La caduta dell’Olympiacos: tra infortuni, carenze strutturali e futuro nelle parole di Nikos Varlas

La caduta dell’Olympiacos: tra infortuni, carenze strutturali e futuro nelle parole di Nikos Varlas

La corsa della squadra greca si è arrestata a un passo da Belgrado: ora serve ripartire, facendo delle riflessioni inevitabili sul futuro tecnico a cominciare da Sfairopoulos.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Fallimento. È questo il termine più corretto per definire la campagna europea dell’Olympiacos, fermatosi ai playoff contro lo Zalgiris al termine di una serie che i lituani hanno a tratti dominato. Un insuccesso pesante, considerate le aspettative alla vigilia della stagione: i rinforzi arrivati alla corte di Sfairopoulos, che avrebbero dovuto portare quel quid necessario per compiere l’ultimo step e provare a vincere l’EuroLega, hanno fallito nel loro intento. Il percorso dei greci infatti si è arrestato ben prima, a un passo da Belgrado: ˝L’Olympiacos ha avuto un’ottima regular season nonostante gli infortuni, ma tutti si ricordano di come si finisce la stagione – afferma Nikos Varlas, collega di Eurohoops – e la verità è che i greci hanno fallito l’accesso alla Final Four˝.

EVEREST ZALGIRIS – Cinque sconfitte in sei gare stagionali. È questo il magro bottino raccolto dall’Olympiacos nelle sfide in EuroLega contro lo Zalgiris Kaunas. Un risultato esiguo, ma veritiero di quanto si è visto in campo, perché i lituani sono sembrati essere globalmente una squadra migliore in molti aspetti del gioco. Il dominio tattico di Jasikevicius non è stato arginato da Sfairopoulos, che ha pagato a caro prezzo il collasso della sua difesa, vero e proprio marchio di fabbrica della squadra del Pireo. Per Varlas questa non è stata una sorpresa, perché ˝l’Olympiacos non ha un roster che gli permette di essere efficace a questo livello in difesa. Per due motivi: l’assenza di un centro che sia rim protector, intimidatore e la mancanza di atletismo nel settore guardie. Due aspetti che, legati agli infortuni che hanno privato di energia l’Olympiacos spiegano le difficoltà difensive della squadra˝.

La perdita delle certezze difensive, vero e proprio marchio di fabbrica della squadra greca, ha favorito lo Zalgiris, capace di punire sistematicamente ogni scelta avversaria con una lucidità impressionante per una squadra inesperta a questi livelli. Il solo Jasikevicius, nel corso della sua carriera da giocatore, aveva giocato gare di questa importanza, ma nonostante ciò i lituani sono sembrati molto maturi e privi di timore reverenziale nei confronti di una squadra che ha scritto pagine indelebili di questo sport negli ultimi anni (l’Olympiacos è stata l’ultima squadra a realizzare un back-to-back per due anni consecutivi). In questo senso, gran parte del merito viene dato al lavoro quotidiano svolto dallo Zalgiris nel corso dell’annata, che ha fruttato risultati impensabili all’inizio della stagione regolare. ˝La prima, e più importante, cosa da dire è che lo Zalgiris è una grande squadra che ha fatto un grande lavoro, vincendo e sapendosi adattare a stili di pallacanestro differenti. Il basket è uno sport giusto – prosegue Varlas – e il fatto che lo Zalgiris abbia vinto 5 volte sue 6 contro l’Olympiacos dimostra che hanno giocato una pallacanestro migliore e hanno trovato tutte le risposte cercate contro gli avversari. Sicuramente gli infortuni hanno tolto all’Olympiacos la possibilità di giocarsi al meglio la qualificazione, ma lo Zalgiris è stato una squadra nettamente migliore perché ha eseguito una pallacanestro di grande qualità senza avere grandi stelle: questo è stato davvero impressionante˝.

QUALE FUTURO PER L’OLYMPIACOS? – Questa è la grande domanda che aleggia intorno alla squadra greca, considerato che Spanoulis e Printezis procedono verso la parte finale della carriera e che i ricambi scelti in questa stagione non hanno dato – se non in alcuni casi – le certezze che la dirigenza si aspettava. Anche Sfairopoulos, quantomeno nella serie contro lo Zalgiris, si è trovato in grossa difficoltà nel dovere scegliere alternative ai soliti noti, racimolando poco e niente dalla panchina e toppando clamorosamente nella scelta di Bobby Brown, mai realmente inserito nella squadra. In questo senso, Varlas riconosce un difetto all’allenatore greco, che ˝non riesce a tirare fuori il meglio dai giocatori stranieri che seleziona per la sua squadra˝.

Capire quale sarà il futuro al momento è indecifrabile, anche se come riconosciuto dal giornalista greco l’Olympiacos ha presentato carenze strutturali importanti nella serie contro lo Zalgiris: l’assenza di un centro intimidatore e di una guardia dotata di atletismo ha messo a nudo tutte le difficoltà di Spanoulis e compagni, letteralmente massacrati sul piano del ritmo e dell’intensità dagli avversari. Che sia davvero la fine dell’era vincente Spanoulis-Printezis all’Olympiacos? Difficile dirlo in questo momento, anche se Varlas prova a fare chiarezza in tal senso: ˝Secondo me dipenderà dalle scelte del board. Se la dirigenza entrerà in modo aggressivo sul mercato compiendo le scelte giuste, non credo sarà la fine di un’era. Se invece verrà allestito un roster in cui nuovamente gli stranieri avranno un ruolo minore e non potranno fare la differenza, la squadra non avrà successo. Nessuno può vincere il tempo, specie ora che il livello della competizione è cresciuto di molto˝. Solo il futuro quindi dirà quale sarà il destino dell’Olympiacos: certo è che l’eliminazione di quest’anno ha fatto rumore e deve imporre profonde riflessioni in una squadra che non è riuscita a colmare le lacune necessarie per diventare nuovamente vincente a livello europeo.

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