[ESCLUSIVA] Francesca Dotto ci racconta la stagione del Famila

[ESCLUSIVA] Francesca Dotto ci racconta la stagione del Famila

Intervista esclusiva alla playmaker del Famila Schio e della Nazionale, fresca di bis scudetto.

di Andrea Fabbian

La fame di vittorie di Francesca Dotto sembra non conoscere fine, nemmeno dopo due stagioni passate a sollevare trofei tra la Toscana e il suo Veneto: la playmaker nativa di Camposampiero (PD) infatti lo scorso anno ha messo in bacheca il campionato con la Gesam Gas & Luce Lucca, in questa stagione poi ha fatto il bis in campionato con la maglia del Famila oltre a portarsi a casa la Coppa Italia per completare il triplete iniziato con la Supercoppa a Settembre. Oltre a ciò la giocatrice ex San Martino è diventata punto di riferimento anche nella nuova nazionale di Crespi, pronta a guidare dalla cabina di regia il nuovo ciclo azzurro che si spera sarà foriero di molte soddisfazioni. Le abbiamo fatto qualche domanda per parlare di queste due magiche stagioni, con un occhio di riguardo a quella appena conclusa e al futuro.

 

Ciao Francesca, innanzitutto complimenti per il secondo tricolore consecutivo! Vorrei partire proprio da qui: quali sono le differenze a livello emotivo tra il vincere uno scudetto contro i favori del pronostico come hai fatto a Lucca e vincere a Schio da super favorita?

Io non vorrei paragonarli, sono comunque due vittorie che non si possono mettere a confronto; direi che sono  stati due trionfi  entrambi belli ma  in modo diverso. Penso che quest’anno sia stato particolarmente difficile perché non è da tutti portare a casa una serie così tirata con una squadra come Ragusa che non ha mai mollato e ha dimostrato in ogni istante di meritarsi la finale. In gara 5, anche grazie al nostro pubblico, è emersa la nostra determinazione e la nostra voglia di vincere, certamente però non è stato per nulla facile. L’anno scorso con Lucca è stato quasi una sorpresa, eravamo forse solo noi a crederci e non saprei proprio dire quale dei due mi ha regalato le emozioni più forti.

Torniamo per un attimo alla serie finale contro Ragusa, probabilmente il post gara 4 è stato il momento più difficile della stagione del Famila in virtù di diversi fattori: in primo luogo due sconfitte consecutive sono un unicum per voi, in secondo luogo forse si percepiva  il “dovere” di vincere visto che il gruppo era all’ultimo ballo insieme. Infine, hai visto tra le tue compagne aleggiare lo spettro della finale persa l’anno scorso? Quanto è stato difficile ricompattarsi e fare quadrato?

Riguardo gli spettri dello scorso anno io ho percepito dalle mie compagne un duplice atteggiamento: sicuramente da un lato c’era la paura di perdere di nuovo ma dall’altro era anche forte la voglia di riscatto e sono sicura che hanno tratto forza e stimoli da questo per poter rendere ancora più al massimo. Innegabilmente poi non ci aspettavamo di perdere entrambe le partite e non è stato facile. Devo confessare che tra me e me ad inizio serie immaginavo sarebbe finita a gara 5 perchè Ragusa è un cliente scomodissimo con una forza interiore notevole; malgrado questo però dopo essere andate avanti 2-0 è sicuramente subentrata l’idea di chiudere prima la serie  quindi dover azzerare tutto dopo gara 4 non è stato per niente facile, anche se la carica della finale ci ha aiutato. Riguardo al “dovere” di vincere ci tengo a precisare che non è assolutamente facile arrivare a certi traguardi. Non è che se sulla nostra maglia c’è scritto “Famila” allora per noi vincere sia più facile o scontato, i nostri avversari si allenano quanto noi  e hanno fame quanto noi quindi le vittorie si costruiscono giorno per giorno in palestra con il duro lavoro, superando mille difficoltà.

Parliamo ora più di te e della tua crescita: ad inizio stagione eri molto più propensa a riflettere poco nel tuo gioco, attaccando sempre a ritmo forsennato e peccando a volte di lucidità. Nel corso di questa stagione però secondo me hai avuto una crescita verticale nelle doti di regia, doti che non si misurano dal numero di assist ma dalla capacità di avere in mano il ritmo della partita decidendo tu quando accellerarlo o decelerarlo senza cadere nella foga. Volevo chiederti se hai notato anche tu questo tuo miglioramento e, se si, quanto ritieni ci sia di tuo e quanto invece sia merito del nuovo staff con cui hai lavorato quest’anno.

Condivido in pieno questa riflessione, penso di essere cresciuta molto nell’aspetto della regia che è assolutamente fondamentale per un ruolo come il mio. All’inizio non è stato un cambiamento facile perchè il mio istinto sarebbe quello di correre sempre al massimo e attaccare l’area come prima opzione per alzare il ritmo; ho dovuto capire in che contesto mi trovassi qui a Schio e regolarmi di conseguenza. Penso che il mio percorso di questa stagione nel gestire sempre meglio il ritmo della squadra sia stato molto bello e sono molto felice di ciò, credo che il merito vada in gran parte allo staff tecnico che mi ha regalato maggiore consapevolezza. E’ stato importante anche il confronto quotidiano con Gatti: prima di ogni partita e a volte anche dopo ci troviamo e analizziamo le scelte che possiamo fare contro quella determinata squadra oppure ripensiamo agli errori commessi; questo lavoro di confronto ha aiutato sia me che lei a maturare nel nostro ruolo.

Passiamo ora al futuro del Famila: quest’estate saranno molti gli addii tra le tue compagne ( Anderson, Miyem, Hruscakova e Zandalasini hanno già salutato Schio); gli unici punti fermi, escludendo le senatrici, sembrate essere tu ed Eva Lisec. Volevo chiederti se senti la responsabilità di non essere minimamente in discussione nonostante tu sia qui solo da un anno e se pensi che questa riconferma possa essere un attestato di riconoscimento del lavoro e del rendimento di quest’anno.

Sicuramente c’è un bel cambiamento in atto;  io sapevo già da un po’ che sarei rimasta qui anche l’anno prossimo e non potrei essere più felice dato che mi sono trovata veramente bene qui a Schio; aver giocato il mio primo anno di Eurolega è stata una delle esperienze professionali più formanti che io abbia mai avuto. Ovviamente si sente la responsabilità, il bello è proprio sentirsi integrata ma indipentemente da questo io sono veramente felice qui e ringrazio anche pubblicamente la società perchè questa stagione è stata pazzesca per me. Marginalmente conta anche il fatto di essere vicino casa e la storia di questa società: quando ero piccola  venivo qui a vedere le partite, penso di aver visto qui la mia prima partita di A1 femminile e ripensare che a distanza di anni ci sono io al posto delle giocatrici che ammiravo da bambina è veramente emozionante.

Sempre in tema di  trasferimenti parliamo di un arrivo, quasi certo, a Schio: Martina Crippa ha salutato Lucca con una lettera commovente e stando alle voci mancherebbe solo l’ufficialità del suo passaggio in orange. Saresti contenta di ritrovare la tua ex compagna di mille battaglie a Lucca? Cosa può portare a Schio?

Anche io ho sentito questa voce, penso proprio che verrà qui e sarei veramente felice di ritrovarla insieme dopo tante partite giocate insieme a Lucca e in azzurro. Tralasciando l’aspetto del gioco sarei veramente felice di condividere questa esperienza con lei perchè è veramente una persona speciale e ritrovarla mi renderebbe molto felice.

Infine parliamo del tuo futuro: dopo due stagioni in cui hai vinto tutto il possibile in Italia, hai esordito in Eurolega e sei diventata importante per la nazionale, qual è il tuo obbiettivo primario? Vincere ancora in Italia? Fare bene in Eurolega? Toglierti soddisfazioni in Azzurro?

Gli obbiettivi sono sicuramente tantissimi tra club e nazionale: sarebbe bellissimo arrivare alle Final Four di Eurolega, sarebbe una cosa incredibile e cercherò di contribuire a realizzarlo; certamente non è facile ma niente è impossibile e sarebbe veramente un sogno. La nazionale per me poi è quasi sacra: ogni volta che indosso la maglia della nazionale è un’emozione fortissima come la prima volta; sicuramente il primo obbiettivo è far bene alle prossime partite per portare a casa gli Europei e farci trovare poi pronte per quella manifestazione. Ripensando a tutti questi obbiettivi quasi mi dispiace che la stagione sia finita, mi verrebbe voglia di ricominciare subito ad allenarmi e a prepararmi.

 

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy