L’inarrestabile ascesa di Sarunas Jasikevicius

L’inarrestabile ascesa di Sarunas Jasikevicius

L’allenatore dello Zalgiris si sta confermando ai vertici europei, migliorando gara dopo gara: le sue idee e la qualità del gioco sono i valori su cui poggi la sua squadra.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

7-5 dopo dodici partite. Con una squadra che, alla vigilia, veniva considerata in fondo alla griglia di partenza. Ottenendo scalpi importanti – Barcellona, Milano di 30 in trasferta, Fenerbahce tra gli altri – e con una consapevolezza dei propri mezzi che non conosce eguali in Europa. Lo Zalgiris Kaunas è la grande rivelazione, per i risultati, di questa prima parte di stagione, grazie soprattutto al condottiero che dirige le operazioni in panchina, Sarunas Jasikevicius. Già, il lituano, capace di proporre un gioco efficace che valorizza tutte le qualità migliori dei suoi uomini. Pur senza avere talenti altisonanti, se non il sempreverde Jankunas, ma con un gruppo coeso che rema nella stessa direzione. Non è un caso che sotto la sua guida Ulanovas, Pangos, Milaknis abbiano fatto passi da gigante. Lo stesso Lekavicius lo scorso anno.

Saras migliora i suoi giocatori, è un allenatore a 360 gradi: non solo nel corso delle partite, ma anche durante la stagione. Con lui tutti sono responsabilizzati e si sentono importanti. Ognuno porta il proprio mattoncino alla causa. Rotazioni chiare e gerarchie definite, tutti sono sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda. E poi Saras è competitivo, non si accontenta del bel gioco. Vuole vincere. Sempre. Contro chiunque. “Con lui ho un rapporto speciale – ha dichiarato Obradovic al termine della partita di ieri – e Sarunas è altamente competitivo. Non mi stupiscono i risultati dello Zalgiris, la squadra gioca bene e si rispecchia perfettamente in quello che è Jasikevicius. Giocano di squadra: ho impressioni e sensazioni molto positive per quanto riguarda la loro stagione”.

Un vero e proprio attestato di stima quello di Obradovic nei confronti del suo ex giocatore, che ora ha intrapreso la carriera di allenatore con eccellenti risultati. Il gioco dello Zalgiris non è mai improvvisato, ma frutto di movimenti e meccanismi allenati più e più volte nel corso della stagione, per arrivare all’esecuzione perfetta. E’ il risultato di un progetto tecnico consolidato, rafforzato con il rinnovo del contratto di Jasikevicius arrivato in estate, nonostante la fila di squadre che hanno provato a ingaggiare il lituano per iniziare un nuovo ciclo. Ma Saras ha deciso, per il momento, di legare a doppio filo la propria storia di allenatore con lo Zalgiris, la squadra che gli ha dato fiducia nel ruolo e gli sta permettendo di affermarsi al massimo livello continentale.

La sua forte personalità si rispecchia nel modo di giocare della squadra, spavaldo ma quasi sempre in controllo, senza considerare troppo la forza degli avversari, o meglio, giocando la propria pallacanestro indipendentemente dal tipo di avversario incontrato, e alla ricerca del perfezionismo. Accontentarsi non basta, il buono non è mai buono: la ricerca spasmodica del miglioramento è una delle chiavi che portano i giocatori della squadra a essere poi ricercati dalle grandi d’Europa.

Merito anche di uno staff tecnico che supporta Jasi in tutto e per tutto, durante le partite gli assistenti leggono le mosse degli avversari e preparano contromosse, spesso vincenti. Non è un caso che lo Zalgiris raramente vada davvero in difficoltà contro gli avversari: a livello tattico e di preparazione gli allenatori della squadra hanno poco da invidiare ai santoni di questo sport. E poi c’è il feeling che ha Jasikevicius con la vittoria, una mentalità che lo porta a non considerare mai perso nulla, a instillare nella testa dei suoi giocatori la voglia di vincere, di giocare per il massimo risultato. Non è un caso che partita dopo partita, vittoria dopo vittoria, la consapevolezza nei propri mezzi da parte dei suoi giocatori aumenta: la crescita di Kevin Pangos, dal primo al secondo anno della gestione Jasikevicius, è sotto gli occhi di tutti: da buon giocatore capace di sprazzi di talento eccelso ad autentico leader in campo e prolungamento delle idee dell’allenatore.

Un ruolo, quello del playmaker, che per Jasikevicius è atipico: spesso sfrutta il fisico e la tecnica di Ulanovas in post basso per creare gioco per i compagni. Nella vittoria larghissima del Forum, è stato proprio con il giocatore lituano in campo a creare gioco prendendo vantaggio dai miss match che lo Zalgiris ha preso il largo a cavallo tra il primo e il secondo quarto, continuando poi a spingere sull’acceleratore fino alla sirena finale, contro un’Olimpia mai in partita e mai in grado di opporre contromosse efficaci a quanto proposto dai lituani, che hanno banchettato sul parquet del Forum.

Vedere giocare lo Zalgiris significa apprezzare davvero il gioco della pallacanestro espresso ai suoi massimi livelli: i lituani non hanno la pressione di dovere vincere l’EuroLega, perché ci sono squadre con interpreti di maggiore talento, ma l’applicazione e il sistema plasmato da Jasikevicius a perfetta immagine e somiglianza della sua idea di gioco sono elementi rari da trovare in Europa fatti così bene e a questo livello. Camaleontico nel suo modo di allenare, non crede che ci sia un’unica via per arrivare al risultato, capace di cambiare in corsa la strategia e il piano partita, Saras è un animale da campo e da partita: la sua carriera da playmaker lo porta a prevedere, cioè a vedere prima, cosa potrebbe accadere e a trovare rimedi per le mosse tattiche degli avversari. Il suo body language non dà mai segni di sconforto, anzi, esprime la sua volontà di competere al massimo, strigliando i suoi giocatori per le scelte sbagliate che fanno e stimolandoli al miglioramento.

Obradovic ha speso parole belle per lui, il lituano viene visto come uno dei suoi possibili eredi: avere avuto a che fare con il docente principe dell’Università della pallacanestro europea non può che essere un motivo di orgoglio per Jasikevicius, che ha cercato di “rubare” alcuni piccoli segreti di Zeljko per applicarli ai suoi principi di gioco. Con risultati eccellenti, che dimostrano come in molti casi la figura dell’allenatore sia davvero importante nei risultati di una squadra. Perché la chimica e l’idea di gioco trovate in fretta spesso sono elementi più importanti rispetto ad avere giocatori di grande talento ma senza un’ottima organizzazione. E questo Sarunas lo ha capito. E i risultati si vedono.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy