[ESCLUSIVA] Scott Bamforth: “Il basket è stato fondamentale nella mia vita. Con Lillard rapporto speciale”

[ESCLUSIVA] Scott Bamforth: “Il basket è stato fondamentale nella mia vita. Con Lillard rapporto speciale”

Il giocatore americano è tra i protagonisti dell’avvio di stagione di Sassari, con una serie di prestazioni di assoluto livello che ne confermano le grandi qualità già mostraste nelle sue precedenti esperienze: una vita non sempre facile e il suo talento, si è raccontato ai nostri microfoni.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Protagonista di questo avvio di stagione di Sassari, arrivato in estate dopo l’esperienza in Spagna, Scott Bamforth si sta confermando un giocatore di alto livello per il campionato. Non solo un ottimo realizzatore, ma un atleta in grado di fare tante cose utili alla squadra. Un uomo che ha una storia difficile alle spalle, con la perdita dei genitori quando era ragazzo che gli ha cambiato la vita, una relazione eccellente con Damian Lillard, suo compagno ai tempi del college, che va oltre la pallacanestro.

Nella vittoria di sabato a Brescia, che ha interrotto l’imbattibilità stagionale della squadra di Diana, capolista del campionato, l’americano di passaporto kosovaro è stato ancora una volta decisivo per Sassari: le sue doti e il suo talento stanno aiutando la squadra di Pasquini, in netta crescita dopo un primo periodo di stagione complesso anche a causa di una serie di infortuni a elementi importanti del roster. Bamforth si è raccontato ai nostri microfoni non solo per quanto riguarda la pallacanestro, ma anche in relazione alle sue esperienze personali, esprimendo un giudizio molto positivo sulla nuova esperienza e raccontando come la pallacanestro sia stata decisiva nella sua vita, soprattutto nei momenti più complicati.

Bamforth, quali sono le sue sensazioni dopo i primi mesi a Sassari?

 “Mi sento bene, il giudizio su questi primi mesi è positivo. Abbiamo avuto alcuni infortuni in squadra nel primo periodo della stagione, ma ora stiamo tutti bene e stiamo riuscendo a giocare bene e a crescere insieme come squadra. Quindi sono molto felice”. 

Cosa le piace di più dell’Italia, senza considerare la pallacanestro?

“Mi piace il cibo qui in Italia, credo sia davvero buono. I miei figli amano la pizza!”.

Ha giocato in Spagna e ora in Italia: quali sono le differenze nel gioco, nei tifosi?

“La lega spagnola e quella italiana sono un po’ diverse. La lega spagnola è un po’ più tattica rispetto che in Italia. Penso però che i tifosi in Italia siano migliori perché sono più coinvolti nel gioco e nella partita e partecipano con uno spirito e un entusiasmo maggiori”. 

Qual è il suo rapporto con Damian Lillard?

“Dame è uno dei miei migliori amici. Abbiamo passato del tempo insieme in estate e abbiamo lavorato per qualche settimana. E’ una persona che mi piace avere al mio fianco perché è un grande uomo e anche un ottimo giocatore di pallacanestro che mi ha permesso di migliorare molto”.

Cosa è cambiato nella sua vita dopo avere perso i genitori quando era un ragazzo?

“Sono cambiate molte cose. Ho dovuto imparare a crescere in fretta. Ho avuto periodi nella mia vita in cui sentivo di non avere niente per cui vivere. Ma ho capito che attraverso la pallacanestro avrei potuto trovare la felicità, quindi ho dedicato tutto il mio tempo e le mie energie per diventare il miglior giocatore di basket possibile”. 

Quanto è stata importante la pallacanestro in quel periodo?

“Il basket è stato molto importante in quei momenti. Mi ha permesso di allontanarmi da tutti i miei problemi, anche a livello mentale. E’ lo stesso anche adesso. Uso la pallacanestro per godermi la vita e mi diverto a giocare le partite perché sono momenti che mi portano molta felicità”.

Quali sono le sue passioni al di fuori del basket?

“Mi piace guardare film, serie tv e andare in giro con i miei due figli. Passare del tempo con loro è la cosa migliore che faccio tutti i giorni. Mi hanno portato la massima felicità possibile e so di potere contare su di loro nei momenti belli e brutti della vita”.

In quali aspetti del gioco pensa di potere migliorare?

“Credo di dovere migliorare nella mia capacità di passare la palla e anche in difesa. Voglio diventare un passatore eccellente in modo da coinvolgere sempre i miei compagni e rendere il gioco più facile per loro. E la difesa, tutti possono migliorare in difesa”.

Cosa pensa delle finestre per le Nazionali per le qualificazioni ai Mondiali durante la stagione?

“Penso che sia un po’ diverso rispetto a prima ma al tempo stesso è bello potere giocare per la propria Nazionale anche durante la stagione piuttosto che solo durante il corso dell’estate”.

Cosa direbbe a un ragazzo che vuole diventare un giocatore di basket professionista?

“Gli direi che deve porsi come obiettivo quello di migliorare dell’1% ogni giorno. Se fai così, alla fine sarai diventato un ottimo giocatore di pallacanestro che ha la possibilità di diventare un professionista”.

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