Il Maccabi non sa più vincere: adesso è vera crisi

Il Maccabi non sa più vincere: adesso è vera crisi

Il Maccabi Tel Aviv non sa più vincere: ieri, contro l’Hapoel Gerusalemme, è arrivata la terza sconfitta consecutiva per la squadra di Goodes tra campionato ed Eurolega. Adesso si può parlare di prima vera crisi per la squadra israeliana.

I risultati sono sicuramente al di sotto delle aspettative iniziali: infatti, in controtendenza rispetto agli ultimi anni in cui il roster era costituito da giocatori forti ma non star già affermate, quest’estate sono arrivati alla corte di coach Goodes diversi giocatori di alto livello. Nei ruoli di play e guardia ci sono stati il ritorno di Jordan Farmar, decisamente positivo nella sua precedente esperienza al Maccabi e molto amato dal pubblico, e l’arrivo di Taylor Rochestie, che l’anno scorso era stato per lunghi tratti di stagione uno dei migliori giocatori in assoluto dell’Eurolega. Le conferme di Ohayon, Devin Smith, Pnini, Randle e Landesberg rappresentano il segno di continuità con la squadra degli anni passati e costituiscono elementi di sicuro affidamento e grande esperienza: questi giocatori completano il reparto esterni dei gialli di Tel Aviv. Anche sotto canestro il Maccabi non ha badato a spese: sono infatti arrivati nella squadra Trevor Mbakwe, centro assolutamente dominante nelle sue esperienze italiana e tedesca, Arinze OnuakuIke Ofoegbu e soprattutto Vitor Faverani direttamente dalla NBA. Il giocatore brasiliano rappresenta forse la delusione più grande di questo avvio di stagione, frenato dagli infortuni e a rischio taglio, nonostante un contratto molto pesante a livello economico. Come se non bastasse, nel roster c’è anche Dragan Bender (classe 1997), da molti indicato come futura stella assoluta della pallacanestro europea e non solo.

Si tratta di un roster di primissimo livello quello messo nelle mani di Goodes, però i risultati non stanno arrivando. Uno dei principali problemi della squadra è rappresentato dalla difesa: sono troppi, infatti, i punti subiti dal Maccabi. In Eurolega la squadra subisce quasi 100 punti di media a fronte dei poco più che 75 segnati: se la sconfitta col CSKA poteva essere messa in preventivo, anche se nessuno probabilmente si sarebbe aspettato un -31 alla fine, decisamente meno attesa è stata la battuta d’arresto casalinga con l’Unicaja Malaga di questa settimana, subendo oltretutto 93 punti. In campionato, ieri, è arrivata un’altra sconfitta contro i diretti rivali per il titolo dell’Hapoel Gerusalemme: la squadra di Goodes è sprofondata fino al -24 dell’intervallo prima di avere una reazione insufficiente comunque a portare a casa la vittoria.

Sono proprio le sconfitte casalinghe a rappresentare un campanello d’allarme molto importante per la squadra israeliana: infatti, il parquet amico è sempre stato un fortino difficilmente espugnabile su cui il Maccabi ha costruito la maggior parte dei propri successi, soprattutto in tempi recenti. Le due brutte sconfitte casalinghe di questa settimana hanno anche fatto spazientire il pubblico, molto spesso invece in grado di dare una marcia in più alla squadra nei momenti di difficoltà.

Alcuni giocatori stanno sicuramente rendendo al di sotto delle aspettative, ma chi rischia decisamente di più è Guy Goodes: sono sempre più insistenti le voci di un suo possibile imminente esonero. Già nella scorsa stagione l’allenatore non era riuscito a vincere il campionato, vero obiettivo del Maccabi; in Eurolega la squadra, campione uscente, non aveva raggiunto le Final Four. Il risultato in campo europeo era preventivabile, visto che solo le grandi capacità di David Blatt avevano permesso nel 2014 di compiere un vero e proprio miracolo sportivo concluso con la vittoria della competizione. Goodes, vice di Blatt e suo successore, non ha mai riscosso grande considerazione tra gli addetti ai lavori, vista la sua nulla esperienza come head coach, tanto che lo scorso anno era stato richiamato Pini Gershon come vice: i risultati sono contro di lui, e adesso l’esonero è sempre più vicino.

Solo il tempo ci potrà dire se si tratta di una crisi passeggera o se saranno necessari interventi sia nel roster sia per quanto riguarda la guida tecnica. Una cosa è certa: il Maccabi deve tornare a vincere.

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