Fenomenologia di una Leggenda: l’ennesima vittoria di Kill Bill

Fenomenologia di una Leggenda: l’ennesima vittoria di Kill Bill

Il leader dell’Olympiacos ha realizzato l’ennesima grande impresa della sua carriera, emergendo da fuoriclasse nel quarto che più conta: l’ultimo.

Immortale.

Non esiste altro aggettivo per definire Vassilis Spanoulis. Anche in una stagione complicata il numero 7 dell’Olympiacos ha dimostrato di sapere essere decisivo nei momenti di maggiore importanza.

C’è una frase di Rudy Tomjanovich che bene definisce il cuore e il talento del greco: “Never underestimate the heart of a champion”. E Spanoulis è entrambi: un campione che ha un  cuore immenso e che è pronto a fare di tutto per fare vincere la sua squadra.

E non potrebbe essere altrimenti per un fuoriclasse nato a pochi passi dall’Olimpo, forse non dotato di un talento luminoso di natura come può essere quello dei suoi rivali odierni Nando De Colo e Milos Teodosic, ma sicuramente è il risultato di anni di allenamenti alla ricerca di quel perfezionismo che ha portato Vassilis a essere uno dei migliori giocatori europei degli anni Duemila.

E’ il più grande lavoratore che abbia mai avuto”: parole e musica di Dusan Ivkovic, uno dei migliori allenatori della storia, che ha contribuito a creare il ciclo vincente dell’Olympiacos moderno. Proprio al Sinan Erdem Dome, sotto la guida del coach serbo, Spanoulis e Printezis furono grandi protagonisti nella rimonta dei reds proprio contro il CSKA Mosca, volato fino a +19 prima di crollare nel quarto periodo.

Già, il quarto periodo. Il regno di Kill Bill, il momento in cui emergono i grandi fuoriclasse: anche stasera Vassilis, dopo tre quarti giocati al di sotto delle sue potenzialità si è preso sulle spalle la squadra, con canestri e assist, oltre al canestro del primo sorpasso dei greci con una tripla da 8 metri marcato da Khryapa. Proprio come due anni fa a Madrid, contro lo stesso avversario, anche allora piegato dalle prodezze nel finale di uno Spanoulis assolutamente immarcabile.

Perché è nel destino di ogni grande campione fare le cose decisive nel momento più importante, sono pochi i giocatori che hanno il killer instinct di Spanoulis, che anche a quasi 35 anni si conferma probabilmente il più clutch dell’intera competizione. Perché il greco ha qualcosa in più degli altri, un qualcosa di semi divino che gli permette di accendere la luce in qualsiasi momento e cambiare marcia.

Lui ha sempre detto di non volere giocare per la squadra più forte d’Europa, vuole giocare per batterla: è così che un campione entra nella Leggenda. Pagine indelebili scritte dal numero 7, una varietà di soluzioni e di vittorie che non rendono nemmeno l’idea del suo impatto sulla pallacanestro europea e di come – grazie a lui – sia cambiato il concetto di vincente.

E chi cambia il corso e la storia di uno sport, ma anche in generale, è destinato a rimanere nell’eternità: Vassilis Spanoulis ha coltivato la sua ennesima vendetta nei confronti di chi lo vedeva non più brillante come nelle passate stagioni, e ha confermato l’incredibile feeling che lo lega a doppio filo alla Final Four di EuroLega.

Difficile dire se questo possa essere l’ultimo ballo, perché non si può mai scommettere contro Spanoulis: quel che è certo è che domenica Kill Bill sarà pronto a prendersi la scena. Ancora una volta. Perché i grandi campioni sono così, quando sentono vicino il gusto della vittoria si esaltano.

Per l’ennesima volta Spanoulis ha riscritto la storia. Una volta di più si è ritagliato un posto nella Leggenda.

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