[ESCLUSIVA] Luigi Datome: “Vogliamo vincere l’EuroLega. Il nuovo formato è simile alla NBA”

[ESCLUSIVA] Luigi Datome: “Vogliamo vincere l’EuroLega. Il nuovo formato è simile alla NBA”

L’ala del Fenerbahce e della Nazionale ha parlato a poche ore dall’inizio della Final Four di EuroLega, soffermandosi sull’importanza di questo evento e facendo anche alcune considerazioni sugli appuntamenti futuri dell’Italia.

 L’EuroLega, la competizione più importante del panorama europeo. La Final Four, il momento più emozionante della stagione. Quattro squadre, un solo obiettivo: vincere. A poche ore dall’inizio dell’evento abbiamo intervistato in esclusiva Luigi Datome, ala del Fenerbahce e della Nazionale italiana, pronto a disputare la seconda Final Four consecutiva con la maglia dei turchi. Dalla finale persa lo scorso anno a Berlino la squadra di Obradovic ha saputo confermarsi ai massimi livelli europei e ora ha la possibilità di giocarsi le sue chances a Istanbul, davanti a molti tifosi che la sosterranno.

Datome ha parlato dei suoi due anni in Turchia, della consapevolezza acquisita dalla squadra, del nuovo formato dell’EuroLega, soffermandosi anche sulla Nazionale, dalla delusione del Preolimpico agli impegni futuri.

Ciao Gigi, ti è piaciuto il format di quest’anno dell’EuroLega, soprattutto rispetto al precedente?

“Molto. Avere più partite può voler dire avere più movimento, sempre di qualità perché parliamo di EuroLega, più tifosi, più sponsor, più incassi in arene spesso piene. È il futuro e bisogna cercare il modo anche di aumentarlo. Certamente gli allenatori saranno poco d’accordo ma col tempo si abitueranno a questo cambiamento, riflettendo sul fatto che con così tante partite di fila le squadre non potranno essere sempre nella miglior condizione psico-fisica. Un po’ come accade nella NBA”.

Quanto è stato difficile competere ai massimi livelli con un calendario così duro, in cui avete giocato tre o anche quattro partite in poco più di una settimana?

“Sta nell’ordine delle cose che vanno messe in preventivo. Con questa formula un infortunio o un problema di qualsiasi natura può compromettere la stagione, ma se sei bravo e hai un roster profondo alla fine hai la possibilità di riprenderti. Come è successo a noi. Lo sforzo fisico è tanto, come dicevo prima può sembrare una stagione NBA, ma ripeto che lo spettacolo ne vale la pena”.

Quanta consapevolezza della vostra forza vi ha dato avere vinto la serie di playoff in modo così convincente?

“Certamente ci ha dato tanta fiducia, ma non basta questa per vincere le partite. Abbiamo mostrato che siamo una squadra matura e che per fortuna il momento di forma e di salute migliore è arrivato nel momento più importante. Abbiamo avuto tante difficoltà all’inizio che ci hanno arenato durante l’anno, ora fortunatamente stiamo bene, speriamo di farci trovare pronti”.

Terza Final Four consecutiva per il Fener e seconda per te. Pensi si possa parlare di inizio di una dinastia o prima serve una vittoria in EuroLega?

“Serve una vittoria, assolutamente”.

Quanto pensi possa incidere giocare la Final Four in casa, a Istanbul, davanti a molti vostri tifosi?

“Il fattore campo esiste, è importante ma ci credo il giusto, anche perché non giocheremo nel nostro palazzetto, ma in un’altra Arena di Istanbul. Saranno partite tirate come spesso accade in queste manifestazioni, servirà essere perfetti”.

Hai qualche rammarico rispetto alla sconfitta nello scorso anno? Pensi possa avere rappresentato un percorso di crescita per voi?

“Beh ovviamente si. Ma nello sport non si vive di ricordi né positivi né negativi. Da quella esperienza abbiamo capito molte cose e speriamo di metterle in pratica in questa occasione. Una su tutte che ogni pallone a certi livelli fa tutta la differenza del mondo e può cambiarti la vita. E pure che si deve evitare di andare sotto di 20 punti…”

C’è una squadra che vedi favorita per la vittoria finale o partite tutti alla pari?

“Siamo 4, ognuna ha il 25% di chance di vincere. E non è retorica”.

Qual è stato il momento più bello, fino a questo momento, dei tuoi quasi due anni in Turchia?

“Vorrei rispondere quello che sto per vivere. Ma per ora dico lo scudetto dello scorso anno”.

Capitolo Nazionale: la sconfitta al Preolimpico nello scorso anno è stata più una ferita difficile da dimenticare o un momento per acquisire ancora più consapevolezza in voi per potere raggiungere obiettivi ancora più alti?

“E’ stata una brutta pagina che va cancellata con un risultato importante. E credo che questo gruppo, il gruppo storico di questi anni, può ottenerla”.

Dove può arrivare questo gruppo agli Europei che si disputeranno alla fine di questa estate?

“L’ho detto prima, abbiamo le carte in regola per far bene e penso che se staremo bene fisicamente e mentalmente ci giocheremo delle chance importanti per fare un buon europeo”.

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