Quando essere secondo violino è un’arte: Sergio Llull e Kruno Simon

Quando essere secondo violino è un’arte: Sergio Llull e Kruno Simon

ll ruolo di secondo violino ha avuto interpreti di alto livello in Europa. Tra gli esempi più recenti di giocatori che incarnano alla perfezione questo compito troviamo Sergio Llull al Real Madrid e Kruno Simon all’Olimpia Milano.

Nella storia della pallacanestro ci sono sempre state delle grandi squadre e dei grandi giocatori: analizzando il caso europeo in particolare, spesso ci si ricorda dei grandi realizzatori, dei grandi difensori, dei vincenti e, di conseguenza, anche di quelli riconosciuti come perdenti più o meno di successo. Esiste una categoria che viene poco citata, con grandi interpreti che non sempre hanno la giusta considerazione: si tratta di quei giocatori che non eccellono sopra gli altri in nulla, ma che sono in grado di fare tante cose diverse ed utili per i compagni per giungere al successo. Si tratta di artisti del gioco, dotati di un grande talento e pronti a mettersi a disposizione dei compagni per vincere. Si tratta dei cosiddetti secondi violini, giocatori che non sono le stelle designate o principali della squadra, ma il cui elevato rendimento è fondamentale per conseguire dei trionfi nel corso delle stagioni.

Printezis, un grande secondo violino

La storia, anche recente, del basket europeo è ricca di questi giocatori, perché le squadre vincenti non sono mai state costituite solo da grandi leader e realizzatori, ma da giocatori che con il loro lavoro oscuro, hanno garantito il successo: un esempio è dato da Georgios Printezis, perfetta spalla di Vassilis Spanoulis nell’Olympiacos capace di conquistare due Euroleghe consecutive in un momento storico quanto mai inaspettato per i reds di Atene, reduci da un taglio al budget ed al talento nel roster, ma capaci di sorprendere e shockare l’Europa con un grande gioco corale.

All’interno della categoria dei secondi violini, ce ne sono alcuni di cui si parla poco ma che negli ultimi anni, ed in questa stagione in particolare, stanno offrendo un rendimento di altissimo livello, trascinando le rispettive squadre verso gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Si tratta di due giocatori che hanno caratteristiche tecniche e fisiche diverse tra loro, ma il cui impatto sulle partite è molto simile e determinante nei successi: Sergio Llull nel Real Madrid e Krunoslav Simon nell’Olimpia Milano.

Lo spagnolo, 28 anni, è uno degli elementi indispensabili per la squadra di Laso: l’allenatore non si priva mai di lui, conoscendo le sue doti offensive ma anche la sua capacità di difendere con efficacia anche sugli esterni avversari. Al Real Madrid dal 2007, quando aveva appena 20 anni, Llull ha recitato un ruolo da protagonista in tutti i successi recenti della squadra, con la sua bacheca a livello di club che parla di: 3 Campionati spagnoli, 4 Coppe del Re, 3 Supercoppe di Spagna, 1 Eurolega ed 1 Coppa Intercontinentale. A livello individuale non ha ottenuto alcun premio significativo, a testimonianza che non è il tipo di giocatore talentuoso ed appariscente, ma fa piccole cose fondamentali per vincere. Negli ultimi anni, la guardia ha avuto un rendimento in crescita costante a livello di personalità e leadership: dopo aver steccato nella Finale di Eurolega persa col Maccabi a Milano nel 2014, Llull ha realizzato una serie di canestri pesanti e decisivi nella passata stagione, in cui il Real ha vinto tutte le competizioni a cui ha partecipato sul territorio nazionale, in Europa e nel mondo. Dal 2009 sempre presente tra i convocati della Nazionale, ha ottenuto 3 successi ed 1 bronzo agli Europei ed un argento olimpico a Londra, con la Spagna battuta solo dai travolgenti USA al termine di una gara comunque tirata. Anche con la selezione del suo paese Llull non recita il ruolo di prima punta, anzi, spesso viene anche impiegato come sesto uomo in uscita dalla panchina per la sua capacità di cambiare il ritmo delle partite in poco tempo e con risultati efficaci. Giocatore troppo spesso sottovalutato, è unico in Europa per la capacità di segnare tiri molto difficili in momenti della partita pesanti: la crescita della consapevolezza nei propri mezzi, accresciuta dai trionfi degli ultimi anni, lo ha reso un giocatore poco pubblicizzato ma totale, capace di fare sempre la cosa giusta nel momento giusto.

In Italia, pur se con caratteristiche diverse da Llull, c’è un giocatore di cui si è parlato poco che sta guadagnando le luci della ribalta, complice anche l’assenza di Alessandro Gentile, con cui si divide il ruolo o con cui gioca al fianco: si tratta di Kruno Simon, 30 anni croato, uno degli uomini di maggior fiducia per Jasmin Repesa. Non particolarmente dotato a livello di esplosività atletica, il croato è in grado di segnare 20 punti ma anche di mettere i compagni nelle migliori condizioni, grazie ad una serie di rimbalzi e assist che porta in dote in ogni partita. Capace di giocare anche nel ruolo di play aggiunto, il croato ha un ottimo tiro da fuori, anche da 3 punti, ed un’abilità notevole nella penetrazione: ruba il tempo al difensore rallentando la conclusione con grande efficacia nei risultati, ricordando un po’ Dejan Bodiroga per queste sue abilità. Il paragone con il fuoriclasse serbo, dominatore dei parquet europei per numerosi anni, non è completamente azzardato: entrambi dotati di un buon fisico e di ottima tecnica, hanno la predilezione per la conclusione elegante, perché il loro atletismo raramente permette, o permetteva nel caso di Bodiroga, soluzioni troppo spettacolari. La carriera ed il palmares di Simon sono decisamente diverse rispetto a quelle di Bodiroga e di Llull, in quanto recitano: 1 Campionato croato, 3 Coppe di Croazia e 1 Coppa Italia appena conquistata. I numeri ed i successi non bastano a spiegare il peso che il croato ha avuto in tutte le squadre in cui ha militato: dotato di grande sangue freddo nei momenti decisivi, sono numerosi i successi delle sue squadre ottenuti grazie a suoi canestri nei secondi finali delle partite. Dopo Croazia, Spagna e Russia, l’approdo in Italia alla corte di Repesa: l’impatto iniziale è stato buono, ma il rendimento della squadra altalenante: dopo una fase di assestamento, la crescita di Simon è coincisa con quella dell’Olimpia, capace di cambiare marcia in Italia, prendendosi la testa della classifica e vincendo la Coppa Italia, trofeo che mancava in bacheca da 20 anni esatti. Se il suo rendimento si confermerà su questi standard di eccellenza, per Milano nulla sarà precluso, sia in ambito nazionale che in Europa, dove la formazione si presenta come una delle più competitive dell’intera Eurocup.

Sergio LlullKrunoslav Simon, così uguali e così diversi al tempo stesso: quel che è certo è che rappresentano l’evoluzione ideale del ruolo di secondo violino nella pallacanestro contemporanea.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy