ROAD TO F8 2019 – Sidigas Scandone Avellino

ROAD TO F8 2019 – Sidigas Scandone Avellino

Ecco come si presenta la truppa irpina alle Final Eight di Coppa Italia, nella stagione dei 70 anni dalla fondazione del club biancoverde.

di Davide Scioscia

La Scandone Avellino arriva alla sua decima partecipazione alle Final Eight dopo aver archiviato con la vittoria ai danni di Brescia un periodo negativo fatto di sette sconfitte consecutive tra campionato italiano ed Europa. Proprio in Basketball Champions League la Sidigas ha fallito uno dei propri obiettivi stagionali, uscendo di scena alla fase a gironi, dopo aver avuto in mano per parecchio tempo la qualificazione agli ottavi. Ma andiamo per gradi. Dopo l’addio prematuro di Norris Cole, Avellino, pur attraversando guai societari, ha saputo compattarsi e, grazie all’esplosione di Sykes e la leadership di Nichols e Green, ha inanellato un’importante serie di vittorie che le hanno permesso di prendersi la testa di serie numero 2 nella griglia della Coppa Italia. Poi, come detto, la Scandone è stata eliminata dalla Champions incassando un “contro-break” di sconfitte, dovute soprattutto alla spaventosa mole di infortuni che l’hanno letteralmente messa in ginocchio: si sono fermati Nichols, Green, Ndiaye e, per concludere, anche Young, acquistato a dicembre per il forfait di Costello nel mese precedente: il centro ex Milano si è infortunato nell’ultima gara e salterà, come Nichols, la kermesse di Firenze, mentre Green e Ndiaye ci saranno, avendo smaltito già da qualche settimana i rispettivi acciacchi. La società ha fermato l’emorragia ingaggiando Silins e Harper, due elementi che hanno saputo già integrarsi nel gruppo biancoverde, in cui gli italiani hanno fatto un po’ di fatica in questa prima parte di stagione: da Campani a Campogrande, passando per Spizzichini e lo stesso capitan D’Ercole, fatta eccezione per il solito Filloy, unico azzurro a riuscire a garantire sempre un minutaggio vero. Nell’ultima uscita, però, si è intravista quantomeno un’inversione di tendenza in questo senso e coach Vucinic, seppur con il roster incerottato, potrà contare sul massimo dell’impegno nel difficile quarto di finale, che venerdì vedrà opposta alla Sidigas l’euforica Brindisi, vera e propria rivelazione di questo campionato.

LA STELLA
Dopo la partenza di quello che era stato, insieme a Mike James di Milano, il colpo dell’estate 2018, ossia Norris Cole, la Sidigas ha trovato in Keifer Sykes l’inaspettato go-to-guy. Il play nativo di Chicago, da quando non c’è più il due volte campione NBA, ha messo su una media da 22.7 punti in campionato, senza contare lo score di Champions League, in cui ha avuto un high di 43 punti (record della competizione continentale) nella partita in Turchia contro il Banvit. Insomma, una vera e propria esplosione per il folletto biancoverde, che, oltre alle spiccate doti tecniche, dispone di una buona regia, ma soprattutto di un atletismo fuori dal comune che gli permette di schiacciare in scioltezza pur essendo alto 183 cm.

CHI SALE
Oltre a Sykes, non si può non affermare che Caleb Green e Demetris Nichols siano elementi imprescindibili per la stagione della Sidigas. L’ala di Tulsa, che già aveva calcato i parquet nostrani nella stagione 2013-14 con la canotta di Sassari, si è dimostrato fondamentale nei giochi di coach Vucinic, soprattutto in fase offensiva, disponendo di doti tecniche davvero eccezionali. Discorso simile per l’ex CSKA, che si è contraddistinto forse in maniera meno altisonante rispetto al compagno di reparto, ma a dimostrazione della sua importanza all’interno del roster c’è questo dato incontrovertibile: la Scandone senza il suo faro Nichols ha un record di una sola vittoria e ben 8 sconfitte.

CHI SCENDE
Tra le note stonate della Sidigas, come già accennato sopra, dobbiamo inserire il parco italiani ed in generale la panchina, che finora ha dato molto poco. Ci si sarebbe aspettato di più, al netto degli infortuni che comunque ne hanno condizionato la stagione, da gente come D’Ercole e Campani, anche se quest’ultimo, insieme a Campogrande, ha dimostrato nelle ultime uscite di essere in crescita. Lo stesso Patric Young non è mai realmente apparso al top della forma (dopo più di un anno di inattività), pur non disdegnando un grande impegno soprattutto a rimbalzo. Il vero quesito a cui coach Vucinic vorrebbe rispondere al più presto è il seguente: come giocherebbe la Scandone disponendo di tutti gli effettivi ed al massimo della condizione?

IL ROSTER
#4 Patric Young (208-C-92) 5.9 ppg, 8.5 rpg, 1.3 apg
#6 Caleb Green (203-A-85) 18.3 ppg, 6.9 rpg, 2.6 apg
#8 Demetris Nichols (202-A-84) 14.1 ppg, 6.1 rpg, 2.6 apg
#10 Matt Costello (208-C-93) 10.4 ppg, 6.2 rpg, 1.2 apg
#12 Ariel Filloy (190-P/G-87) 9.4 ppg, 4.4 rpg, 4.3 apg
#14 Luca Campani (208-A/C-90) 2.6 ppg, 1.3 rpg, 0.4 apg
#18 Antonino Sabatino (184-G-00) 2.7 ppg, 0.3 rpg
#20 Ojars Silins (200-A-93) 6.2 ppg, 2.3 rpg, 0.6 apg
#21 Luca Campogrande (198-A-96) 1.7 ppg, 1.2 rpg, 0.3 apg
#22 Demonte Harper (193-G-89) 3.0 ppg, 3.0 rpg, 5.0 apg
#24 Lorenzo D’Ercole (193-G-88) 2.0 ppg, 1.2 rpg, 1.0 apg
#28 Keifer Sykes (183-PM-93) 16.4 ppg, 3.4 rpg, 3.6 apg
#34 Stefano Spizzichini (203-A-90) 2.6 ppg, 1.9 rpg, 0.5 apg
#55 Hamady Ndiaye (213-C-87) 7.2 ppg, 4.9 rpg, 0.5 apg

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