Olivier Giroud, il pivot calciatore

Olivier Giroud, il pivot calciatore

Una storia calcistica con valore cestistico

di Fabrizio Martini

Come ben sappiamo, la Francia ha vinto il suo secondo Mondiale di calcio.

La squadra di Didier Deschamps, battendo in finale la Croazia, ha portato a termine una competizione pressochè perfetta, consacrando giocatori come Mbappè e Pogba su tutti (non che ne avessero particolarmente bisogno), anche se chi ha rubato la scena a tutti e fatto parlare di sé, è stato soprattutto Olivier Giroud.

zimbio

Chi?

Olivier Giroud è un centravanti alto, imponente dal punto vista fisico, che attualmente milita nel Chelsea. Durante l’esperienza in Russia si è reso protagonista di un paio di record: non ha mai segnato, pur giocando pressochè sempre titolare nella formazione vincitrice della competizione.

Anzi, non ha neanche mai tirato in porta.

Com’è possibile che un giocatore del genere, già capocannoniere sia in Ligue 2 che in Ligue 1, giocando più vicino possibile alla porta avversaria in una competizione così importante non abbia neanche provato una conclusione?

Le risposte possono essere due: la prima è, ovviamente, il caso, la seconda è quella che ci interessa: il cosiddetto “gioco di sponda” per le mezzali (gli “esterni”), in questo caso Mbappè e Matuidi, oltre a favorire gli inserimenti dei compagni più talentuosi liberi di svariare su vari fronti, in particolare Antoine Griezmann (che in conferenza stampa post partita si è lasciato andare ad un “I love Derrick Rose“, con tanto di bacio rivolto al giocatore dei Timberwolves) e Paul Pogba.

Giroud ha avuto un predecessore, tale Guivarc’h, che ai Mondiali transalpini del 1998, terminati con una vittoria, non segnò mai pur giocando da punta centrale.

Se Giroud fosse un cestista, sarebbe un centro con 0/0 dal campo, pochissimi rimbalzi e stoppate, ma tanto lavoro sporco in difesa e facilitatore per grandi solisti. Potrebbe quasi ricordare il Pachulia dei Golden State Warriors, ovviamente con un peso ben specifico del georgiano, un Robin Lopez a Portland, un Horford che non tira…chissà che Deschamps non abbia studiato i ragazzi della Baia e la NBA in generale, dopo un sofferto 2-1 iniziale sull’Australia col tridente “delle meraviglie” Griezmann-Dembelè-Mbappè in difficoltà, optando per un centravanti puro ma più funzionale per liberare l’estro dei suoi fuoriclasse.

Simpatici o no, i francesi hanno vinto e vanno applauditi. Ed applaudiamo anche Giroud, onesto mestierante di un gioco diverso dal nostro preferito, ma che ci ha ricordato che il lavoro sporco e mettersi al servizio dei propri compagni è indispensabile per ottenere grandi risultati.

Sporting News
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