Zeljko e Ioannis, la Storia vi attende

Zeljko e Ioannis, la Storia vi attende

Gli allenatori delle due squadre finaliste si apprestano a vivere un evento unico: entrambi sono alla ricerca di un successo che cambierebbe la storia.

A un passo dalla gloria.

Questo è quanto separa Zeljko Obradovic e Ioannis Sfairopoulos dall’eternità. Per entrambi la finale di domani rappresenta un momento molto importante della carriera, per motivi diversi ma ugualmente validi.

Partiamo dall’allenatore dell’Olympiacos. Dopo avere cominciato ad allenare da giovanissimo e avere svolto il ruolo di assistente all’Olympiacos e per la Nazionale greca in due momenti diversi, comincia a mettersi in mostra con il Kolossos Rodi. Tre stagioni alla guida della squadra, prima di scegliere di tornare ad essere assistente prima al CSKA e poi in America agli Houston Rockets. Con un bagaglio di esperienza così grande, avendo visto da vicino due mondi completamente diversi, l’allenatore greco si mette in mostra con il Panionios dove attira le attenzioni di alcune grandi squadre greche.

Su tutte l’Olympiacos che, dopo avere conquistato due volte consecutivamente l’EuroLega, si trova a dovere fronteggiare l’addio improvviso di Bartzokas, chiamando Sfairopoulos al comando della squadra. E’ la svolta della sua carriera: una serie di ottimi risultati lo rendono uno dei migliori in Europa, ma per potere entrare nell’élite dei grandissimi manca un ultimo passo.

Già, proprio l’EuroLega. Alla Final Four di Madrid 2015, la sua prima esperienza da head coach a quel livello, l’Olympiacos batte il CSKA in semifinale al termine di una partita sempre ad inseguire nel punteggio – sulla falsariga di quella di quest’anno – prima che il solito Spanoulis decida di vincerla negli ultimi minuti. In finale i padroni di casa del Real risultano troppo forti e la finale è un dominio del Madrid.

A distanza di due anni, quasi come fosse una sceneggiatura perfetta, l’Olympiacos è stato in grado di battere nuovamente il CSKA e in finale si trova davanti i padroni di casa. I reds sperano che l’esito sia diverso, Ioannis è pronto a cambiare il destino, che lo vede sfavorito ancora una volta.

Ma si sa, gli eroi greci tendono a esaltarsi nelle difficoltà, Spanoulis docet: Sfairopoulos ha costruito una squadra solida e compatta, con un nucleo forte – Spanoulis, Printezis e Papanikolau in primis rappresentano la continuità con i successi del 2012 e 2013 – che fa di una difesa arcigna la sua forza. Non è un caso che l’Olympiacos sia la migliore difesa d’Europa, con la capacità di controllare e abbassare i ritmi degli attacchi avversari soprattutto nelle partite decisive.

L’ostacolo è grande , sembra quasi insormontabile: ma per chi è nato a due passi dall’Olimpo nessun avversario può fare paura.

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Diavolo d’un Obradovic, ne hai combinata un’altra delle tue!

Con questa espressione si potrebbe descrivere l’ennesimo capolavoro compiuto da Zeljko Obradovic, giunto ad un’altra finale europea e con un unico obiettivo in testa: vincere. L’allenatore del Fenerbahce è pronto al riscatto dopo l’inusuale per lui sconfitta nell’ultimo atto dello scorso anno contro il CSKA Mosca.

Dopo un’annata complessa, la sua squadra è arrivata al picco della forma nel momento giusto, offrendo una serie di prestazioni sensazionali nelle ultime gare che l’hanno proiettata ad essere la migliore squadra d’Europa per gioco espresso.

Una dimostrazione di forza, una sensazione di dominio è emersa ieri nel corso della semifinale con il Real, mai veramente in partita anche grazie alle scelte del maestro di Cacak, capace di gestire i ritmi e i momenti della gara come nessun altro. Laso è andato in difficoltà contro tutte le scelte compiute da Zoc, che ha trovato in Udoh e Kalinic due rebus irrisolvibili per gli avversari, ottenendo un successo ben più largo di quanto non dica il punteggio finale.

Quando arriva in finale di solito non sbaglia mai, è alla caccia del nono titolo di EuroLega con la quinta squadra diversa per ritagliarsi, una volta di più, un posto nell’Olimpo dei migliori allenatori del Vecchio Continente. E proprio contro atleti che hanno l’Olimpo a due passi dovrà conquistarsi la corona: per lui l’ennesima sfida di una carriera che si può definire solo come leggendaria.

Sfairopoulos per il primo titolo a livello personale, Obradovic per regalare il primo titolo della storia a una squadra turca, e al Fenerbahce in particolare: comunque vada domani sarà storia. E solo uno dei due potrà gioire.

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