ROAD TO F8 2019 – Umana Reyer Venezia

ROAD TO F8 2019 – Umana Reyer Venezia

I lagunari si sono qualificati come 3° nel tabellone della Coppa Italia e puntano a invertire la rotta in una manifestazione che, nelle ultime edizioni, ha sempre riservato ben poche note liete

di Marco Arcari

L’Umana Reyer Venezia e le F8 di Coppa Italia. Un rapporto più complicato di qualsiasi pronostico, almeno nelle precedenti 5 edizioni, in cui gli oro-granata si presentavano ai nastri di partenza col ruolo di favorita insieme a Milano, salvo poi uscire sempre ai Quarti di Finale:

  • 2014: sconfitta (70-83) contro Brindisi.
  • 2015: sconfitta (70-80) sempre contro i pugliesi.
  • 2016: sconfitta (59-88) contro Milano.
  • 2017: sconfitta (68-76) contro Brescia.
  • 2018: sconfitta (60-72) contro Torino.

Un trofeo mai vinto, ma certamente desiderato da una formazione che, comunque, si sta sempre confermando ai massimi livelli della pallacanestro italiana ed europea (a livello FIBA). Difficile dire se possa essere questa l’occasione giusta, ma è indubbio che la squadra di coach De Raffaele sia chiamata a dimostrare di essere performante anche nella coppa nazionale, nonostante un ultimo periodo caratterizzato da alti e bassi (3 W e 2 L nelle ultime 5 di campionato, con i 3 successi ottenuti consecutivamente contro Torino, Pistoia e Pesaro, le ultime della classe finora, e sconfitte patite contro Brescia e Trento). Il valore complessivo di Venezia è peraltro fuori discussione, considerando la profondità quantitativa e qualitativa del roster oro-granata, che trova punti di riferimento multipli, grandi tiratori, giocatori eclettici ed estroversi (Tonut in questo è chiamato alla definitiva consacrazione, essendo già uno dei migliori giocatori italiani del campionato).

LA STELLA

In questa voce, non possiamo evitare di citare Austin Daye, per quanto la stagione del talentuoso statunitense sia stata fin qui abbastanza travagliata e caratterizzata anche da qualche rumor di mercato in uscita. Daye rimane comunque il giocatore di punta di un collettivo che fa comunque leva soprattutto sulla coralità del gioco e sulla capacità di trovare diversi assoluti protagonisti in ogni singola gara; la squadra di coach De Raffaele sembra quasi essere avulsa da quella pallacanestro che pretende di consacrare un singolo all’interno di un gruppo, e le ultime uscite lo testimoniano ancor più, considerando gli exploit dei vari Bramos, Stone, Watt. Ciò premesso, Daye può sicuramente dare qualcosa in più, non solo a livello di percentuali di tiro (39.7% da 2 in stagione), ma anche e soprattutto per quanto riguarda il suo approccio al match e la sua capacità di trascinare i compagni, in quella che è diventata col tempo una leadership tecnica fuori discussione. Ritrovare la miglior versione del figlio del leggendario Darren significherebbe ampliare le possibilità di successo finale, non solo per quanto concerne le Final Eight di Coppa Italia.

CHI SALE

Guardando le ultime prestazioni, Stone e Watt sicuramente. Il playmaker è diventato cecchino infallibile dalla distanza (47.8% da 3 di media) e a rimbalzo continua a fare la voce grossa contro qualsiasi avversario, risultando peraltro fondamentale in molti degli strappi o dei recuperi che la Reyer ha tentato nelle ultime uscite. Il centro è invece reduce dal buzzer che ha forzato l’overtime nella riedizione della finale scudetto 2017 contro Trento di domenica scorsa, oltre ad aver disputato una prova di grande sostanza e aver trovato la prima doppia-doppia stagionale in campionato (dato insolito, per un atleta che 2 anni fa aveva trovato 13 doppie-doppie in Serie A, chiudendo con 9.0 rimbalzi di media). Nel sistema di Venezia Watt trova forse meno possibilità di esprimere tutto il proprio atletismo, ma rimane comunque un giocatore imprescindibile per l’ottenimento di quelle spaziature necessarie a massimizzare la rimuneratività della pallacanestro voluta e seguita dal proprio allenatore.

CHI SCENDE

Anche per Deron Washington le voci di mercato si sono susseguite negli ultimi tempi, per quanto messe a tacere da società e tecnico; l’ex-Torino ha comunque trovato ben poco spazio finora in ambito italiano con la maglia oro-granata (7 presenze in LBA, di cui solo 1 in quintetto) e la sua capacità di raccordare le due fasi del gioco deve trovare maggiori possibilità di espressione. L’altro giocatore che “scende” è Gasper Vidmar, passato dall’essere “mr. utilità” nella Slovenia campione d’Europa alle difficoltà incontrate in LBA in questa esperienza con Venezia. Il valore del centro classe 1987 è fuori discussione, ma anche Vidmar è chiamato a un miglioramento nel rendimento personale, specie in una competizione che, date le tempistiche brevissime e le gare secche, potrebbe non perdonare anche la più minima defezione individuale.

IL ROSTER

#0 MarQuez Haynes (186-PM/G-86)
#5 Julian Stone (198-PM-88)
#6 Michael Bramos (198-G/A-87)
#7 Stefano Tonut (194-G-93)
#9 Austin Daye (211-A-88)
#10 Andrea De Nicolao (185-PM-91)
#14 Gasper Vidmar (210-C-87)
#17 Deron Washington (203-A-85)
#19 Paul Biligha (200-C-90)
#21 Marco Giuri (194-PM/G-88)
#22 Valerio Mazzola (205-A/C-88)
#30 Bruno Cerella (194-G-86)
#50 Mitchell Watt (208-C-89)
#77 Tomas Kyzlink (196-G-93)

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