[ESCLUSIVA] Sammy Mejia: “Sacchetti uno dei migliori allenatori mai avuti. La NBA? Non ho rimpianti”

[ESCLUSIVA] Sammy Mejia: “Sacchetti uno dei migliori allenatori mai avuti. La NBA? Non ho rimpianti”

Il giocatore del Tofas Bursa, passato in Italia con la maglia di Capo d’Orlando, si è raccontato ai nostri microfoni: dall’esperienza italiana fino alla sua vita in Turchia, ecco le sue parole.

Esperto e talentuoso, Sammy Mejia è uno dei giocatori di maggior classe del Tofas Bursa, protagonista di un avvio convincente nel campionato turco, dove sta impressionando per continuità di risultati e qualità del gioco. L’esperienza in EuroCup della squadra si è conclusa alla prima fase, eliminata nel girone di ferro con Asvel, Trento, Zenit San Pietroburgo e Gran Canaria, ma la prima parte dell’annata può comunque essere considerata ben più che soddisfacente per Orhun Ene e i suoi giocatori.

Mejia si è raccontato ai nostri microfoni, partendo dall’esperienza di Capo d’Orlando, la prima europea, che gli ha permesso di crescere e capire la vita e la pallacanestro in Europa, mettendolo nei radar di alcune tra le più grandi organizzazioni del Vecchio Continente. L’esperienza al CSKA Mosca lo ha migliorato ulteriormente, prima del suo trasferimento in Turchia definita dal giocatore “la mia seconda casa”, dopo sei stagioni trascorse nel paese. Non sono mancate considerazioni su Pozzecco e Sacchetti nelle sue parole, così come una considerazione sul mancato approdo in NBA.

Sammy, quanto è stata importante per lei l’esperienza di Capo d’Orlando, la sua prima europea?

“Il mio primo anno a Capo d’Orlando è stato molto importante, mi sono innamorato dell’Europa. Ho avuto un grande allenatore e dei giocatori che hanno favorito il mio inserimento, mi hanno permesso di adattarmi alla vita fuori dagli Stati Uniti. Ho solo bei ricordi, i tifosi erano eccezionali, la pallacanestro era buona e mi sono ritenuto fortunato ad avere un’opportunità di questo tipo con il club”.

Qual è stato il suo rapporto con Gianmarco Pozzecco in quella stagione?

“Gianmarco Pozzecco è stato un grande giocatore ma una persona ancora migliore. Quando sono arrivato nella squadra mi ha subito fatto sentire a casa, mi parlava sempre, è un ragazzo divertente, abbiamo una forte amicizia e mi ritengo fortunato ad avere giocato con un atleta di quel livello e con quella personalità. Anche adesso sono felice perché ho trovato un amico con cui posso parlare anche al di fuori della pallacanestro”.

Quanto è stato importante trovare un allenatore come Meo Sacchetti in quell’esperienza? Pensa possa essere l’allenatore giusto per la Nazionale italiana?

“Meo Sacchetti è un grande allenatore, uno dei migliori allenatori che ho avuto in Europa. E’ una persona eccellente che ama la pallacanestro e i suoi giocatori, ha un grande talento nel trovare giocatori di talento e massimizzare il loro rendimento in campo. Ho grande rispetto per lui, l’Italia e i tifosi hanno un grande allenatore: sono felice di averlo avuto, a volte giocare in Europa non è facile, ma averlo avuto come primo allenatore è stato importante per me”.

Quali sono i suoi migliori ricordi dell’esperienza con il CSKA Mosca, una delle migliori squadre d’Europa?

“Il CSKA è un club di alto livello in Europa, sono orgoglioso di avere potuto giocare per una squadra di quel livello. Ho imparato molto da quell’esperienza, ho imparato molto riguardo al basket europeo ed è qualcosa che mi ha permesso di diventare un giocatore migliore adesso. E’ stato un anno bello, con successi e in cui mi sono trovato bene, sono stato fiero di avere giocato nel CSKA”.

Questa è la sua sesta stagione in Turchia. Si può definire la Turchia come una seconda casa per lei?

“Sì, la Turchia è la mia seconda casa, è il paese in cui ho passato il maggior tempo della mia carriera in Europa. La mia famiglia si trova bene qui, io mi trovo bene, le persone sono gradevoli, il basket è di alto livello e penso che dobbiamo essere orgogliosi di essere in un paese come questo”.

Quali sono i segreti del Tofas Bursa in questa stagione?

“Non penso ci siano segreti, penso che il club abbia un piano e stiamo procedendo passo dopo passo: penso che nelle mie stagioni al Tofas ogni anno siamo migliorati perché ci siamo concentrati sui piccoli dettagli e siamo cresciuti. Rispetto a tre anni fa, quando sono arrivato in questa squadra, sono cresciuti l’organizzazione, i giocatori, gli allenatori, sono quindi felice di essere qui a giocare e spero di potere continuare cercando di migliorare sempre”.

Qual è la sua relazione con Orhun Ene, l’allenatore che ha avuto al Banvit e ritrovato al Tofas?

“Orhun è come un fratello per me, è un amico, un allenatore, ho molto rispetto per lui. Sono felice di avere trovato una persona come lui nella mia vita, penso di avere imparato da lui molte cose anche al di fuori della pallacanestro, allo stesso modo di quello che ho imparato nella pallacanestro. E’ un allenatore che cura i dettagli, che migliora i giocatori di pallacanestro, cerca di rendere migliori le persone e penso che questa sia la ragione per cui ha successo, per cui le persone lo rispettano. E’ stato una delle più grandi point guard della storia turca, cura la qualità dei giocatori e mi piace molto Orhun Ene”.

Mejia, ha avuto qualche rimpianto per non essere mai andato in NBA nel corso della sua carriera?

“No, assolutamente, non ho rimpianti. La vita è troppo breve per avere rimpianti per non essere andato in NBA. Sono felice qui, la mia famiglia e io stiamo bene e qui ho tutto quello che posso avere. La NBA è grande ma io sono davvero felice e fiero di quello che ho fatto nella pallacanestro e non ho rimpianti nella mia mente, sono contento della mia carriera in Europa, voglio continuare a giocare a pallacanestro qui e avere entusiasmo per il tempo che passo qui in Turchia”.

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