The Maestro – Essere Sergio Llull

The Maestro – Essere Sergio Llull

Il numero 23 del Real Madrid è quanto di più vicino alla perfezione possa offrire il basket europeo in questo momento: fenomenologia di un fuoriclasse.

“Ci sono i buoni giocatori, i fuoriclasse e poi c’è Dimitris Diamantidis”: questa frase, tanto cara a Zelimir Obradovic nel periodo in cui il Diamante era la stella del suo Panathinaikos, può essere riportata nell’attualità per un altro fenomeno della pallacanestro europea: Sergio Llull, assoluto fuoriclasse del Real Madrid di Pablo Laso. Pochi sono i giocatori in Europa capaci di indirizzare una gara come fa il numero 23 dei blancos, forse solo Teodosic e De Colo sono al suo livello, ma Llull ha qualcosa in più perché la squadra è leggermente inferiore al CSKA Mosca dei due fenomeni sopracitati.

Llull è poesia in movimento, vederlo giocare vale da solo il prezzo del biglietto: non esiste gara, almeno in EuroLega, dove il suo rendimento non sia stellare. Campionario offensivo formidabile, spiccata abilità nel ruolo di playmaking, Sergio è il prototipo del giocatore completo, la perfetta combo-guard tanto di moda al giorno d’oggi capace di segnare e di facilitare il gioco dei compagni. Basta un cenno d’intesa e i lunghi si troveranno una palla solo da appoggiare al vetro, le uscite di Carroll verranno premiate da passaggi illuminanti, Rudy avrà la possibilità di esprimere il suo talento: questo perché Llull non è un mangia palloni, ma un giocatore che capisce quando la partita viene da lui e arriva il momento di prendersi le luci della ribalta.

Getty Images

A Llull basta poco per accendersi: un paio di canestri ed è già pienamente in partita: non sono rari i casi in cui i parziali della squadra di Laso siano nati da suoi canestri in serie. Chiedere a Olympiacos all’esordio (15 nel primo periodo) e al Panathinaikos per conferma: micidiale tiratore da tre punti quando in serata di grazia, può vantare soluzioni offensive pressochè illimitate che lo rendono difficilmente fermabile. Forte fisicamente e capace di reggere i contatti, lo spagnolo rappresenta la prima punta della squadra e Laso non ci rinuncia facilmente: il suo rendimento non cala mai, e la gestione del suo allenatore gli permette di arrivare lucido nei possessi decisivi.

Leader del Real, capace di togliere la squadra dalle difficoltà, è Llull stesso ad alzare il rendimento dei compagni, con un gioco molto agonistico ed efficace che trascina gli altri e fa dei blancos una delle squadre più ricche di talento e al tempo stesso dure da affrontare dell’intera EuroLega. Difensore sottovalutato, in grado di difendere bene contro tutti i pari ruolo, offre il suo contributo in entrambe le metà campo, con una buona propensione al rimbalzo e all’assist, di cui è uno dei migliori interpreti del Vecchio Continente.

Getty Images

Clutch shooter di prima grandezza, sono molteplici le sue vittime nel corso di questi anni: più il momento delicato e meno Llull sembra sentire la pressione. Da fuoriclasse assoluto qual è, tende ad alzare l’asticella quando più conta e difficilmente sbaglia: il suo approccio alle gare è sempre molto aggressivo, per mettere la partita sui suoi binari e costringere gli avversari a un grande sforzo per contenerlo.

La sua crescita negli anni è stata costante e lo ha portato a un livello di assoluta eccellenza, tra le migliori guardie d’Europa, se non nei primi tre posti: la facilità con cui sta giocando in questa stagione sembra essere quasi imbarazzante per il livello della competizione, che si sta elevando sempre di più. I 30 punti messi a referto contro il Panathinaikos rappresentano il suo massimo in EuroLega,  e il livello raggiunto lo porta quasi ad essere soprannominabile ‘Il Maestro‘.

Perché non è facile essere Sergio Llull, ma Sergio Llull è in grado di fare sembrare facile anche ciò che non lo è, per la gioia del Real Madrid e di tutti gli amanti della pallacanestro.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy