi anni e ha dimostrato di competere bene ad alto livello europeo, in una competizione dura come l’EuroLega”.

In Germania ritrovi anche Ricky Hickman, che ritrovi dopo l’esperienza di Pesaro. Qual è il vostro rappporto?

Con Ricky c’è un grande rapporto, appena ho appreso la notizia del suo arrivo in squadra ero entusiasta e l’ho contattato. Con lui ho condiviso una grossa esperienza di crescita a Pesaro, basata su un lavoro quotidiano molto intenso che abbiamo portato avanti insieme in quell’avventura. Il nostro legame è di grande amicizia”.

Cosa pensi del calendario voluto dalla FIBA con le finestre per le Nazionali durante la stagione? 

E’ una cosa che ha creato grossi problemi, perché aggiungere una serie di impegni in un calendario già molto fitto non può che creare dei problemi. Non credo che i giocatori di EuroLega verranno impiegati nel corso delle finestre durante la stagione perché saranno impegnati con i rispettivi club di appartenenza. Penso comunque che Sacchetti abbia le qualità per fare il meglio possibile e, se posso aggiungere, credo che anche se non andremo io, Datome e Melli possa essere un’occasione utile quella delle finestre per giocatori che hanno la possibilirà di fare un’esperienza di alto livello e di acquisirne di ulteriore”.

Nei due anni all’Olympiacos hai avuto la possibilità di giocare al fianco di Spanoulis, tra gli altri. Quanto è stato importante essere stato compagno di un giocatore così?

“Mi ritengo fortunato per avere giocato al suo fianco e per avere avuto la possibilità di studiarlo anche in allenamento. Ma in generale sono stato fortunato perché ho avuto la possibilità di lavorare in un ambiente di così alto livello, di giocare per coach Sfairopoulos, che è considerato uno dei santoni della pallacanestro europea. E’ stato un momento molto bello della mia vita: ritengo che non ci sia esperienza migliore che lavorare con i migliori”.

Cosa ha significato per te la campagna dei tifosi dell’Olympiacos per provare a tenerti? Qual è stato il tuo rapporto con loro?

“Il rapporto che ho avuto con i tifosi è stato importante ed è cresciuto nel corso del tempo, ho capito il loro supporto e l’ho apprezzato, specie nel momento in cui mi sono infortunato, patendo il primo infortunio serio della mia carriera. Ho capito quanto bene mi volessero e questo è stato molto importante per me”.

Hai avuto modo di seguire il campionato italiano? Cosa pensi della Milano di Pianigiani, un allenatore che conosci bene?

“Guarda, ho avuto modo di vedere due sole partite di Milano quest’anno, quella a Madrid e in casa con il Barcellona. Mi sembra che sia una squadra che ha delle idee chiare, con un potenziale offensivo importante e una panchina lunga, che è fondamentale per potere affrontare al meglio una stagione dura con campionato ed EuroLega. A Milano c’è sempre il target di dovere vincere, ma credo che Simone sia un allenatore bravo ed esperto e abbia tutte le possibilità per poterlo fare”.

Hai mai avuto la possibilità di tornare a giocare in Italia o ci torneresti in futuro?

“Vedere il campionato italiano ogni tanto mi fa nostalgia, ma devo guardare ed essere concentrato sul presente e dove sono adesso. Ma un giorno, chissà, potrei tornare a giocare in Italia”.

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