#F4Glory Real-Fenerbahce, una finale inedita: chi vince entra nella storia

#F4Glory Real-Fenerbahce, una finale inedita: chi vince entra nella storia

Sono diversi i temi di interesse della finale di EuroLega in programma domani a Belgrado: diversi protagonisti delle due squadre potrebbero risultare decisivi.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Istanbul, 365 giorni fa. Il Real Madrid dominatore della stagione regolare insieme al CSKA Mosca sfidava il Fenerbahce per accedere alla finale. Nell’inferno del Sinan Erden Dome i turchi di Obradovic ebbero la meglio sugli spagnoli al termine di una partita condotta dall’inizio alla fine e dominata per larghi tratti dai padroni di casa. Il Real, a cui non bastò un Llull versione deluxe, vide sfumare i suoi sogni di gloria a un passo dal traguardo: in quel momento, e con la successiva sconfitta nella finale di Liga ACB per mano del Valencia, la posizione di Pablo Laso sulla panchina madrilena sembrava essere tutt’altro che solida.

Belgrado, 18 maggio 2018: giornata di semifinali di EuroLega. Nella prima partita il Fenerbahce ha piegato la strenua resistenza di un commovente Zalgiris, arrivato davvero a un passo dal traguardo, grazie a una difesa cinque stelle e a un Muhammed Ali devastante nei momenti chiave della gara. La sua leadership e i suoi canestri hanno sempre ricacciato indietro i lituani, che hanno dimostrato di valere questo livello ma hanno pagato il minore tasso di talento individuale a disposizione rispetto ai propri avversari. Obradovic e Gherardini hanno allestito una vera e propria macchia da guerra, che non conosce soste e non presenta punti deboli in nessun reparto: nonostante la serata storta al tiro di Nunnally e Guduric, due autentici cecchini, sono emersi altri protagonisti: Gigi Datome ha impattato magnificamente il match su entrambe le metà campo, rendendosi protagonista di una delle prime spallate che il Fenerbahce ha voluto dare alla partita, Nick Melli è stato il giocatore più utilizzato da Obradovic perché, pur segnando pochi punti, ha dato garanzie difensive importanti che l’allenatore serbo ha voluto cavalcare.

Nell’altra semifinale, la grande sfida tra Real e CSKA si è risolta a favore degli spagnoli, che hanno raggiunto così l’ultimo atto dell’EuroLega a cui mancavano dal 2015, anno di grazia della squadra. Un successo costruito mattone dopo mattone, minuto dopo minuto: il grande avvio offensivo della squadra di Itoudis – e di un Higgins dominante nei primi dieci minuti – si è rivelato essere un fuoco di paglia, perché da quel momento in poi il CSKA si è progressivamente spento sotto i colpi degli avversari. I russi hanno pagato dazio la scarsa serata di Sergio Rodriguez, protagonista di un buon avvio ma poi ass0luto comprimario nel resto della sfida, oltre alle non perfette condizioni fisiche di De Colo e Hines che, pure se risultati tra i migliori della squadra di Itoudis, hanno dovuto concedere qualcosa ai pari ruolo avversari. Dall’altro lato, la voglia di mostrarsi di Luka Doncic ha sicuramente fatto la differenza, ma il vero MVP della squadra di Laso è stato Sergio Llull, pienamente recuperato dall’infortunio al ginocchio della scorsa estate e sceso in campo con una voglia di vincere senza precedenti. Il fuoriclasse spagnolo si è caricato la squadra sulle spalle, tornando ad essere il mattatore che tutti abbiamo ammirato nel corso delle passate stagioni: punti, assist, leadership da vendere per un atleta che ha voluto fortemente rientrare in vista del finale di stagione per provare a portare la Coppa a Madrid.

Photo by Marko Metlas/EB via Getty Images
Photo by Marko Metlas/EB via Getty Images

UNA FINALE INEDITA – La finale di EuroLega sarà dunque il remake della semifinale della passata stagione, in cui il Fener, come detto precedentemente, dominò tatticamente e tecnicamente il Real di Laso. Proprio l’allenatore spagnolo sarà chiamato al salto di qualità di fronte al grande maestro Zeljko, che l’anno scorso impattò la partita aggredendo fortissimo in difesa fin dalle prime battute con l’obiettivo di scollegare Llull dal resto dei compagni di squadra. Il risultato? Il Fenerbahce volò sulle ali di Udoh e Bogdanovic, mentre il Real annaspava nelle proprie difficoltà e nell’incapacità di Laso di uscire dalle mille trappole preparate da Obradovic per l’occasione. Una partita in cui il maestro impartì una lezione senza diritto di replica a uno dei suoi allievi, che adesso avrà l’occasione di prendersi la propria personale rivincita.

Fenerbahce e Real sono due squadre complete, profonde in ogni reparto e ricche di talento e fisicità. Due corazzate che hanno pochi punti deboli e che si conoscono a meraviglia essendo da anni nel Gotha della pallacanestro europea. Due roster in cui lo sconfinato talento individuale è messo a disposizione dei compagni per un obiettivo superiore e collettivo: la vittoria. A fare la differenza potrebbe essere l’intensità difensiva che sarà in grado di mettere in campo il Fenerbahce fin dalle prime battute, per impedire a Doncic e Llull di entrare subito in ritmo: non è da escludere che Obradovic, come fatto ieri contro lo Zalgiris, possa mettere Guduric in quintetto con la missione speciale di guardare da vicino il fuoriclasse sloveno del Real. Il tonnellaggio di Wanamaker, decisamente superiore rispetto ai pari ruolo avversari, potrebbe aprire a scenari inediti e diversi per il Fenerbahce: in situazione di doppio playmaker, con Sloukas e Brad in campo contemporaneamente, il giocatore americano può sfruttare la sua fisicità per giocare in post o vicino a canestro. Un vantaggio non da poco per una squadra ricca di tiratori dal perimetro che possono aprire il campo alle penetrazioni dell’americano. Dall’altro lato, il Real ha una grande fisicità sotto canestro, con la frontline Ayon-Reyes-Tavares che, a livello fisico, parte pari se non leggermente avanti rispetto a quella del Fenerbahce. La presenza in campo del centro capoverdiano, che dall’alto dei suoi 2.20 metri è un ottimo intimidatore, potrà essere un fattore chiave della partita: sarà difficile che Laso scelga di andare con il doppio centro in campo, più probabile che due dei tre giocatori sopracitati si alternino a seconda dei momenti della partita.

Il controllo dei rimbalzi e il tiro da fuori saranno altri due aspetti innegabilmente importanti negli equilibri di una sfida così delicata: entrambe le squadre hanno specialisti nel tiro da tre punti invidiabili, come Nunnally e Jaycee Carroll, capaci di tirare con percentuali stratosferiche. La lotta sotto canestro e l’abilità nel far partire subito l’azione porteranno a canestri facili in contropiede o ad avere dei vantaggi tecnici importanti nell’attaccare a difesa non perfettamente schierata. Il coinvolgimento di tutti i giocatori sarà determinante, perché come spesso accade in partite di questo genere, sono gli insoliti sospetti ad emergere e a spostare le sorti dell’incontro.

Real-Fenerbahce è una finale inedita in EuroLega, e diventerà leggendaria per una delle due parti: la vittoria nella partita di domani assegnerà il decimo titolo continentale al Real oppure a Obradovic, facendo di uno dei due la squadra/la persona più vincente nella storia. Per l’allenatore del Fenerbahce sarebbe un risultato doppiamente importante, perché per la prima volta vincerebbe l’EuroLega in back-to-back per due anni consecutivi. Tra poco più di trenta ore si alzerà il sipario su Real-Fenerbahce: l’Europa le guarderà, solo per una di loro sarà un successo.

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