[ESCLUSIVA] Ettore Messina: “Curioso di vedere i superteam. Capo allenatore in NBA? Ci penso”

[ESCLUSIVA] Ettore Messina: “Curioso di vedere i superteam. Capo allenatore in NBA? Ci penso”

Ettore Messina ha parlato della sua esperienza a San Antonio, dei superteam che si stanno creando e delle possibilità per il suo futuro. Ecco le sue parole.

Una nuova stagione NBA si appresta a cominciare e Ettore Messina, al termine della sua esperienza alla guida della Nazionale, è tornato a San Antonio, dove avrà il ruolo di assistente di Gregg Popovich. Abbiamo parlato con lui di diversi temi, dall’importanza dei social network nella comunicazione, alla nascita di nuovi superteam, passando poi per l’EuroLega e Luka Doncic. Ecco le sue parole:

Buongiorno Ettore, il ruolo di assistente ha cambiato il suo modo di allenare e ‘vedere’ le partite?

“Sono importanti le persone con cui ci si rapporta, l’esperienza che sto avendo con gli Spurs è importante da questo punto di vista, in un ambiente in cui è piacevole lavorare. Il rapporto con gli assistenti è cambiato nel corso degli anni, sono una componente importante all’interno di una squadra: ai miei tempi ero l’unico assistente, ora il ruolo si è modificato”.

Cosa pensa dei social network e dell’uso che ne fanno i giocatori? Penso ad esempio al recente caso di LeBron James che si è espresso su Twitter su Donald Trump.

“I social network hanno cambiato la comunicazione in generale, non solo a livello sportivo. Il loro uso ha modificato sensibilmente l’informazione al giorno d’oggi, perché adesso tutti possono leggere e commentare in tempo reale le cose. Poi dipende molto dall’uso che ne viene fatto, come in tutte le cose: c’è chi ne fa un uso corretto e chi invece, nascondendosi dietro un codardo anonimato, ne fa un uso scorretto”.

Cosa pensa dei superteam che stanno aumentando nella NBA di oggi? Crede che portino ad un aumento della competitività oppure ad un abbassamento del livello medio della competizione?

“Sinceramente non lo so, sono curioso di vedere la chimica che dovranno trovare e quanto tempo ci vorrà per trovarla, sicuramente da parte dei tifosi c’è grande interesse per queste squadre. Credo che se un giocatore vuole inseguire la possibilità di competere per vincere l’anello, da tifoso non posso essere dispiaciuto per la scelta che compie per la sua carriera”.

A proposito di novità, cosa pensa di Teodosic e Bogdanovic in NBA, considerando che sono due giocatori già vincenti ed affermati?

“Secondo me possono avere un grande impatto in NBA, sono due giocatori forti che sono stati accolti con grande rispetto da parte di tutti, dai media passando per le altre componenti”.

E invece di Doncic? Pensa sia pronto a fare bene anche in America?

“Assolutamente sì, è un giocatore molto forte. Di giocatori unici fortunatamente nella storia della pallacanestro ce ne sono stati diversi, lui ora è sulla bocca di tutti dopo quello che ha fatto. Impressiona sicuramente per la capacità che ha di fare le cose alla sua età”.

Ha avuto modo di seguire l’EuroLega lo scorso anno? Cosa pensa del nuovo format?

“Nessun formato è perfetto, ma credo che sia stato scelto un calendario interessante, con tante partite tra squadre di alto livello. Non tutte le gare hanno lo stesso appeal, ma l’impressione è che si stia scegliendo un formato molto simile a quello della NBA, con tante partite giocate”.

Ha mai pensato di tornare ad allenare in Italia, o in Europa?

“Ogni tanto ci penso, perché ci sono delle soluzioni che potrebbero interessarmi, ma al momento credo che per me la cosa migliore sia rimanere a San Antonio con il ruolo che ho adesso”.

E invece di intraprendere la carriera di capo allenatore in America? Ne ha mai avuto l’opportunità?

“C’è stata qualche possibilità nel corso di questi anni, ma poi le squadre che mi hanno contattato hanno fatto altre scelte. Ci penso, se dovesse capitare un’opportunità ne parlerei con Popovich chiedendogli un consiglio e valuterei se possa essere la scelta giusta da compiere”.

Un’ultima cosa: ha mai pensato di smettere di allenare?

“Qualche volta sì, ma non per questioni legate al basket”.

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