ESCLUSIVA: intervista al nuovo coach di Borgotaro Marcello Degli Esposti

ESCLUSIVA: intervista al nuovo coach di Borgotaro Marcello Degli Esposti

E’un Agosto piuttosto tiepido quello sul fronte basket femminile, con il mercato di A2 che vede ancora diverse squadre incomplete. Abbiamo così approfittato di questo momento per conoscere al meglio Marcello Degli Esposti, volto nuovo di questa categoria che si appresta a debuttare sulla panchina di Borgotaro. Con lui abbiamo analizzato la prossima stagione, togliendoci anche qualche curiosità sulla sua esperienza alla Libertas Bologna, dove è stato il vice allenatore nello staff di Marco Savini.

Iniziamo parlando di Bologna. Un campionato dominato: 44 punti fatti e miglior attacco. Qual’è stata la vostra forza?

“Un gruppo solido, un roster profondo, in gran parte rodato dai successi dell’anno precedente, pochi nuovi arrivi ma mirati e ragazze giovani che avevano la cultura dell’allenamento e provavano a migliorarsi ogni giorno, supportate da una società che non gli faceva mancare nulla.”

Un bilancio notevole, soprattutto tra le mura amiche dove avete battuto tutti tranne Bolzano, unica squadra con cui avete sempre perso. Demeriti vostri o merito loro?

“Sicuramente Bolzano risultava a noi una squadra indigesta per caratteristiche anche se devo dire che le due sconfitte con Bolzano sono state nettamente diverse. Da loro mai in partita con approccio alla gara completamente sbagliato da parte nostra. Nella gara di ritorno invece sembravamo in controllo, con possibilità di scappare da un momento all’altro, poi le critiche situazioni di falli delle nostre lunghe, maturate in pochissimi minuti nel terzo quarto,ci hanno spezzato il ritmo e costretto a cambiare gli assetti dei nostri quintetti, girando di fatto la partita.”

I primi segnali di “crisi” ad Aprile. Coppa Italia a Chieti, pochi giorni prima arrivano indiscrezioni che Landi voleva abbandonare la squadra a fine anno. Quanto c’è di vero e in che modo ha pesato sul gruppo?

“Il campo dice che i primi segnali negativi sono arrivati in coppa Italia, ed è un dato di fatto, anche se la realtà resta che la semifinale di coppa è stata persa contro un’ottima squadra con cui abbiamo giocato alla pari per tutti i quaranta minuti disputando una buona partita. La squadra era in pieni playoff e si stava allenando bene, quindi da dentro non potevamo certo parlare di crisi. Per quel che riguarda le voci di una possibile vendita, non ritengo siano fattori che possano incidere troppo per un gruppo con la testa nei playoff anche se certamente leggere sui giornali cose di questo tipo può distrarre ma restavano pur sempre voci esterne infondate, che il presidente in prima persona ci ha sempre smentito, tanto che come vedete alla fine è ancora in capo alla società.”

Nello specifico, senza togliere i meriti a La Spezia poi vincitrice, quanto hanno pesato i 38 liberi contro a discapito dei soli 15 a favore?

“Hanno inciso tanto ed in più il metro arbitrale è stato troppo discontinuo ed indecifrabile ma preferisco non andare oltre. Non abbiamo mai voluto cercare alibi per una partita persa e non lo voglio fare certo a distanza di mesi.

Una manifestazione giocata incredibilmente a playoff in corso, con le festività pasquali vicine. Quanto ha inciso aver preparato la Coppa in così poco?

“Essere portati da Alghero a gara 3 è stato sicuramente un incidente di percorso assolutamente penalizzante per noi in ottica coppa Italia, tanto più alla luce del calendario già di per sé discutibile che vedeva le final four di Coppa cadere tra due turni playoff.”

Parlando di playoff. Quarti con Alghero. Gara 1 e Gara 3 dominate, con Bologna sempre in controllo. Gara 2 invece un passo falso inatteso, che vi ha tolto tempo per la Coppa Italia mentre le vostre rivali chiudevano tutte 2-0.. Una partita strana, dove il miglior attacco segna solo sei punti nel quarto periodo. Cosa ci puoi dire in merito a ciò?

“ Gara 2 ad Alghero è l’unica partita in 2 anni a Bologna che ho dovuto, per motivi personali, mancare. Non mi sento quindi di giudicare come sia maturata la sconfitta anche se ovviamente ho rivisto la partita i giorni successivi ed è evidente che non ci siamo espressi in una delle nostre migliori prestazioni. Non va dimenticato però la qualità che Alghero ha sempre saputo esprimere tra le mura di casa, oltre che la strepitosa prestazione balistica di Farris in quella serata”.

Con Cagliari invece copione inverso. Grande prova di forza in gara 2, ma siete crollati due volte consecutivamente sul vostro campo. Cosa vi è mancato alla fine?

“La prima gara è stato un brutto passo falso, forse dettato da un po’ di pressione che sentivamo ed anche da un approccio mentale non perfetto. La grande reazione di gara 2 è stato invece l’unico momento in cui si sono, a mio avviso, visti i reali valori della nostra squadra in tutta la serie. Trovarsi con le spalle al muro e vincere con una tale autorità su quel campo davanti a 1000 persone è da grandissima squadra. Purtroppo gara 3 è stata la ripetizione, anche se probabilmente per cause diverse, di gara 1, non siamo mai riusciti a comandare la partita con la personalità avuta a Cagliari e soprattutto non ci siamo riusciti ad aiutare nei momenti di difficoltà. Uscire davanti al nostro pubblico cosi caldo e numeroso è stata per tutti noi una delusione difficile da scordare.

Intanto il prossimo anno Calabrese, che tu hai allenato, sarà in pianta stabile in prima squadra della nuova Libertas. Cosa puoi dirci di lei?

“Ragazza da ottime qualità, ragazza che tiene al basket tantissimo e per il quale fa quotidianamente tanti sacrifici. Gloria ha già dimostrato di avere le possibilità per giocare in prima squadra, pur con tanti difetti ancora da limare, adesso deve dimostrare di poter stare con continuità in campo e spero ne abbia le possibilità. La seguirò con attenzione sperando non entri in striscia di tiro proprio contro di noi”.

Perchè hai scelto Borgotaro?

“Borgotaro è sicuramente la società ideale per darti quelle garanzie di serietà, serenità e professionalità necessarie per fare bene pallacanestro a qualsiasi livello. La loro chiamata mi ha fatto un immenso piacere, le referenze sulla società sono sempre state ottime, e la decisione di accettare è stata immediata e devo dire che dopo il primo mese di contatto con questa realtà non posso che confermare quanto di buono già detto”.

Che tipo di squadra sarà la nuova Roby Profumi?

“La squadra sarà formata dal nucleo storico di ragazze che da diversi anni indossano questa maglia, e devo dire che la conferma di tutte loro è stato per me l’acquisto più gradito. Ad esse si è aggiunta l’altrettanto importante conferma di Fritz, in costante crescita durante l’anno passato e da poco l’arrivo di Sordelli, ragazza giovane dalle grandi qualità già dimostrate in B1. Lucrezia è molto carica per la nuova esperienza, è una ragazza con grande passione e tanta voglia di lavorare e sarà nostro obiettivo aiutarla a mettere in campo in A2 quelle stesse sue capacità”.

La mancata conferma di Denti, scelta vostra o abile rapidità della società di Bologna a strapparvela?

“Con Anna abbiamo parlato tanto, la ragazza ha valutato attentamente entrambe le possibilità e sicuramente è stato difficile per lei lasciare una realtà in cui si è trovata cosi bene per due stagioni. Alla fine però credo di poter dire che avesse voglia di fare questa nuova esperienza sotto le due torri e trattenerla non avrebbe fato il bene di nessuno”.

Subentri a coach Iurlaro, uno che a Borgotaro ha fatto benissimo con 1 promozione e un’eliminazione in semifinale lo scorso anno. Quanto sarà difficile ripetersi?

“Iurlaro ha fatto grandi cose e da avversari abbiamo sempre apprezzato il suo lavoro. Ogni anno però è a sé, nasce con obiettivi diversi e prosegue con obiettivi che possono restare tali o variare strada facendo. Adesso è più che mai prematuro parlare di risultati, valuteremo la squadra, anche in relazione agli avversari, e inizieremo a parlare di traguardi strada facendo. La priorità adesso è, nonostante il poco tempo da qui all’inizio del campionato, metterci al lavoro per fare comprendere alla squadra il mio modo di intendere la pallacanestro e per crearci quanto prima una nostra identità”.

Cosa ti aspetti dal prossimo campionato a livello personale?

“Da allenatore nato e formato da anni di settore giovanile mi aspetto di aggiungere innanzitutto almeno qualcosa al bagaglio tecnico di ogni singola ragazza, mi aspetto di affrontare sempre con lucidità sia i momenti positivi che i momenti di difficoltà, che sempre vi sono all’interno di una stagione, e soprattutto di poter essere ogni giorno consapevole di aver fatto al meglio il mio lavoro.

Una giocatrice da tenere d’occhio nel prossimo campionato?

“Rispondo parlando di ragazze giovani e ne cito 3: Dotto (93), Ramò (94) ed Erica Reggiani (94)”.

Milano e Bolzano al Nord, Ragusa, Chieti e la scalpitante Orvieto a Sud. Sono loro le favorite?

“Al nord vedo Milano, Vigarano, Bologna ed Udine un gradino sopra. Al sud Ragusa, Orvieto e Battipaglia mi sembrano quelle che più si sono rinforzate, oltre la sempre pericolosa La Spezia”.

Sei stato il secondo di coach Savini. Com’è il tuo rapporto con lui?

“Non mi è possibile in una risposta descrivere il rapporto con Marco, grandissima persona ed amico vero. Posso solo dire che con lui, e per meriti suoi, ho sempre avuto responsabilità, ho sempre lavorato e ragionato da capo allenatore ed il confronto era costante. Marco divideva equamente il lavoro sulle spalle di tutto il suo staff dando a tutti tanta fiducia e responsabilità. Proprio per questo chi lavora con lui si sente assolutamente partecipe ed artefice di ogni successo così come responsabile di ogni sconfitta e questo è un grandissimo modo per crescere. Devo però sottolineare che Marco era a capo di uno staff di grandissime persone e professionisti, tutti altrettanto importanti per i nostri risultati e anche per la mia crescita, come Lucchesi, che non ha bisogno di presentazioni, in ambito tecnico mentre Boccolini e Torri in ambito atletico-sanitario”.

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