Goran Dragić, fuori dal campo si può insegnare tanto

Goran Dragić, fuori dal campo si può insegnare tanto

Il talento sloveno è anche un genitore esemplare. Nel tempo libero l’impegno per motivare i giovani a dedicarsi allo sport e perseguire gli obiettivi con tenacia e umiltà.

di Mitja Stefancic

In una recente intervista concessa alla giornalista Kristina Žnidar per un mensile sloveno, Dragić ha evidenziato le principali attività che lo tengono impegnato fuori dal campo di basket: da un lato, assieme alla bellissima moglie Maja dedica molto tempo ai loro due bimbi, dimostrandosi un papà molto presente; dall’altro lato cerca di trasmettere i valori della pallacanestro ai nuovi campioncini sloveni.

La carriera di Goran “Gogi” Dragić

Dragić è stato giustamente eletto MVP dell’EuroBasket 2017. Formidabile durante l’intero torneo, nella finale contro la Serbia è stato a tratti persino epico, un campione in campo alle prese con gli avversari serbi, ma anche con i crampi dovuti alla stanchezza. Il giusto trionfo di un talento vero e sincero.

Ma come è iniziata l’avventura del cestista sloveno?

Goran è cresciuto assieme al fratello Zoran sui campi da gioco di Koseze, dove passavano ore e ore ad allenare tiro e palleggio, sfidandosi numerose volte. Un Dragić ancora giovanissimo ha iniziato la sua carriera con due squadre slovene, l’Ilirija (2003/04) e lo Slovan (2004-2006) per poi spostarsi in Spagna al Club Baloncesto Murcia nel campionato 2006/07, in prestito dal Baskonia. Di ritorno nella capitale slovena ha vestito la maglia bianco-verde dell’Olimpija, vincendo sia il campionato sloveno sia la coppa slovena 2007/08.

Dalla Slovenia agli Stati Uniti il passo è stato breve. Nel 2008 Dragić ha fatto il suo esordio in NBA con i Phoenix Suns, squadra alla quale è rimasto legato sino al 2011 e, in seguito, dal 2012 al 2015 (dopo un anno con gli Houston Rockets). Attualmente veste invece la maglia dei Miami Heat.

I valori che aiutano a crescere (e a vincere)…

Nella suddetta intervista curata dalla giornalista Kristina Žnidar, Dragić ha dichiarato che sin da ragazzini sia lui sia il fratello Zoran sapevano contraddistinguersi per una mentalità molto competitiva, ma anche umile. Il loro papà li voleva giocatori di calcio, ma loro hanno scelto, anche in maniera abbastanza fortuita, la palla a spicchi. Gli insegnamenti di Branko Bavdaž, l’amore per lo sport, e le molte ore di allenamento trascorse in palestra hanno fatto il resto.

Nonostante gli obblighi contrattuali, Goran “Gogi” Dragić è tuttora impegnato a trasmettere ai suoi fan i valori positivi come possono essere la costanza, la tenacia, la lealtà, l’umiltà, l’approccio sportivo alla vita. Questi valori sono, tra l’altro, al centro del suo libro autobiografico “Dajte Gogiju žogo” (2015, 286 pagine) (trad. Passate il pallone a Gogi, ndr.) in cui si ripercorre la brillante carriera del cestista sloveno, dai primi canestri sui campi da gioco nella scuola di Koseze fino alle splendide arene NBA, attraverso le numerose scelte ed i sacrifici fatti per arrivarci.

A nostro avviso, il suddetto libro riesce a trasmettere ai lettori proprio l’importanza dell’impegno e della perseveranza in tutte le cose che facciamo: lo stesso Dragić ha rimarcato, “vorrei che il messaggio principale contenuto nel libro sia chiaro. Per avere successo bisogna fare le cose con dedizione. Non bisogna arrendersi dinnanzi alle difficoltà, gli ostacoli vanno superati. Solo con la giusta dose di coraggio possiamo ambire a realizzare i nostri sogni”. Proprio queste qualità hanno permesso al talento di Lubiana di eccellere sul campo e fuori dal parquet di basket.

…e l’importanza di trasmetterli alle giovani generazioni

Infine, nel racconto “Goran – legenda o zmaju” (2017) (Goran – la leggenda del drago), Dragić ha altresì spiegato ai giovanissimi lettori quanto importante sia avere sin da subito uno spirito sportivo per affrontare i problemi che possono manifestarsi nella vita reale. Nel libro si narra la storia di un ragazzo inizialmente impressionato dagli avversari ben più grandi di lui, ma che, ad un certo punto, grazie all’aiuto del suo amico drago, riesce a sconfiggere la paura. L’amico con la coda e le ali infatti suggerisce al ragazzo: “Goran, guarda il pallone, prendilo, devi sentirlo tuo, ma devi anche passarlo e fare canestro”. Da quel momento l’approccio di Goran cambierà, aiutandolo a competere ad armi pari con gli avversari sul campo.

Goran Dragić, lodevole da tutti i punti di vista.

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