[ESCLUSIVA] Kyle Hines: “Raggiungere una Final Four è sempre speciale, Trinchieri fondamentale per me”

[ESCLUSIVA] Kyle Hines: “Raggiungere una Final Four è sempre speciale, Trinchieri fondamentale per me”

Il giocatore del CSKA Mosca si è raccontato in vista dell’appuntamento principale della stagione, senza dimenticare alcuni aneddoti relativi alla sua esperienza italiana con la maglia di Veroli.

Uno dei giocatori più importanti nel roster del CSKA Mosca campione d’Europa in carica – e pronto a difendere il titolo nella Final Four di Istanbul – è sicuramente il centro Kyle Hines, protagonista assoluto anche nella serie di playoff contro il Baskonia. Passato in Italia con la maglia di Veroli, primo step di una carriera che si sta dimostrando di assoluto livello in Europa, Hines ci ha raccontato in esclusiva le sensazioni di competere per il massimo livello, l’importanza della sua esperienza italiana e di un allenatore come Trinchieri per la sua crescita.

Ciao Kyle, preferisci il nuovo format dell’EuroLega rispetto al precedente?

ʺLo preferisco da un punto di vista personale e penso che anche per i tifosi sia lo stesso perché hanno la possibilità di vedere diverse grandi gare. Rispetto al passato si gioca contro tutte le squadre e ci sono tante belle gare, specialmente ora che ci si avvicina alle Final Four tutte le squadre stanno giocando al massimo livelloʺ.

Quanto è difficile rimanere ai massimi livelli nel corso della stagione con un ritmo così alto di gare?

ʺE’ difficile, penso che noi abbiamo avuto alcuni alti e bassi nel corso della stagione: nella prima metà abbiamo tenuto un ritmo e un livello molto alti. Poi abbiamo avuto un periodo difficile legato anche agli infortuni di alcuni giocatore chiave ma ora siamo tornati a giocare una pallacanestro molto buona: nella serie di playoff abbiamo giocato molto bene e si vede che tutti siamo felici di avere raggiunto la Final Fourʺ.

Istanbul 2017 sarà la tua sesta presenza consecutiva a una Final Four. Che emozioni provi ogni volta che arrivi a questo punto della stagione?

ʺEssere alla sesta Final Four consecutiva è solo una parte dell’obiettivo, è importante essere parte di questo obiettivo insieme a un gruppo di ragazzi speciali. Per me ogni volta che arrivo a una Final Four è come la prima volta: ci sono tante emozioni, è un sogno che comincia all’inizio della stagione. E’ sempre un’esperienza partecipare allo showcase, si vuole sempre arrivare a competere per il titolo, potere vincere una volta di più. Quindi per me ogni volta è come la primaʺ.

Il CSKA Mosca è una delle squadre più forti d’Europa. Quanto è difficile rimanere al massimo livello tutti gli anni? Pensi si possa parlare di dinastia per la tua squadra?

ʺE’ sempre difficile parlare di dinastia, perché una dinastia mondiale è rappresentata da chi vince più titoli in un certo periodo. Penso che si possa dire che noi siamo all’inizio, siamo un buon gruppo di giocatori e abbiamo molte possibilità. Il CSKA è sempre al massimo, c’è pressione e quando arrivi qui, quando firmi per questa squadra e giochi per il CSKA sai che devi competere sempre al meglio per tutti gli obiettivi. Noi lo sappiamo e abbiamo questa mentalità, la consapevolezza di dovere migliorare ogni giorno perché c’è sempre qualcuno che prova a prendere il nostro posto al massimo livelloʺ.

Sei stato un giocatore dell’Olympiacos capace di vincere il titolo per due anni di fila. Pensi che sia possibile ripetersi anche con il CSKA?

ʺLo spero, lo spero (risata, ndr). Questo è l’obiettivo. Ho potuto sperimentare con l’Olympiacos questa emozione forte e questo grande risultato, ora stiamo lavorando duro per meritarlo, lo scorso anno abbiamo fatto una grande stagione e abbiamo meritato di vincere il titolo. Ora vogliamo difenderlo e penso che questo sia un grande obiettivo: penso che abbiamo un’ottima opportunità per raggiungere questo traguardoʺ.

Facciamo un salto nel passato: quanto è stata importante per te l’esperienza italiana a Veroli?

ʺE’ stata molto importante per la mia carriera, era una squadra con un gruppo di ragazzi importanti e che avevano una grande esperienza. Qualcuno aveva giocato nella Serie A italiana e altri avevano esperienza internazionale e mi ha fatto capire come si diventa professionali, a capire le cose che mi servivano per avere successo. E sono stato fortunato anche ad avere un allenatore come Trinchieri, è stato il mio primo allenatore in Europa e mi ha insegnato e parlato di tante cose del basket europeo, le piccole cose e i dettagli che mi sarebbero serviti per avere successo. E’ stata sicuramente un’esperienza importante per la mia carrieraʺ.

Quali sono i ricordi migliori di quegli anni in Italia?

ʺMi ricordo i primi giorni in cui sono arrivato in Italia, in cui ho visto cani, cavalli liberi (risata, ndr), gente che lavava le cose a mano, persone che andavano a prendere l’acqua in paese a piedi, case di una città di campagna. Era molto diverso rispetto al New Jersey da cui provengo. Siamo riusciti a raggiungere tanti obiettivi, abbiamo vinto la Coppa Italia di Legadue due anni di fila in back-to-back, era la prima volta che il club vinceva qualcosa e quindi è stato bello vedere anche le reazioni della gente che viveva lì e che ci seguiva. Questi sono i ricordi più belli di quell’esperienzaʺ.

Quanto è stato importante Andrea Trinchieri per te come giocatore?

ʺMolto importante. Fin dall’inizio mi ha parlato di come avrei potuto giocare, di cosa fare per rendere sempre il meglio possibile. Mi ha aperto la vita, ha curato molto i piccoli dettagli e mi ha permesso di migliorare. Non so se con un allenatore diverso che poteva non avere la sua stessa cura per i dettagli sarei arrivato fino a qui oggiʺ.

Facciamo un gioco: se ti chiedo di scegliere tre momenti della tua carriera, quali scegli e perché?

ʺI tre titoli di EuroLega (risata, ndr). Perché penso che ogni giocatore e ogni squadra abbia l’ambizione di giocare per vincere l’EuroLega o per vincere un titolo. Penso che per questo motivo questi tre siano stati i momenti più belli della mia carrieraʺ.

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